LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E L'ASSASSINIODI PINO PINELLI, PER NON DIMENTICARE, DA USI fondata nel 1912, comunicato sindacale e radio stampa 12dic2020

Publiée le 12/12/2020

La verità processuale sulla strage, la prima vera “strage di Stato”, non è uscita fuori,  su chi furono i reali mandanti  e si hanno molti sospetti sugli esecutori. Una strage rimasta impunita e la giustizia incompiuta, di quella che fu definita la strategia della tensione, la risposta repressiva ai movimenti di lotta operai, studenteschi,  per ottenere il riconoscimento di pieni diritti, civili e sociali…diritti che anche sfruttando la pandemia e la campagna di condizionamento mentale ai “sacrifici”, si stanno progressivamente restringendo e limitando a danno delle classi lavoratrici, dei settori popolari sfruttati.   Ancora OGGI, come IERI, il filo della nostra memoria storica  e del ricordo, non si è interrotto. ANCORA OGGI, COME ALLORA NEL 1969, CONTINUEREMO IL NOSTRO INTERVENTO TENACE E COMBATTIVO, L’INFORMAZIONE E LA PROSECUZIONE DELLA MEMORIA, anche SULLE STRAGI DI STATO per smascherare coloro che, magari con facce, volti e nomi diversi dal passato, prosegue con altri mezzi, depistando l’attenzione delle masse popolari, verso le reali cause del progressivo impoverimento economico e salariale, dello smantellamento definitivo di importanti e strategici servizi pubblici, dell’imbarbarimento dei rapporti sociali e culturali, del sapere critico e collettivo, come strumento di conoscenza e fulcro per la resistenza adesso, per la costruzione di rapporti di forza e verso UN ALTRO FUTURO, migliore per tutti e tutte. NON SMETTEREMO MAI DI CERCARE LA VERITA’, PER LA GIUSTIZIA SOCIALE Ricordiamo il nostro compagno GIUSEPPE PINELLI, staffetta partigiana, anarchico, militante dell'USI, strappato dallo Stato alla vita, agli affetti, alle lotte. L’IDEA DI LIBERAZIONE E DI GIUSTIZIA SOCIALE CHE LO ANIMAVA, QUELLA CHE PER MOLTI –E DI NOI E’ LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO LA BARBARIE E L’INGIUSTIZIA ECONOMICA E SOCIALE, NON MUORE MAI, E’ QUELLA CHE CI SPINGE A PROSEGUIRE IL PERCORSO E IL LUNGO CAMMINO, SOLIDALE E COLLETTIVO, VERSO LA TRASFORMAZIONE IN MEGLIO E PER TUTTI-E, DELLO STATO DI COSE PRESENTI E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA. L’unica lotta che si perde, è sempre quella… che non si fa.