EDITORIALE DEL DIRETTORE MARZO 2021

05 de abril, 2021 - General - Comentar -

Editoriale del direttore  Claudio Sisto

 Dal primo giorno di lockdown, sia io che la mia collega Valentina ci siamo sentiti in dovere di raccontare, attraverso le immagini,  gli avvenimenti che si sarebbero via via succeduti davanti ai nostri obiettivi. Abbiamo passato pomeriggi interi a raccogliere le immagini, che comunque ci hanno emozionato, fatto preoccupare, piangere, di una Roma deserta, angosciata dall'assenza della vita rinchiusa in casa, dove le uniche cellule di vitalità sprigionavano energia dai balconi ad ogni scadere delle ore 18:00. I canti e gli slogan urlati da finestre, tetti e portoni, dall'umanità popolare rinchiusa in casa, che per un momento storico è stata messa sullo stesso piano sociale. Reclusi in attesa di capire l'andamento di un virus che se ne è fregato delle etnie, del ceto, dell’età, del sesso di ogni individuo colpito. Un virus super partes, insidioso quanto invisibile che non ha temuto nemici se non i lavoratori e le lavoratrici del settore sanitario, che hanno continuato la loro battaglia curando, soccorrendo o constatando la morte di migliaia di persone. Un virus che ha colpito anche coloro che hanno continuato a lavorare nelle fabbriche, mai chiuse da governi asserviti alla Confindustria e non al rispetto della vita. Insomma, un anno fatto di continue emozioni, tra riaperture e manifestazioni di protesta, molte gestite dalla destra piu buia e pericolosa, presente ancora in questo paese, sempre pauroso a decapitare definitivamente le formazioni neofasciste, che pericolosamente gestiscono strani complotti nelle piazze, lasciate loro come circhi tristi e fuori tempo, ma sempre attivi nel devastare e confondere. Un anno di ristrettezze economiche, un anno di perdite di amici o parenti. Abbiamo girato moltissimo in una Roma, prima deserta poi super affollata, in un altalenarsi di aperture e chiusure che hanno provocato anche notevoli disagi psicologici a tante persone e molti fallimenti di alcune realtà presenti nel mondo dell'economia turistica o artigianale. Abbiamo vissuto un anno che ancora non vuole finire, che assomiglia ad una guerra, che non usa bombe o proiettili, ma è gestita da un virus che ripeto, se ne sbatte di chi sei o cosa fai, se sei nero, rosso o a pallini, se preghi un dio o nessuno, se sei una donna o un uomo, è lui che gestisce le perdite, ed è lui che decide come muoversi senza una strategia, perché  lui è un virus forte e determinato. Rimane la speranza di una cura ed un vaccino, per tutti e tutte, ed una sanità pubblica degna di questo nome.

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