Conte: “No a ipotesi di nuove maggioranze con neo ‘responsabili'”

31 de Décembre, 2020 - General - Commenter -

ROBERTO PAGANO DEL 30 DICEMBRE 2020

Roma. Fiducia nella responsabilità nazionale e sul «dialogo» e l’ascolto, con un «confronto franco» per giungere ad una «sintesi politica» delle proposte delle forze di maggioranza M5s-Pd-LeU-Iv sul Recovery Plan, autentico nodo cruciale per Giuseppe Conte. Il Presidente del Consiglio ha cercato oggi con pacatezza di far scendere a livelli normali la temperatura e la tensione nei rapporti roventi tra Palazzo Chigi e Italia Viva, così come tra l’ex leader Pd Renzi e tutti gli altri partiti della coalizione giallo-rossa. Una situazione polarizzata al massimo, oramai da settimane, con la battaglia ingaggiata non solo da Iv sui dettagli del Piano da consegnare a Bruxelles per la gestione delle risorse finanziarie e la pianificazione delle opere da realizzare con i 209 miliardi di euro assegnati all’Italia. A Villa Madama, in due ore e cinquanta minuti, con quaranta domande dei cronisti intervenuti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dall’Ordine dei giornalisti, il Presidente del Consiglio ha allontanato gli scenari peggiori che, con l’accelerazione polemica lanciata da Italia Viva con le sue controproposte e la minaccia di uscire dalla maggioranza, si materializzano da giorni, alternando momenti di ottimismo a prospettive altamente fosche per il suo esecutivo. Giuseppe Conte respinge, al momento, ogni ipotesi di rimpasto limitato o generalizzato e le voci che indicherebbero la prossima designazione di due vicepremier con una battuta: «il capitano di un club difende la sua squadra». L’imprevedibilità delle mosse renziane e il risultato delle trattative con tutti i partiti della maggioranza, lascia aperta, in realtà, ogni soluzione. Se si arrivasse ad una crisi di governo, per il Premier si disperderebbe «un patrimonio di credibilità politica internazionale accumulato dal nostro Paese», ma sottolinea che non pensa a cercare nuove alleanze con eventuali parlamentari “responsabili” da arruolare in sostituzione di Italia Viva. «Il sottoscritto non va cercando altre maggioranze, non considero nemmeno la prospettiva elettorale» e «non lavoro pensando a fare una mia lista o una campagna elettorale». E ancora: «Nessuna sfida» a chicchessia o «preoccupazione per il mio destino personale», ha sottolineato Conte, rivendicando però che l’esito del negoziato, come sua impostazione per «trasparenza» e dovere, sarà portato davanti a tutto il Parlamento ed al Paese. Una certa tranquillità ha mostrato il Presidente del Consiglio rispondendo ai temi posti dai giornalisti, nonostante la spada di Damocle delle ultimative proposte renziane, titolate e marchiate con un non sibillino “Ciao!”, e i periodici mugugni e gli inquietanti scricchiolii degli altri gruppi della maggioranza giallo-rossa. Il corposo corredo di sollecitazioni e proposte alternative per correggere la bozza del cosiddetto ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ da presentare alla Commissione Ue – Conte prevede accadrà a metà febbraio 2021 -, non appare semplice da affastellare e dipanare. «Non possiamo permetterci di operare in una situazione sospesa», ha poi risposto Conte ad una ulteriore richiesta di chiarimento sulle incandescenti relazioni con gli esponenti di Iv. «Abbiamo lavorato e lavoriamo bene con i ministri e le ministre di Italia Viva, di tutta la maggioranza e di tutte le forze politiche che compongono il governo», ha sottolineato. E’ un quadro politico tra i più infausti quel che ci si potrebbe attendere a Palazzo Chigi se, in piena pandemia Covid-19, si replicasse a Roma lo scenario israeliano. A Tel Aviv – nonostante il varo di una dapprincipio sempre respinta alleanza, ma poi varata -, è, infatti, appena caduto il governo destra-sinistra, guidato da “Bibi” Benjamin Netanyahu. «Tutte le priorità di fine legislatura sono al centro dell’azione del governo e del confronto politico tra i partiti», ha ribadito comunque il Premier, aggiungendo che «abbiamo ideato due tavoli di confronto, uno politico e programmatico e l’altro dedicato al Recovery Plan e lavoreremo senza tener conto ed indipendentemente dalle feste. E con i ministri Gualtieri e Amendola si lavora raccogliendo i documenti e le riflessioni/indicazioni che ci hanno fornito i partiti. Avremo una riunione collegiale al massimo all’inizio del mese di gennaio». Conte ha, inoltre, ringraziato l’opposizione di centro destra per gli stimoli e le proposte inserite nella nuova Legge di Bilancio, specie riguardo i ristori e gli interventi suggeriti da Forza Italia, ma anche Lega e FdI, a favore delle Partite Iva e dei lavoratori autonomi in genere. Ma non solo di ristrutturazione della compagine di governo si è parlato nella conferenza stampa di oggi. Dal Corno d’Africa alla Libia, dal piano vaccinale e le sue implicazioni alla questione sociale e del lavoro, la remunerazione per gli insegnanti, le misure innovative con gli sgravi a favore delle imprese per gli investimenti e assunzioni di giovani e donne nel Mezzogiorno d’Italia, fino alla nuova legge elettorale da adattare al recente taglio dei parlamentari. Anzi, su questo argomento il Presidente del Consiglio ha precisato che non ha inteso presentare una propria opinione o una autonoma «iniziativa» come governo, ma si tratterà di una sorta di “registrazione”, «un raccogliere i frutti», secondo l’espressione di Conte, delle intese raggiunte nella maggioranza. Accordi che, in realtà, sono oggi molto diversi da quelli preventivati e raggiunti dalle forze dell’alleanza giallo-rossa in precedenza, con il cambio repentino della posizione del gruppo renziano e, in parte, del Partito democratico. Il Premier ha comunque inteso evidenziare come «il nostro è un governo politico, in cui tutto è contenuto nei 29 punti che stanno alla sua base, adottati alla sua nascita» e ha riaffermato che intende difendere la propria «credibilità» e quella dell’intero suo esecutivo con «passaggi chiari», presentandosi alle Camere, qualora si delineasse un panorama politico imprevedibile.  

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