IL FUTURO DELL’USI di GIUSEPPE MARTELLI (responsabile organizzattivo nazionale nella segreteria confederale dell’USI)

08 di Marzo, 2021 - Generale - Commento -

Chiariamo per prima cosa che non ci sono governi amici dei lavoratori. Sono tutti espressioni di interessi contrastanti ai lavoratori e ai cittadini. Lo stesso Governo Draghi nasce dalla necessità del GRANDECAPITALE, DELLE MULTINAZIONALI (a partire da quelle farmaceutiche!), DELLE BANCHE (a partire da quelle tedesche) E DEL SISTEMA FINANZIARIO (a controllo USA) di portare il nostro paese all’interno delle regole imposte dal sistema. Un governo imposto per poter prestare 220 miliardi all’ITALIA, in modo che ne sia garantito l’utilizzo e la successiva restituzione. Un governo di finta unità nazionale (dove la suddivisione di Ministeri e sottosegretari è stata fatta tra i partiti con le regole del vecchio manuale Cencelli) in cui però Draghi ha messo i suoi uomini al controllo dell’ECONOMIA e dei suoi poteri, in modo da gestire direttamente le scelte principali del RECOVERY FOUND e delle relative manovre che tengano centrali l’economia verde e la digitalizzazione del paese, come la formazione, la ricerca e l’istruzione per adeguare la preparazione dei giovani ai bisogni stessi del sistema.

ristrutturazione per rispettare le orme su salute e sicurezza (attivando la ASL),vede da una parte PALERMO- sostenuto dal movimento  5 stelle e dall’altra il possibile nuovo vertice legato ai DRAGHI’S BOYS. Uno scontro di vertici e spartizioni che anche a ROMA ci vede coinvolti nelle sue partecipate in mano a fedelissimi  della RAGGI che sta condizionando economia e vita della nostra città, dalla Farmacap a Zetema, dalla ROMA MULTISERVIZI a RISORSE per ROMA dove siamo presenti come USI… per non dimenticare AMA e ATAC. Su questi scontri dai livelli locali a quelli nazionali è evidente la necessità di un fronte comune, su cui noi stiamo lavorando. Su questo anche il nostro prossimo congresso coinvolgerà tutta la confederazione e determinerà il futuro dell’USI. Anche oggi una reale opposizione ad un sistema che sfrutta ed opprime. Ma per questo oltre alla necessità di rilanciare una forte campagna di tesseramento a livello nazionale dobbiamo pensare a far riprendere coraggio ai lavoratori che devono smettere di delegare o tenere la testa sotto la sabbia. Perché come dice Claudio nel suo editoriale solo loro potranno spingere per l’emancipazione e il cambiamento

Giuseppe Martelli

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