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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE

Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).

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Roma Bene Comune mozione finale

L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;

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Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…

Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...

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PerlediPirla

Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”

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USICONS

NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,

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F.A.I.ne NEL POLLAIO



Quasi un anno fa, in un clima di crescente fascistizzazione e in una delle regioni come il Friuli tra le più razziste ed inquinate d’Italia, come USI-AIT  abbiamo riaperto una sede e ripreso un percorso di lotta. Al nostro fianco non solo le compagne ed i compagni iscritti ed aderenti, ma anche simpatizzanti, amici, compagne e compagni di diverse tendenze. In una città dove il Centro Sociale Autogestito non partecipa al 25 aprile lasciando al Regime il monopolio della Storia abbiamo indetto ed organizzato uno spezzone libertario proprio per ricordare che, al contrario di quanto sovente si crede (e si lascia credere…), gli anarchici e i libertari la Resistenza l’hanno fatta, l’hanno pagata, l’hanno cresciuta durante i lunghi e bui anni del fascismo. Abbiamo partecipato alle manifestazioni antirazziste, aperto uno spazio legale per sostenere i compagni colpiti dalla repressione, abbiamo ampliato ed approfondito il nostro impegno sindacale sul territorio, avviato una piccola biblioteca, tentato di contrastare la presenza del ciarpame neofascista di Forza Nuova e nazistelli vari.

In poche parole stiamo crescendo, pian piano, nonostante le difficoltà e le ristrettezza. Stiamo crescendo proprio perché non ci perdiamo in voli pindarici, in idealismi primitivisti campati per aria, ne tanto meno nei dogmi dell’Anarchia o del Socialismo. Siamo realisti, vogliamo tutto e lottiamo per averlo. Lottiamo con i lavoratori e gli emarginati, con gli studenti e i disoccupati, non guidiamo nessuno ma siamo in mezzo al flusso della vita, ovunque ci siano rivolta e sciopero, risa e bestemmie, là sventola la nostra bandiera.

Ma questo nostro rafforzarci ad alcuni non piace…

Non piace sicuramente alle F.A.I.ne che vorrebbero mettere l’U.S.I. sotto formalina, ridurla a sindacato di anarchici per anarchici –mostrando in tal senso una mancanza di pudore ed una tendenza bolscevica davvero preoccupante… Sicuramente non piace perché forse si rendono conto che, prima o poi, dovranno spiegare ai propri aderenti come mai per tesserarsi alla “loro” USI ci si debba tesserare anche con la CUB (mi chiedo: ma impediscono ai propri iscritti di leggere lo Statuto e in particolare l’articolo cinque?). O, magari, temono che prima o poi dovranno dare delle spiegazioni sul DOVE finiscano i soldi delle tessere che millantano essere dell’USI… volendo fare uso di terminologie della giurisprudenza borghese non si potrà non convenire d’essere di fronte ad una TRUFFA! Sarebbe bello capire, poi, che tipo di sindacalismo facciano dal momento che non firmano contratti, non seguono vertenze e non indicono scioperi (tranne che per rischiare allegramente i posti di lavoro altrui, come se non avessimo già abbastanza problemi coi nostri padroncini del nord est…). Sarebbe anche il caso di capire come mai dicano che siamo stati espulsi dalla AIT quando non solo nella AIT non esiste espulsione ma, oltretutto, continuiamo a ricevere le comunicazioni internazionali della AIT e notiamo, con un certo imbarazzo, che nell’elenco dei contatti non figura la cosiddetta USI di Trieste e dei suoi marionettisti.

Il “rappresentante” di questa sedicente USI, che altro non è che un prodotto della politica autoritaria stalinista e mafiosa della F.A.I., ha avuto poi la sfrontatezza di asserire che la crescita della nostra sezione USI-AIT dipende dalla crescita del Movimento Anarchico (che, probabilmente, egli riduce alla F.A.I.), sottintendendo un rapporto di tipo parassitario tra noi e il Movimento stesso. No, caro Verzegnassi, l’U.S.I.-A.I.T. non cresce grazie al movimento Anarchico. L’USI-AIT è da sempre presente nel movimento dei lavoratori e degli sfruttati (al quale partecipa anche il movimento anarchico), con le sue specificità e con i suoi screzi e contribuisce con la modestia delle proprie forze alla crescita del movimento stesso. Sono percorsi distinti che si intrecciano e, in questo intrecciarsi, c’è chi stringe alleanze e collaborazioni e chi desidera il controllo avanguardista e l’adesione alle proprie fedi. Noi evitiamo decisamente questi ultimi.

Qui a Udine e più in generale in Friuli la situazione è un po’ diversa: l’USI-AIT cresce nonostante il movimento anarchico o, meglio, nonostante il movimento anarchico friulano subisca da anni la pesantezza autoritaria e dogmatica di chi ritiene di averne il monopolio.... vecchia questione.

Sono quelli che non intendono denunciare i fascisti alla polizia, un po’ per evitare di dare i propri nomi ed indirizzi ai fascisti, un po’ perché sanno quali rapporti intercorrano tra gli sbirri e i neofascisti e si fanno poche illusioni.

Sono coloro che sono rimasti nauseati del modo in cui vengono dibattute le diverse posizioni interne al movimento: non hanno scordato  le offese agli ospiti o le asserzioni razziste tipicamente furlane del tipo “voi veneti non potevate che produrre le tute bianche” (frase pronunciata al CSA di Udine nei confronti diun compagno invitato per presentare il suo libro Alla estrema destra del padre... e per essere insultato!). Già, noi furlani invece non potevamo che produrre questi sottoprodotti del veneto di cui fummo colonia… la mela casca vicino all’albero!

Cresciamo perché diamo alla militanza e all’impegno politico un valore concreto e lo facciamo in un percorso condiviso. Non ci diciamo antirazzisti per evitare di definirci antifascisti ed attirarci così le ire dei servi del padronato e della cancrena vaticana: siamo capaci di dormire nella nostra sede e di farle la guardia se temiamo che i mentecatti di FN possano farci visita. Certo, questa forza ce l’abbiamo perché siamo abbastanza per farlo. Non ci arrocchiamo su un’identitarismo friulano fatto di interventi pubblici in friulano che impediscono a chi non parla la nostra lingua di capire (evidentemente agli anarchici friulani non interessa parlare con la gente che non sia friulana…), non ci sentiamo “friulani” più di quanto non ci sentiamo italiani, francesi, amazzonici o planetari. Queste cagatine da leghisti in erba le lasciamo a chi non sa mandare il proprio sguardo oltre le Alpi Giulie, a quei poveretti che confondono i principi di autodeterminazione e rispetto del territorio con una logica regionalista chiusa e sterile, tipicamente friulana.

Siamo sindacalisti rivoluzionari, anarcosindacalisti, socialisti della vecchia maniera, che credono che i lavoratori, gli sfruttati e i reietti possano risollevare da se stessi le proprie sorti, senza bisogno di partiti, vertici, santoni e vicerè. Noi non facciamo la rivoluzione coi conigli ne ci limitiamo a filosofeggiare su presunti “collassi ontologici del potere”.

In questo senso ci appare chiaro il perché di questi attacchi: questi sedicenti anarchici, che sono stati capaci di sputtanarsi a vicenda per anni, hanno finito col rimanere soli: soli in sindacati che non esistono, soli in enclave occupate che vivono , soli sulle loro cattedre e sui loro altarini. Ora, tutti insieme, si ricordano gli uni degli altri; si ricordano che potrebbero darsi manforte, in provincia e oltre. Si affrettano a riconoscersi a vicenda, pretendono spiegazioni dopo che per anni non ne hanno date a nessuno, si affannano ad accusarci di tutto ciò che, in loro assenza, non dobbiamo sopportare: autoritarismo, calunnie, infamie. Si citano a vicenda, improvvisamente sul Germinal ricompaiono articoli di quegli anarchici che con la FAI non volevano avere nulla a che fare dopo la fanfaronata della Fiera dell’Autogestione di Prato carnico, chissà… che sia in moto una ridistribuzione della cariche e dei titoli tra i gerarchi dell’anarchismo friulano?

Il futuro risponderà a questi quesiti.

Noi, nel frattempo, preferiamo fare quello che facciamo da sempre: sostenere le lotte dei lavoratori, insegnare ad essere sindacalisti di se stessi. Facciamo propaganda non a noi stessi o ai nostri bei  sofismi ma alla libertà e alla lotta per ottenerla. Organizziamo scuole per permettere a chi non sa di sapere, di conoscere, di leggere il mondo che lo circonda. Ci battiamo contro il razzismo nelle piazze e nelle strade, non al sicuro delle nostre enclave “autogestite”, circondati di  e non appellandoci ad un fantomatico idealismo antirazzista o ad un chissà se divino anelito di uguaglianza e libertà: materialisti coerenti quali siamo scindiamo gli elementi delle contraddizioni sociali lungo linee di classe e, a costo di sembrare banali, ricordiamo che il Potere si fonda sulla proprietà e sulla violenza. E queste non sono cose che collasseranno ontologicamente, né che si debelleranno con l’Anarchismo di una o di un’altra tendenza: abbiamo la modestia di ricordarci che siamo solo una parte del movimento e che questo, come già accaduto in passato, ci saprà stupire e ci darà occasione di partecipare al cammino verso la Libertà. E non intendiamo pagare il biglietto a nessuno, tantomeno alle F.A.I.ne che si insinuano nel pollaio.

Souvarine

 

Chi, scrive, nonostante sia spesso indicato come non ortodosso, pericoloso ed incontrollabile E’ un anarchico… che piaccia o meno…

Nuovo livello...
 

fasc

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Grande manifestazione a Milano dei lavoratori della scuola!!


Si è svolta oggi, 21 aprile, a Milano una grande manifestazione di lavoratori della scuola e studenti, promossa dai coordinamenti di precari di tutta Italia.
Sono scesi in piazza circa un migliaio di lavoratori per urlare la propria rabbia contro la chiamata diretta, recentemente approvata in Regione Lombardia e contro il PdL Aprea che modifica gli organi collegiali delle scuole permettendo l'ingresso dei privati.
Il corteo ha attraversato le vie principali della città e i precari hanno bloccato più volte il traffico sedendosi a terra.



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