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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE

Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).

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Roma Bene Comune mozione finale

L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;

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Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…

Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...

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PerlediPirla

Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”

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USICONS

NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,

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SCIOPERO GENERALE

manifestazione nazionale a Roma

27gennaio 2012

 

Il governo Monti ha presentato una manovra, con il consenso di un’ampia e articolata maggioranza parlamentare, che pagheranno lavoratrici e lavoratori, pensionati e classi subalterne, una manovra che andrà a favore di padroni, banche, speculatori e finanza internazionale. A questa prima manovra che recepisce in pieno le direttive della BCE e dell’Unione Europea seguiranno integrazioni, finalizzate ad attaccare i diritti sul lavoro, con altra flessibilità e precarietà, nei fatti una modifica “nascosta” dell’art.18 della legge 300 del 1970, con la giustificazione della “libertà di licenziare” per “garantire lo sviluppo” per accontentare Confindustria, con l'avallo di vari esponenti politici, trasversali al centro destra e al centro sinistra.
- riduzione del potere d'acquisto e del valore reale di pensioni e salari, senza recuperare i 120 miliardi annui di evasione fiscale; pagamento delle tasse sulla prima casa, senza risolvere la questione abitativa e non introducendo una vera imposta patrimoniale a quel 10% di ricchi che possiedono il 50% della ricchezza del paese.


-  Aumento di: IVA, Irpef locale, ticket sanitari, accise sulla benzina, mentre pensioni e salari restano bloccati, con una politica dei sacrifici che produrrà altri licenziamenti, precarietà, cassa-integrazione, mobilità...con l'allungamento dell'età pensionabile, non si crea nuova occupazione ma rimane la “guerra tra poveri” e si alimenta quella “tra generazioni”, disoccupazione giovanile e precarietà, con forti penalizzazioni per le lavoratrici e le donne, già sottoposte a lavori di cura, di assistenza oltre al lavoro.
- Aiuti e incentivi alle aziende, ma non a chi lavora e contribuisce a produrre la ricchezza sociale complessiva, compresa la forza lavoro immigrata, non si parla mai nelle manovre di REDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA, si permette sempre ai padroni e agli speculatori, italiani e internazionali, di spostare le produzioni e le fabbriche all'estero alla ricerca del costo del lavoro più basso, per garantirsi profitti...
- Campagna di “disinformazione”, per convincere tutti-e noi che questo è un governo tecnico e serio, che “salverà l'Italia” con una serie di provvedimenti “a due velocità”, prima I SACRIFICI, tanti e per diversi anni, poi un fumoso “SVILUPPO”, senza cambiare nulla rispetto ai Governi precedenti, Berlusconi compreso... infatti questo governo Monti, rappresenta gli interessi di banche, finanza internazionale, Banca Centrale Europea, Fondo Internazionale Monetario, gli interessi di coloro che in questi anni si sono arricchiti ed hanno speculato sulle nostre vite, con un aumento reale dei morti e degli infortuni sul lavoro per rispettare ritmi e carichi di lavoro insostenibili, senza una tutela efficace della salute e della sicurezza, in nome del “dio profitto”. Un dio mostruoso, che per decenni ha distrutto vite e popoli di altri continenti, ora attacca anche nella “civile Europa”, attraverso la riduzione di diritti sociali e di cittadinanza, di spazi di democrazia e di diritti sul-del lavoro, agitando lo spettro dell'intolleranza, del razzismo, utilizzando la guerra per distruggere e ricostruire, cento anni fa, come oggi, con spese militari inutili e continue missioni che chiamano “di pace”
-  Tutto questo, con la stampella di quei sindacati che si fanno complici di queste operazioni, anche con la firma di accordi infami come quello del gennaio del 2010 e del 28 giugno del 2011 ancora in vigore (l'accordo con Confindustria, che si sta estendendo ad altri settori, che autorizzò di fatto il Governo Berlusconi di approvare l'articolo 8, che smantella e distrugge diritti, il valore, la forza dei contratti collettivi nazionali di lavoro, lascia il deserto per le future generazioni di forza lavoro “usa e getta”, anche con livelli alti di istruzione...), con il solito tentativo di salvare la faccia (parliamo dei vertici di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, sindacati corporativi vari...) con una opposizione fittizia alle manovre del governo Monti, con scioperi orari per ottenere modifiche minime e insufficienti ai vari provvedimenti del Governo Monti e degli organismi internazionali. Anche la Cgil insegue l'obiettivo illusorio, di tornare alla “concertazione”, quello di Cisl, Uil, Ugl di poter “collaborare” come già fatto recentemente con l'ex ministro “amico” Sacconi.
- DICIAMOLO FORTE E CHIARO, NOI LAVORATRICI E LAVORATORI, PRECARI E DISOCCUPATI, ITALIANI E IMMIGRATI, GIOVANI E ANZIANI, NON ABBIAMO GOVERNI “AMICI”, MA POSSIAMO COSTRUIRE ASSIEME E UNITI UNA ALTERNATIVA A QUESTO MODELLO ECONOMICO E SOCIALE!


DICIAMO UN FORTE NO, RIBELLIAMOCI AGLI EFFETTI DELLA MANOVRA


Il 27 gennaio scioperiamo contro tutto questo e costruiamo in lungo percorso di resistenza, lotta e conflitto nei luoghi di lavoro e nei territori, autoriduciamo bollette e tariffe, per la riappropriazione
Usb – Orsa – SlaiCobas – Cib Unicobas – Snater – SiCobas - Usi

 

fasc

 

Eccoci

“Associazione Marinai di Salvataggio”
Provincia di Rimini

 

Durante una partecipata Assemblea tenutasi il giorno 1 Dicembre scorso si è formalmente costituita l’Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini.
Attraverso questa i marinai di salvataggio vogliono, loro direttamente, tutelare la propria Professionalità e Promuovere attivamente sul territorio provinciale  la Cultura della Sicurezza e della Salvaguardia della Vita in mare.

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