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RESOCONTO RIUNIONE NAZIONALE LAV. COOP. SOCIALI E DEL TERZO SETTORE
Il 25 Giugno si è svolta a Roma la riunione nazionale di lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali e del terzo settore, erano presenti le realtà di Roma, Cassino (Fr), Udine e Torre Annunziata (Na).
Roma Bene Comune mozione finale
L’assemblea nazionale realizzata a partire dall’appello proposto da Roma Bene Comune, che si è tenuta oggi 10 settembre 2011, ha raccolto nella struttura dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma una partecipazione che non si vedeva da tempo di collettivi, associazioni, movimenti, realtà del sindacalismo conflittuale e di base;
Ecco un esempio demenziale di cosa possa produrre la "disoccupazione"…
Sono mesi che non rispondiamo più a questa povera marionetta... però un paio di risate vorremmo farcele anche noi...
PerlediPirla
Rubrica sui tesori nascosti nei cervelli d’ostrica
Invitiamo i lettori e le lettrici di Lottadiclasse a recuperare il numero del Corriere della Sera di sabato 17 settembre, dove, a pagina 58, compare l’articolo del Sig. Dario Di Vico: “No agli straordinari di domenica e la democrazia batte il buon senso”
USICONS
NUOVO SERVIZIO ATTIVATO dall’Associazione utenti e consumatori USICONS, PER LAVORATORI E LAVORATRICI DEL SETTORE SCOLASTICO – EDUCATIVO (dagli asili nido e scuole dell’infanzia comunali, alle scuole statali di ogni ordine e grado), PER GENITORI E GENITRICI,
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| Complimenti per la trasmissione! |
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Complimenti per la trasmissione!
Certi miti sono duri a morire. In via di pigra erosione, anche quello che circonda lo stupro non smette ancora di riproporsi. Ogni violenza sessuale porta con sé la volgare tentazione di chiedersi quale responsabilità ricada sulla donna, quale sua condotta abbia incoraggiato lo/gli stupratore/i a portare a termine i propri desideri di controllo e violenza. C’è una componente di naturalità in uno stupro? Erano gli anni 30 dell’ 800 quando i manuali di medicina legale britannici attestavano che “è impossibile inguainare la spada in un fodero palpitante”. Mezzo secolo più tardi, uno dei contributi allo scientifico dibattito se fosse o meno possibile violare una donna fu che “una donna completamente matura nel pieno possesso delle sue facoltà non può essere violata contro la sua volontà da un solo uomo”. Ed arriviamo ai primi anni del ‘900, allorché un insigne medico affermò che “il semplice accavallamento delle ginocchia impedisce assolutamente la penetrazione”. Non venne certamente trascurato dagli studi il legame tra alcol e violenza sessuale che diede quindi luogo ad accorate campagne a favore dell’astinenza. Per le donne ovviamente. Una delle poche armi per non mettere a repentaglio la propria virtù. Di più che si può fare, eh! Questi disturbanti spunti si trovano in “Stupro. Storia della Violenza Sessuale”, scritto da Joanna Bourke e pubblicato dalla Virago Press di Londra nel 2007. Per gli altri si può attingere abbondantemente a fonti meno antiche. Uno degli ultimi episodi di stupro di cui ho avuto notizia a mezzo stampa nazionale è quello avvenuto al castello di Roccalvecce (VT) la notte tra il 31 dicembre ed il 1^ gennaio. Lunedì 4 gennaio ho ascoltato la trasmissione radiofonica Zapping, in onda su Rai Radio Uno dalle ore 19,40. Di tanto in tanto, mio malgrado, lo faccio. Per chi non la conoscesse ne consiglio piccoli assaggi, quando il tono dell’umore sia già compromesso da altre sgradevoli circostanze e per la serata non esista più un briciolo di speranza. Interveniva alla trasmissione una signora desiderosa di proporre una riflessione sul suddetto stupro di gruppo. Il suo discorso dipingeva la violenza sessuale come un prodotto della cattiva educazione che in ambito familiare ricevono i giovani. Che la signora ci avesse azzeccato…? No: dalle sue parole trapelava una malcelata condanna nei confronti dell’educazione che le donne ricevono, le quali dovrebbe, invece, imparare a stare al posto loro, a non esporsi, a non fidarsi e via dicendo… Cito: “La radice è nel tipo di educazione. Se sono stati dall’infanzia soli e senza solidità di riferimenti si ritroveranno nella dissolutezza più assoluta. Io ho una figlia di 19 ed un’altra di 15 (…) io cerco di fa capire che non devono ricercare chissà dove ciò che potrebbe portarle alla rovina”. Prima di riportare i compiaciuti rimandi di Aldo Forbice voglio proporre parte del suo curriculum, in tutto il suo splendore. Già vice direttore del GR Tre, già capo redattore del TG Uno, autore di una quarantina di saggi su temi storici, politici e sociali, editorialista di numerosi quotidiani (per risparmiare propongo EPolis. Offre, eventualmente, un agevole riparo contro la pioggia), conduttore ed autore di Zapping da oltre 14 anni, instancabile promotore di campagne a favore dei diritti umani tra le quali “Bandiere verdi alle finestre per la democrazia in Iran”, “Il fumo uguale cancro. Riconvertiamo le colture”, “Salviamo la vita di Kobra”, “La Cina non è vicina per di diritti umani”, “No alla tortura subito” e (lo giuro) “Votate più donne”. Nel 2006 è stato insignito dal presidente Ciampi del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti professionali e per l’impegno nel campo dei diritti umani. Ma torno al 4 gennaio. Aldo Forbice ha accolto favorevolmente l’omileta telefonica puntualizzando (ricito) “Però, signora, in questo caso (…) la ragazza ha 24 anni quindi è più che maggiorenne; completamente ubriaca è andata lì in quel castello da sola e non si sa neanche chi sia stato se c’è stato questo stupro. Insomma c’è una responsabilità” Ridacchiando ha concluso che “forse se non era ubriaca si poteva difendere un po’ meglio, se non altro individuare gli aggressori” (Tutto ciò è [in]ascoltabile in internet). Bene, da quest’anno Zapping sarà paladino di nuove campagne di sensibilizzazione. Potrebbe chiamarle “No vuol dire Sì”, “Potevi rimanere 1. a casa 2. vicino alla calza 3. davanti alla TV” o “Dai che ti piace e lo vuoi anche tu!” Complimenti dottor Forbice! Faro di civiltà patriarcale! Beh, eravamo anche a ridosso del rogo della befana! “Zapping: alla radio, l’informazione in TV e non solo” No, non solo. Nota di colore: è dai Romani e non dai rumeni che abbiamo preso la parola stuprum, che allora indicava ogni rapporto sessuale al di fuori del matrimonio. |
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