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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE
Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).
Roma Bene Comune mozione finale
L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;
Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…
Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...
PerlediPirla
Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”
USICONS
NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,
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Da chi lavora lezioni di lotta
Il 15. settembre 2009 sembrava un giorno come molti altri nella cittadella di Velenje - o piccola Bosnia come la chiamano alcuni per via della minoranza bosniaca. Pero per i migliaia di lavoratori e lavoratrici della fabbrica di elettrodomestici Gorenje era un giorno speciale, quello della busta paga. E nel momento in cui i/le lavoratori/ci di Gorenje aprirono la busta, quel giorno di settembre divenne l'inizio di una nuova fase delle lotte dei lavoratori anche in molte altre fabbriche. Che successe a Gorenje, una delle fabbriche più ricche e importanti in Slovenia, in quei tre giorni di sciopero? accade che allo sciopero parteciparono in pratica tutti i settori della produzione, migliaia di lavoratori, senza preavviso e, ancora più importante, senza guida sindacale. I lavoratori si sono uniti, autorganizzati, hanno definito le proprie richieste in modo solidale con i più esclusi e hanno scelto una delegazione di lavoratrici per le riunioni con l’amministrazione della fabbrica. Con quel salario che per molti era intorno, hai 400 €, non si poteva più vivere e ancor meno sopportare l’arroganza, la violenza psichica, la totale assenza della dignità dei lavoratori che gli addetti superiori e l’amministrazione calpestavano ogni giorno. Per non parlare poi dei grandi sindacati che pur avendo un elevato numero di aderenti a Gorenje fino a quella mattina del 15. non si sono fatti vedere e quando sono apparsi nel cortile della fabbrica i/le migliaia di lavoratori/ci li salutarono con il grido “andatevene”. La fabbrica era fuori dal controllo dei sindacati che da anni cooperavano con l’amministrazione. Al finale i/le lavoratori/ci raggiunsero un accordo con l’amministrazione – il salario minimo di 600 € al mese. La paura e l’incapacità di comprendere, come fosse potuto succedere qualcosa del genere, era ben presente nei ambiti amministrativi di Gorenje, delle altre grandi imprese Slovene, del governo e dei sindacati. E cosi che fu possibile che lo sciopero illegale, che procurò milioni di euro di perdite al capitale, finisse senza una sola persecuzione ai danni dei lavoratori. Ma se lo sciopero spontaneo in Gorenje per il momento era finito esso mostrò una nuova via, un nuovo modo di agire e di porre le proprie richieste e, cosa più importante, che tutto ciò non è solamente possibile ma è necessario se si vuole un cambio qui e oggi. infatti non passò nemmeno una settimana che nella più povera regione slovena, Prekmurje, le lavoratrici tessili della gigantesca fabbrica Mura scesero in cortile e gridarono contro l’amministrazione, contro i sindacati corrotti e contro il primo ministro che venne a calmare la situazione tesa. Il clima si calmò anche perchè era già troppo tardi, lo Stato decise di non finanziare più le perdite e la fabbrica andò in fallimento. Altri lavoratori presero la via dell’autorganizamento così quelli della fabbrica di frigoriferi LTH (Škofja Loka) che, come Mura, andò in fallimento. Ma la lotta dei lavoratori si fece sempre più determinata. I sindacati di fronte alla nuova incomoda realtà incominciarono a cambiare la propria retorica. Dalle bocche dei lider sindacali si sentivano (e a volte si sentono tuttora) “minacce” di occupazione delle fabbriche se non ci sara un cambio nella sfera lavorativa. E le richieste sindacali? Esattamente quelle che erano le richieste autodeterminate e vinte già dai lavoratori di Gorenje: dignità e un salario minimo di 600 euro al mese. Per far credere che questa volta fanno sul serio i sindacati hanno perfino indetto un comizio a Lubiana, il sabato (!) 28. novembre, con il freddo e la pioggia e senza quei lavoratori incomodi di Gorenje … Dopo quasi tre messi i sindacati non hanno ancora ottenuto quello che le lavoratrici a Gorenje ottenerono in solo tre giorni! Forse e’ proprio questo il motivo di nuove proteste autogestite dai lavoratori per i lavoratori, come quella dei lavoratori delle gru al porto di Capodistria a metà dicembre che è interessante e importante perchè lo sciopero fu gestito dal loro piccolo ma ben organizzato sindacato che ha una struttura decisionale di base, orizzontale e che ha portato ha moltissime vittorie e ha un salario dei lavoratori che fa invidia a molti. Per ultimo possiamo accennare allo sciopero spontaneo del 4. gennaio di quest’anno organizzato dai lavoratori del’ impresa di costruzioni Vegrad che è nota per le situazioni inumane nelle quali vivono e lavorano i propri lavoratori. Lo sciopero in una delle grandi costruzioni a Lubiana durò solo un giorno ma bastò per far riavere ai lavoratori tutti i pagamenti arretrati. Da quel giorno di meta settembre, che sembrava un po come tutti gli altri, per migliaia di lavoratori e lavoratrici cambiò una cosa importante – la percezione della lotta. Matej (membro dela FAO - federacija za anarhistično organiziranje). |
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