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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE

Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).

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Roma Bene Comune mozione finale

L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;

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Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…

Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...

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PerlediPirla

Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”

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USICONS

NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,

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scuola,26 Maggio a Roma PDF Stampa

Manifestazione nazionale della scuola contro i tagli e la privatizzazione
per il lavoro e il diritto allo studio


il 26 Maggio a Roma
Dopo il successo dei due Convegni organizzati sulla sicurezza nelle scuole (insieme al Comitato 5 Aprile ed il cui CD può essere richiesto alla segreteria intercategoriale) ed i buoni risultati ottenuti dal patto con l’ANIEF per le elezioni delle RSU nelle scuole … l’USI SCUOLA lancia, a partire dalla situazione romana, la proposta di costituire un COORDINAMENTO CITTADINO UNITARIO DI RSU e DELEGATI SINDACALI IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA  e di ridar vita al Coordinamento permanente delle Scuole Romane, con docenti, ATA, studenti e genitori disponibili a riprendere una mobilitazione e ad appoggiare anche la prossima MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 26 MAGGIO A ROMA.

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1° MAGGIO giornata di lotta internazionale PDF Stampa

  1° MAGGIO giornata di lotta internazionale

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI e TUTTE!

Il 1° Maggio 1886, a Chicago una grande manifestazione operaia per la riduzione dell’orario di lavoro, venne repressa nel sangue. Da allora, in tutto il mondo, il Primo Maggio è diventato, a livello internazionale, la data simbolica delle lotte dei lavoratori per la riduzione della giornata lavorativa, grazie alle quali, per più di un secolo, i lavoratori e le classi subalterne hanno costantemente migliorato le loro condizioni materiali.

La storia del Primo Maggio testimonia il carattere internazionale della classe operaia, una natura che mescola lingue, tradizioni, movimenti migratori e connette uomini e donne e il loro agire sociale alla loro condizione di classe. La riduzione della giornata lavorativa è stato il risultato dell’azione dei lavoratori in tutto il mondo, al di là di ogni divisione nazionale, etnica o religiosa. La contemporaneità delle manifestazioni del 1° Maggio in tutto il mondo e l’aggiungersi nel tempo di nuovi paesi ne sono la prova.

Ciò che oggi divide i lavoratori e le lavoratrici, non sono le oltre seimila lingue e neppure le tante diversità ideologiche e religiose. A rendere le differenze rilevanti, e spesso devastanti, sono i circa duecento Stati che ancora si contendono i confini e che quasi mai corrispondono a delle nazioni.

L’internazionalismo è oggi più che mai la risposta necessaria contro una borghesia che internazionalizza l’economia ma non riesce a superare lo Stato-nazione che è intrinsecamente connesso alla sua affermazione come classe. Né l’Unione Europea di padroni, finanzieri e speculatori ha dato risposte differenti in questo senso, estendendone gli effetti negativi.

Ogni anno, milioni di nuovi lavoratori salariati entrano sulla scena sociale mondiale, trasformando, insieme ai rapporti tra le potenze, l’equilibrio tra le classi. Coloro che hanno teorizzato la nascita della società postindustriale, con una struttura liquida dalla storia finita e suggellata dal neoliberismo trionfante e una classe operaia vecchia, residuale e in via di estinzione, oggi balbettano di fronte all’enorme processo di proletarizzazione che avviene principalmente in Asia e nel sud del mondo e che determina in Occidente l’impoverimento generalizzato del “ceto medio” e l’arrivo inarrestabile di un nuovo e giovane proletariato immigrato.

La crisi “finanziaria” è solo il sintomo più evidente della decadenza profonda del Capitalismo che, lontano dal riuscire a risolverla, non riesce neanche ad arginarla con i consueti e collaudati strumenti del welfare e/o con riconversioni della produzione in chiave “ecologica”. Crisi economica partita dagli USA e passata in Europa, dove ha accelerato il processo d’impoverimento delle classi subalterne che era già in atto, si è allargata ai paesi della sponda sud del mediterraneo e ad altri paesi poveri del mondo, dai quali, è facile aspettarsi che continueranno a giungere nuove e massicce ondate migratorie.

Oggi è esigenza indispensabile che i lavoratori e i giovani costruiscano una concreta unità di lotta, con i lavoratori immigrati. Solo sul terreno della lotta, dell’azione diretta, indipendente e di massa i lavoratori possono difendersi dagli effetti “sociali” della crisi.

La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, insieme al salario sociale (casa, sanità, istruzione e trasporti gratuiti) possono essere la barriera difensiva all’uso padronale della crisi. La riduzione dell’orario, con il miglioramento dei livelli salariali, presuppone, la sottrazione del tempo di vita allo sfruttamento e una redistribuzione delle ricchezze che, già di per se, minano le fondamenta stesse del Capitalismo.

La diminuzione dell’orario lavorativo, l’accoglienza di tutti i lavoratori stranieri, il salario sociale, non possono essere solo rivendicazioni da fare a qualche governo, bensì necessitano della crescita di percorsi collettivi di lotta, ispirati alla massima solidarietà internazionalista, con la diffusione dell’azione diretta e lo sviluppo di pratiche di autorganizzazione sociale.

SVILUPPIAMO E RAFFORZIAMO LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE!
 
Resoconto iniziativa antifascista del 21 aprile 2012 PDF Stampa

Resoconto iniziativa antifascista del 21 aprile 2012

presso spazio di Piazza Gaetano Mosca 50 XV Municipio Roma
 

Il caso di Valerio Verbano: un filo rosso che unisce partigiane-i alle lotte antifasciste nei quartieri popolari di Roma, l’attualità delle mobilitazioni e della controinformazione sull’antifascismo e l’antirazzismo nei luoghi di lavoro, nei territori e nelle scuole, per una nuova società ed umanità, il 25 aprile e le mobilitazioni a tutela dei “beni comuni” e dei principi e diritti costituzionali.

Presentazione dei libri di Carla Verbano “Sia folgorante la fine” del 2010 e “Valerio Verbano. Ucciso da chi, come, perché” del 2011, con proiezione di intervista a Carla Verbano e di filmati, dibattito.

 

Ha riscosso un ottimo successo di partecipazione e di attenzione, l’iniziativa promossa dall’associazione USI-CONS del XV Municipio, dall’Unione Sindacale Italiana Usi, da iscritti-e e promotori della sezione Anpi Trullo Magliana, che si è svolta nello spazio di Piazza Gaetano Mosca 50 il 21 aprile 2012.

Partecipazione di molte mamme (alcune con i figli piccoli) e donne antifasciste del quartiere, di lavoratori e lavoratrici che in un clima attento ed emozionato, hanno seguito i filmati sul caso di Valerio Verbano, l’intervista a Carla Verbano e la toccante presentazione del libro da lei scritto nel 2010, esposta da Claudia Santi “Sia folgorante la fine”. L’introduzione è stata fatta per l’Usicons dal presidente Giuseppe Martelli, che ha spiegato le motivazioni dell’iniziativa, l’attualità del caso e il suo collegamento con la situazione attuale.

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25 aprile: PDF Stampa

25 aprile:

riflessione per una nuova resistenza

Il 25 aprile è una data che ci ricorda i tempi bui e terribili del nazifascismo, la resistenza ed infine la liberazione. Un giorno che ci fa ricordare i fatti del passato, per tenere viva la memoria, una memoria che deve agire come vaccino, si spera efficace e duraturo, contro la terribile piaga del nazifascismo. Una memoria che ci tiene svegli e attenti nei confronti dei riflussi fascisti, purtroppo negli ultimi tempi sempre più numerosi, che ci fa restare in allerta nei confronti di coloro che in maniera nostalgica o con rinnovato vigore vorrebbero tingere ancora di nero il nostro mondo.

Su questo punto sappiamo che fortunatamente ci sono molte convergenze fra le diverse posizioni politiche di coloro che il 25 aprile, a vario titolo, si ritrovano nelle piazze.
 
Purtroppo però, la stessa condivisione e la stessa consapevolezza non esiste nei confronti di una piaga altrettanto terribile e micidiale come è il fascismo, cioè IL NOSTRO SISTEMA SOCIO-ECONOMICO, evoluzione ormai non solo del capitalismo classico, ma ben oltre l’ultraliberismo più sfrenato che ha caratterizzato la nostra società negli ultimi 30 anni almeno; sistema socio economico mostruoso, vomitante se stesso, in continua espansione a scapito delle persone, ormai completamente svincolato dall’umanità stessa che l’ha creato.
Oggi questo sistema rappresenta la nuova Piaga, sicuramente più pericolosa e devastante nei suoi effetti rispetto a certi patetici sussulti neofascisti. Oggi possiamo affermare che le banche e le multinazionali incarnano i nuovi oppressori, con il loro servi-conviventi: i  politici di professione d’ogni colore e i loro cerberi della repressione: esercito e forze dell’ordine.

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Incontro sindacale PDF Stampa


Incontro sindacale del 19 aprile 2012 a Firenze


Il 19 aprile 2012 si è svolto a Firenze un incontro sulla situazione politico-sindacale generale fra CUB, USB, CIB Unicobas, ORSA, Si Cobas, Snater e USI. Lo SlaiCobas, seppur assente, condivide quanto deciso.

Dalla discussione è emersa la comune valutazione dell'esigenza di una risposta alla politica economica e sociale dell'attuale governo e delle manovre che si abbattono sui lavoratori salariati e sulle classi subalterne nel loro assieme. Una risposta che assieme ai sindacati di base coinvolga in modo aperto le forze sociali e territoriali che intendono opporsi alla politica del governo.

È apparsa evidente a tutti i partecipanti la necessità di una forte critica teorica e pratica alla pretesa del governo dei tecnocrati e dei banchieri di rappresentare un “interesse comune” fra padroni e lavoratori, fra ceti dominanti e classi popolari e di proseguire le mobilitazioni contro l'intero impianto delle politiche del governo Monti accentuando l'intensità e la radicalità dell'iniziativa sindacale in primo contro la “controriforma del lavoro”, l'attacco alle pensioni, alla sanità, al diritto alla casa (Imu ecc.), le liberalizzazioni senza regole dei servizi essenziali per i cittadini, il peggioramento della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, la negazione delle attività gravose ed usuranti per molte categorie di lavoratori e la questione degli “esodati”.

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Commercio - Turismo & Servizi PDF Stampa


Commercio - Turismo & Servizi

La nostra sicurezza? Non se la fila nessuno!


Le nostre vite valgono meno di 90.000,00 Euro l’anno che potrebbe spendere mdiamente la committenza in ogni struttura residenziale per garantire lo svolgimento dei turni notturni in coppia. È evidente che le committenze – e le coop… - preferiscono pagare i danni piuttosto che spendere per prevenirne. È altrettanto evidente che sia le cooperative che le committenze sanno che i “monte ore stabiliti” non garantiscono lo svolgimento del lavoro notturno in condizioni di massima sicurezza, come evidente è il concorso nell’omissione di quella forma di sicurezza che solo il lavoro in coppia può garantire. Risparmiano, loro… sulla pelle nostra!
È anche evidente che è proprio su una guerra tra poveri che si fonda la propaganda delle cooperative sulla questione della sicurezza del lavoro notturno: oltre al puerile – e fasullo – “non è mai successo nulla” non è un mistero che la committenza preferirebbe appaltare un servizio ad una cooperativa che gli garantisse il risparmio suddetto, piuttosto che alla cooperativa che garantisse la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici…
Il nostro tempo “libero”? È al servizio… del “servizio”!
Già, perché ci sono referenti e responsabili che usano “liberamente” il numero di telefono dei lavoratori per richiamarli in servizio, al fine di coprire eventuali vuoti nelle turnazioni. Vuoti dovuti a malattie, incidenti – tutte questioni legittime- e, diciamolo, ad una certa leggerezza poco professionale: tanto, affidandosi alla “bontà”-gratuita e alla “disponibilità”-non pagata, chi copre il buco lo si trova sempre!
Ma, nonostante la “crisi”, c’è chi si ricorda che esistono i diritti e che essere soci e lavoratori di una cooperativa non vuol dire essere “tre volte buoni”!

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Grande manifestazione a Milano dei lavoratori della scuola!!


Si è svolta oggi, 21 aprile, a Milano una grande manifestazione di lavoratori della scuola e studenti, promossa dai coordinamenti di precari di tutta Italia.
Sono scesi in piazza circa un migliaio di lavoratori per urlare la propria rabbia contro la chiamata diretta, recentemente approvata in Regione Lombardia e contro il PdL Aprea che modifica gli organi collegiali delle scuole permettendo l'ingresso dei privati.
Il corteo ha attraversato le vie principali della città e i precari hanno bloccato più volte il traffico sedendosi a terra.

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