Nascita del sindacalismo rivoluzionario.

01 de Abendua, 2020 - General - Iruzkin -

La nascita del sindacalismo anarchico fu contrassegnata, fin dagli inizi dalla contrapposizione politica, verso il riformismo dell’allora nascente partito socialista. Organo del sindacalismo anarchico fu “Il Pensiero”, redatto, da Luigi Fabbri e da Pietro Gori. Nelle stesse pagine del giornale Fabbri precisava la sua posizione verso l’organizzazione sindacale la quale doveva essere considerata più importante della strutturazione e  appartenenza ad un partito.  Gli avvenimenti in Russia del 1905 spinsero il movimento anarchico, soprattutto quello romano, a rompere definitivamente, nel 1907, anche alla luce dell’estromissione dalla CGL, con il sindacalismo riformista rappresentato dalle Camere del Lavoro. Il motivo che definitivamente portò alla scissione fu la decisione da parte dei socialisti a sostenere la candidatura al comune di Roma di Ernesto Nathan con la prospettiva di ottenere cospicui finanziamenti comunali, decretando, di fatto, la fine dell’autonomia sindacale. Gli elementi più radicali fondarono nel 1907 la lega generale del lavoro sottraendo alla CdL un terzo degli iscritti. Rinunciando a ogni compromesso, la Lega si presentava con un programma apertamente rivoluzionario sostenitore dell’”azione diretta in tutte le molteplici forme della lotta di classe”. La sede fu ospitata a Roma presso i locali della Lega dei macellai in via della Stelletta. Il Comitato centrale invitò tutti i lavoratori a costituire i sindacati di categoria e a nominare i loro rappresentanti. Fu stampato un supplemento a “Gioventù libertaria”, distribuito gratuitamente dai giovani appartenenti al sindacato nei posti di lavoro invitando, i lavoratori  a partecipare alla “lotta civile e dignitosa, ma tenace, fiera, feconda senza infingimento e senza incertezza, senza accomodamenti e al di sopra di ogni pregiudiziale politica”. Durante la crisi economica del 1907, la Lega, in aperto contrasto con la CdL, impegnata ad appoggiare i socialisti nella campagna elettorale amministrativa, chiamò alla lotta i lavoratori. Il 26 novembre furono eletti, Eolo Varagnoli, segretario della Lega, e Giovanni Alessi, suo vicario. In quello stesso mese la Lega proclamò lo sciopero dei sarti e dei fornai facendosi carico delle proposte avanzate nelle assemblee dei lavoratori. Il sindacalismo di base di Roma seppe conquistarsi la fiducia dei lavoratori che aderirono alla Lega, ormai organizzatasi in una struttura  politica sindacale che riusciva a ricevere consenso anche tra le varie corporazioni di mestiere che ancora caratterizzavano il sindacalismo di inizio novecento. Il 2 aprile del 1908, la repressione attuata nei confronti di un corteo di operai edili che accompagnava il feretro dell’operaio edile, Cesare Premucci,  morto per un incidente sul lavoro, contribuì ulteriormente alla coesione delle varie rappresentanze operaie nella Lega. A Piazza del Gesù i carabinieri impedirono il passaggio del corteo funebre in piazza Venezia. Subito si accesero violenti scontri. La carrozza funebre, nei tumulti, rischiò di capovolgersi sulla scalinata della chiesa del Gesù, una scarica di moschetti uccise quattro operai, un quinto, un passante, che si trovava in quel momento nella piazza, fu ucciso accidentalmente. I feriti furono decine, in serata la Lega e la CdL proclamarono uno sciopero generale. Una lapide marmorea fu messa in Piazza del Gesù ma fu immediatamente fatta rimuovere. Lo stesso giorno, i carabinieri fecero irruzione nella sede della Lega, in via Balestrieri 7, durante una riunione, arrestando sette esponenti del sindacalismo di base. Il corteo, proclamato il 4 aprile si svolse per le vie della città accompagnato da seimila tra agenti e soldati a cavallo. Il processo, fatto nei confronti degli arrestati vide 20 imputati che ricevettero pene tra i 4 mesi ai 4 anni. Ad un anno e mezzo dalla sua fondazione la Lega contava l’adesione di una ventina di associazioni federate,quasi tutte a direzione anarchica. La più importante e numerosa fu quella degli edili seguita dai venditori ambulanti, i commessi dei negozi e i garzoni di scuderia.   Gli stallieri, vivevano in condizioni miserevoli, per lo più giovani minorenni, provenienti dalla provincia e da varie regioni italiane, percepivano un salario miserevole e, per mancanza di alloggio, dormivano nelle stalle insieme ai cavalli. Si riunirono in una associazione sindacale ed elessero Sottovia come loro portavoce. Dopo numerosi scioperi, ottennero, dai loro datori di lavoro, sostanziosi aumenti salariali. L’altra importante vertenza, portata avanti dalla lega, fu quella dei metalmeccanici delle officine Tabanellii. Riuscirono ad  ottenere, dopo pochi mesi di lotta, miglioramenti delle condizioni di vita lavorativa e aumenti salariali. Dopo il successo sindacale, ottenuto dai metallurgici delle officine Tabanelli, le associazioni della categoria si unirono alla Lega, riuscendo ad ottenere ottimi risultati sindacali. Nel 1910, data la continua ingerenza delle organizzazioni cattoliche tra i lavoratori, la Lega si riunì alla CdL. La componente libertaria continuò comunque a criticare l’operato del sindacalismo riformista, il quale non prendeva concrete iniziative in favore dei lavoratori per non perdere il sussidio e i locali messi a disposizione dal Comune. Denunciarono l’inserimento, all’interno della CdL, di esponenti delle cooperative “le quali diventate vere società interessate allo sfruttamento delle più umili categorie, avversano le agitazioni, e impegnano tutta la loro autorità per soffocarle […] col proposito di appagare meschine ambizioni e bassi interessi […] un primo tentativo di ribellione vi fu nella costituzione della Lega generale del lavoro”. La divergenza tra i due schieramenti politici era netta. Furono i tipografi a richiamare i due contendenti ad una unità politica all’interno della CdL. I socialisti proposero di astenersi nell’appoggiare le questioni politiche elettoralistiche e di rinunciare ad alcune rappresentanze nella CdL e in cambio chiedevano di usare lo strumento dello sciopero in maniera più moderata. Gli anarchici e il sindacalismo rivoluzionario accettarono, Sottovia dichiarò “i rivoluzionari ritornano conducendo le masse conquistate all’azione diretta”.  All’interno della Camera del lavoro riunificata, gli anarchici, continuarono il loro percorso riunendosi nel Comitato sindacale d’azione diretta, dotandosi di un loro giornale “Cronache del Lavoro”.  Il Comitato d’azione diretta riuscì nel 1911 a proclamare uno sciopero generale cittadino antimilitarista in solidarietà con gli operai di Piombino. Nello stesso anno, la componente libertaria, conquistò la maggioranza nella CdL, i socialisti impiegarono più di un anno a riprendersi la CdL. A quel punto, viste le innumerevoli divergenze tra sindacalismo anarchico e riformisti, si decise di prendere definitivamente le distanze politiche dal riformismo. A Modena si tenne , il 23 novembre 1912, un congresso nel quale le varie componenti dell’azione diretta e delle associazioni operaie costituirono l’Unione sindacale italiana (USI). La componente anarcosindacalista romana vi entrò solo l’anno successivo notificando la propria adesione al congresso tenutosi a Milano, dichiarando: “ [in] questo congresso sono convenute tutte le forze rivoluzionarie del proletariato italiano, vi rimandiamo il nostro saluto unito a quello di tutto il proletariato rivoluzionario romano. Auguriamo sinceramente che da questo Congresso l’Unione Sindacale Italiana esca rafforzata di numero e di energia e che liberata da tutti i falsi pastori, possa in tempo non lontano, combattere le più belle battaglie per la redenzione del proletariato. A voi tutti compagni vi salutiamo gridando. Viva il sindacalismo! Viva lo Sciopero Generale”.  

 Antonio Crialesi

Foto di archivio Lotta di Classe 

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