IL COVID_19 UCCIDE TRE VOLTE ...

14 de xaneiro, 2021 - General - Comentario -

Claudio Sisto

Il covid_19 uccide almeno tre volte, e pesca dentro il serbatoio umano della classe lavoratrice. Non colpisce nelle splendide abitazioni dei ricchi borghesi e se lo fa se la cavano largamente anche a costo di sfottere i milioni di deceduti e decedute di questo primo anno pandemico. Il covid uccide fisicamente, mentalmente e non ultimo economicamente. Fisicamente ha falcidiato una larga fetta di umanità sana e non, appartenente al basso, a quel basso che mantiene alta e senza problemi la vita dei capitalisti, imperialisti borghesi, che senza scrupoli vivono alle spalle di chi nasce, lavora, produce e crepa (male). Mentalmente per i problemi noti a tutti e tutte, tra incertezza del presente e del futuro, esasperando gesti che si trasformano in autolesionismo, o procurando instabilità psicologiche dure a guarire. Economicamente lo abbiamo davanti ai nostri occhi tutti i giorni, e ci si accorge ogni ora, ogni minuto che il covid ha dato il colpo di grazia ad una società abbondantemente sproporzionata e suddivisa in classi marcatamente evidenti. Non mi soffermo molto sulle responsabilità di chi si spaccia per partito di sinistra, social democratico o semplicemente "comunista". Fanno ridere ma poi piangere ma anche paura, per la loro contraddittoria linea che da una parte a parole tutela la classe lavoratrice, dall'altra fa gli interessi propri e confindustriali. Delle destre neanche apro parentesi, si commentano da sole come sempre hanno fatto nella storia umana conosciuta. Per non parlare dei sindacati al soldo dei padroni che ancora annoverano tesserati e tesserate, che senza una guida emancipata si affidano anche in buona fede a questi concertatori di parte borghese. Dal basso non si vede molto di più organizzato se non nelle attività dei sindacati autorganizzati che tentano una lotta impari ma resistono e avanzano se pur lentamente verso alcuni obiettivi. Il covid uccide molte, troppe volte e sa bene dove colpire. Alzare la testa è un dovere di tutta la classe lavoratrice, che accoglie a se il precariato, la disoccupazione, l'inoccupazione, gli studenti e le studentesse, la gioventù e gli anziani, i pensionati e chi vive di nulla ma riesce a vivere. 

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