Discorso sopra le righe? O indignazione sotto vuoto?
Sono rimasto molto divertito leggendo, nella cronaca del Messaggero Veneto a pagina 22, la definizione di “sopra le righe” fatta a proposito del mio intervento a Udine in piazza XX settembre. Ancor più ho sorriso rendendomi conto che il mio intervento “sopra le righe” veniva messo in relazione col rifiuto del Sig. Giorgio Cella di ricorrere a metodi violenti il quale ha asserito, cito dall'articolo stesso, “possiamo tollerare qualche azione simbolica come il lancio delle uova contro le banche...”. Non capisco quindi che cosa renda il mio intervento sopra le righe: mi sono limitato (e mi sono limitato davvero) a suggerire di diffidare dell'ingabbiamento istituzionale, a diffidare anche dei partiti di sinistra, ad invitare a confrontarsi in maniera spontanea, assembleare e -mi sia permesso dirlo- aderente ai canoni della democrazia diretta cui la manifestazione si richiamava. L'invito a bussare alle porte di politici, industriali e rappresentanti delle forze dell'ordine è legittimo, perchè queste persone, io credo, devono rendere conto del proprio operato. Non ho proposto di assaltare le case con forche e bastoni come durante le rivolte contadine... Non capisco capisco (probabilmente sono stupido io...) cosa renda più violento l'occupare una piazza – come gli indignati di molte parti del mondo hanno già fatto – che lanciare uova contro le banche come suggerisce il signor Cella. Rimanere in piazza a parlare dei nostri problemi e delle possibili soluzioni mi pare decisamente meno violento che tirare un uovo (ricordo che alcuni mesi fa un lancio di uova contro alcuni sedicenti sindacalisti” è stato associato al “terrorismo”...). Inoltre mi pare che un lancio di uova decisamente denoti “una mancanza di contenuti e di lungimiranza” rispetto alla ricerca assembleare del confronto. Se poi si decide di tirare uova o farci frittate non è questo il punto. Non stupisce che una proposta di pacifica occupazione di una piazza tesa ad una assemblearità svincolata dalle istituzioni venga tacciata, con garbo e piacere malcelato, di violenza. Ne stupisce che il Messaggero Veneto crei azioni simboliche di serie A o di serie B, secondo una logica decisamente aleatoria e infondata. Non esito a pensare che se il lancio di uova fosse stato organizzato da altri che non fossero il Sig. Cella o fossa stato spontaneo da parte di cittadini indignati il Messaggero Veneto, con il Sig. Cella, sarebbe stato solerte a tacciare l'azione di “violenza” o, per dirla con più garbo, di essere “sopra le righe”. Perchè la realtà è che “sopra le righe”, violento, isterico, fanatico, teppista, vandalico non lo è il solo rompere una vetrina: lo è tutto ciò che esce dai calcoli prefabbricati di certi “leaders” e “portavoce” i quali garantiscono che lo spettacolo della contestazione rimanga nel solco del presente. Un presente, quello si, violento e vandalico. Leaders che sostengono “azioni simboliche” come il lancio di uova contro le banche, dopo aver organizzato un presidio dove banche non ce ne sono, possono ben fare la figura dei rassicuranti e civili tutori della contestazione democratica. A me fanno ridere. E mi fanno venire in mente una vecchia battuta di Lenin a proposito degli operai socialdemocratici tedeschi: “se dovessero occupare una stazione prima, da bravi, comprerebbero il biglietto”. E possono ben rallegrarsi questi “portavoce” (ma gli indignados hanno “portavoce”?), con buona pace del/la giornalista, del fatto che la piazza non sia stata occupata e non si sia partiti per alcun corteo. Cosa avrebbe fatto il Sig. Cella al sentire il primo uovo schiaffarsi su una banca o su un SUV (sappiamo solo per certo che il/la giornalista avrebbe goduto molto potendo scrivere qualche cosa di “piccante” sul suo articolo...)? Avrebbe pulito la vetrina della banca dall'uovo? Avrebbe isolato il cuoco violento? Nella sonnecchiosa Udine nessuno aveva interesse alla guerriglia. Ed io peso 64 Kili e non sono adatto a simili situazioni. Dorma pure sogni tranquilli il Sig. Cella e sogni pure mirabolanti articoli il/la giornalista del M.V. Continuino pure a tracciare righe dritte e ben definite coi loro bei righelli. Che bravi scolaretti!
Matteo Pizzolante
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