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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE
Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).
Roma Bene Comune mozione finale
L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;
Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…
Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...
PerlediPirla
Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”
USICONS
NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,
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lavoro e DIS occupazione
Taranto; è il 14 settembre ’10, ore 15.oo e al civico 22 di via Rintone, in un popolare quartiere assolato della città si riuniscono i disoccupati, precari, cassintegrati organizzati della provincia di Lecce, Taranto, Napoli, Palermo, Messina. La prima considerazione, inevitabile, è che le rappresentanze non rendono giustizia ai numeri reali di una realtà di incertezza e spesso di disperazione; tuttavia si riscontra la positività della ricerca di coordinamento delle lotte per i diritti basilari. Infatti si parla non solo di diritto al lavoro per i cosiddetti “disoccupati cronici”, ma si parla anche di diritto all’acqua ( l’AQP aveva smesso l’erogazione del servizio per insolvenza in quartieri dove la disoccupazione arriva all80%), di gestione dei rifiuti (dopo il recentissimo rapporto di Lega Ambiente che mette la Puglia al secondo posto nella graduatoria dell’infiltrazione mafiosa nella gestione rifiuti ), di precariato. Agricoltura in stato comatoso, TAC in crisi, i precari della scuola, le cooperative di assistenza ai disabili e di consulenza agli immigrati, distrutte nel tessuto sociale tramite i contratti di accreditamento, Chiaro a tutti è che la crisi occupazionale non deriva da una diminuzione del meccanismo richiesta-offerta ma dalla delocalizzazione delle produzioni. Chiaro a tutti è che la complicità politica, se non la volontà, deve spingere i lavoratori a cercare forme alternative di organizzazione e di coordinamento, soprattutto in considerazione che nel 2011, alla scadenza di cassa integrazione e contratti in deroga, la cifra dei disoccupati aumenterà di 700.000 unità sul territorio nazionale. Il prossimo appuntamento, il 16 Ottobre a Roma, cercherà di coordinare assemblee itineranti, cercando di allargare l’ incontro alle realtà del nord Italia. L’analisi delle lotte dà prova di come presidi costanti costringano le istituzioni a dare risposte costanti tuttavia altrettanto onnipresente è l’arroganza dei Prefetti che decidono loro con chi interloquire, la volontà politica di disgregazione del tessuto sociale di cui ne vengono imposti i rapporti, il carattere autoritario degli organismi statali che traduce la lotta per i diritti basilari in questioni di ordine sociale. Dal nostro, anarco-sindacalista, punto di vista, tuttavia, ancora troppo presente è la disgregazione dei lavoratori in lotta dovuta al senso di appartenenza all’una e all’altra sigla; che la solidarietà di classe viene scavalcata dalla priorità della propria vertenza; che l’interlocutore non da abbattere, ma da cui attendere le risposte rimane l’organizzazione statale vigente. I lavoratori precari e i disoccupati sono numericamente di gran lunga superiori a coloro che del sistema ne fanno parte quindi, se ancora non si è riusciti a sovvertire lo stato delle cose, in fondo, è perché ognuno di noi, in un modo o nell’altro, chi più chi meno, a questo sistema ci è legato da un qualche tipo di interesse. Virus Ebola (USI Lecce)
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