LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO, MENTRE LE BUGIE DELLA GIUNTA RAGGI CRESCONO SU ROMA MULTISERVIZI...PER TORNATE DI NUOVO PROTAGONISTI-E

Pubblicato il 30/06/2021

Parlare oggi di una “gara ponte” per la gestione del global service (cioè per nidi e scuole comunali: servizi di pulizie, ausiliariato, sanificazione e igienizzazione, assistenza ai bambini, trasporto scolastico anche per Rom, Sinti e disabili) completamente inventata rispetto ai bisogni e alle esigenze reali, senza le motivazioni di “urgenza” previste nel codice degli appalti con la procedura negoziata, vuol dire affrontare una situazione di gestione del settore educativo-scolastico (senza dimenticare l’assistenza ad alunni-e disabili con gli ex AEC oggi OEPA, con circa 3.000 operatori e operatrici, la ristorazione scolastica – la vecchia mensa che oggi occupa oltre 4000 operatrici nei 15 Municipi di Roma Capitale e nelle scuole statali dell’obbligo), che prosegue da più di 20 anni in forma esternalizzata ad AZIENDE e cooperative, sempre con la logica dell’emergenza, non con una programmazione e pianificazione efficace, razionale, economicamente sostenibile per la Capitale d’Italia. Una situazione di peggioramento dei servizi, che ancora una volta è scaricata e pagata sia dall’utenza che dai lavoratori.

Oltre 20 anni fa, l’USI fu l’unico sindacato che su mandato dei lavoratori firmò il passaggio degli LSU/LPU del Progetto POLIS con la relativa stabilizzazione, anche nelle partecipate comunali tra cui ROMA MULTISERVIZI, da quel momento oltre ad una presenza tra i dipendenti comunali (avevamo già vinto la battaglia per ottenere il passaggio di educatrici ed insegnanti precarie a TEMPO INDETERMINATO) e nelle biblioteche, nelle cooperative sociali come nelle imprese di pulimento, seguiamo con viva attenzione e tante mobilitazioni la travagliata gestione delle aziende pubbliche partecipate, spesso guidate da politici non competenti del settore, messi a capo a seconda degli equilibri delle Giunte al governo della città. La situazione si è aggravata purtroppo in questi ultimi anni di gestione della GIUNTA RAGGI, un pò in tutte le partecipate in primis FARMACAP e ROMA MULTISERVIZI (che ricordiamo è in maggioranza di proprietà dell’AMA che specialmente in questi ultimi anni di gestione caotica se n’é completamente disinteressata). 

La RMS (ROMA MULTISERVIZI SPA) dalla fine degli anni ’90 si interessa di gestire i servizi oggi definiti in GLOBAL SERVICE e negli anni 2000 vinse la gara per la sua gestione, proseguendo fino ad oggi con varie proroghe tecniche; occupando con contratti quasi tutti part-time a 8/10/12 mesi (da noi sempre contestati) circa 2500 lavoratori senza rispettare completamente il CCNL di settore - imprese di pulizie multiservizi – servizi integrati (specie per quanto riguarda le ferie, preesistenti contratti a 12 ore, uso massiccio di straordinari – ore supplementari, uso di lavoratori interinali/in somministrazione, in maniera ingiustificata e a quel che risulta, anche in sostituzione di personale in organico e non come affiancamento alla forza lavoro contrattualizzata, in alcuni servizi e attività).

Le promesse fatte da questa GIUNTA sia in campagna elettorale, che dopo in incontri con i lavoratori e le lavoratrici nelle commissioni consiliari, erano di “INTERNALIZZARE IL SERVIZIO” (stessa promessa che stanno facendo per gli OEPA già AEC), ma questo non è mai avvenuto; pure nei verbali vennero modificate successivamente le dichiarazioni dell’Assessora MURARO, poi defenestrata!). 

Nei vari tavoli tecnici prima unitari (poi i confederali concertativi vollero la nostra esclusione per paura di non poter gestire con accordi al ribasso, la questione e di perdere tessere sindacali e quote di micro potere) ci vennero fatte promesse di trovare nuove soluzioni che rispettassero la legge MADIA (anche se la stessa Ministra spiegò che non c’erano problemi di internalizzare (ndr per noi Usi il termine esatto e la proposta è di RI-PUBBLICIZZARE con assorbimento della forza lavoro utilizzata, in una società partecipata di primo livello con idonea funzione e “mission”), un servizio utile e necessario alla CAPITALE, come era avvenuto in altre città, come SCELTA POLITICO AMMINISTRATIVA NELL’AMBITO DELLE PREROGATIVE DI UN ENTE LOCALE (come fu fatto anni fa con il consorzio di servizi sociali ed educativi nei Comuni del Verbano Cusio Ossola o la Mulltiutility a Napoli).

Per la situazione di Roma Multiservizi, raccogliemmo da soli sulla nostra proposta di petizione popolare, ben 22.000 firme di cittadini e cittadine, di lavoratori, che vennero consegnate sia alla Presidenza dell’Assemblea Capitolina che in copia alla Sindaca Raggi, ma le note conseguenze giudiziarie di DE VITO, fecero si che tali firme depositate, scomparvero nei meandri delle segrete stanze, senza mai essere portate al voto in Aula Giulio Cesare, come petizione popolare e secondo il rispetto di procedure di partecipazione diretta e popolare, disciplinate dallo Statuto di Roma Capitale.

Fu poi nei tavoli tecnici dal 2016 in poi, che comparve la figura dell’Avv. LANZALONE (noto alle cronache giudiziarie per il suo arresto e poi la sua riduzione ai “domiciliari”), che come collaboratore (pure se ancora non nominato) della RAGGI, propose una gara “a doppio oggetto”, che ebbe una vita molto travagliata e che ancora oggi non sì è risolta, perché rimandata dalla giustizia italiana alla CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, ed oggi è in attesa della sentenza che dovrà poi essere riconfermata dai tribunali amministrativi italiani e dal CONSIGLIO DI STATO, dopo che già l’anno scorso si era espresso, criticamente, la Commissione dell’Unione Europea. 

Nel frattempo l’AMMINISTRAZIONE CAPITOLINA, tramite il dipartimento politiche scolastiche ed educative, ha tentato più volte di trovare soluzioni “tampone” per non dare la proroga tecnica funzionale alla continuazione del servizio all’utenza, in attesa delle decisioni degli organi giudiziari. Soluzioni con affidamenti alla CNS, fatta a luglio del 2020 (in piena pandemia), che poi sono stati bloccati dalla giustizia amministrativa e sulla stessa lunghezza d’onda si muove questa proposta del giugno 2021, di GARA PONTE con procedura negoziata, che preoccupa sia i sindacati per mancanza di una chiara clausola sociale e di una tempistica idonea a permettere la programmazione e ripresa delle attività a settembre prossimo, che gli stessi dipendenti, che rischierebbero di vedersi confermate solo le poche ore di contratto individuale formale, per gli amministrativi, la messa in mobilità come esuberi. 

La Bugia più grande degli ASSESSORI LEMMETTI (Bilancio con delega alle aziende partecipate) e MAMMI’ (Politiche Scolastiche ed Educative) e della stessa Sindaca RAGGI, è che sarebbero stati costretti dall’ANAC – Autorità nazionale Anti Corruzione – che non ha assolutamente competenza né ingerenza vincolante (L’ANAC è competente sulla regolarità formale delle procedure di gara e sul rispetto delle norme a contrasto di infiltrazioni criminali, anticorruzione e trasparenza delle procedure con spendita di soldi pubblici), sulle scelte politiche amministrative delle GIUNTE e in particolare su ROMA CAPITALE, in assenza di ulteriori e chiari INDIRIZZI E ORIENTAMENTI DI SPETTANZA DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA, come si chiama il Consiglio Comunale di Roma Capitale.

Si ricorda, che è ricorrente una società o meglio un consorzio di cooperative, che è posto da una parte dell’Amministrazione comunale, in antagonismo alla ROMA MULTISERVIZI: la CNS (Consorzio Nazionale Servizi, aderente alla Lega delle Cooperative), che aveva vinto in qualche modo la gara CONSIP nel 2014, fatto che provocò la prima grande e massiccia mobilitazione operaia, perchè prevedeva una riduzione quantificata tra i 600 e i 700 dipendenti in meno, nel global service: gara che venne poi rigettata e annullata, in un periodo in cui nella CNS regionale del Lazio, una delle figure dirigenziali di spicco un certo Salvatore Buzzi, diventato pochi mesi dopo famoso come “il ras delle cooperative”, nel primo troncone dell’inchiesta sugli appalti e affidamenti a Roma, chiamata 8e giustamente) “sistema di mafia capitale”.

La stessa cordata di cooperative della CNS, presente anni fa, ricompare anche attualmente, coe uno dei soggetti papabili nelle procedure negoziate ed è individuta, secondo alcune componenti politiche e dirigenziali apicali dell’Amministrazione capitolina, il soggetto vincitore e aggiudicatario della “GARA A DOPPIO OGGETTO” per l’appalto dei servizi del global service, in attesa di sentenza della Corte di Giustizia Europea, con procedura già sconfessata da altri pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato. 

Nel frattempo sulle partecipate comunali è intervenuta anche la CORTE DEI CONTI il 10 maggio 2021, criticandone la gestione, la poca trasparenza ed in alcuni casi la mancata approvazione dei BILANCI, la mancata previsione di piani di risanamento idonei e sufficienti alla loro funzione, lo schiacciamento delle prerogative di Assemblea Capitolina, fino alla loro compressione totale, negli indirizzi, orientamenti e delibere conseguenti, a tutto vantaggio di delibere di Giunta Comunale )organo esecutivo) e di atti dirigenziali sprovvisti di trasparenti e chiari orientamenti politico amministrativi dell’organo elettivo di un Ente Locale, tra i quali anche la mancata previsione e accantonamento, in caso di dichiarate perdite di esercizio, di somme sufficienti ripianare situazioni debitorie, nel Bilancio capitolino.

 Contro questo stato di cose, dove le BUGIE, le “mezze verità” e le omissioni e ritardi crescono, con esternazioni inopportune e facilmente smentibili, della Sindaca Raggi a difesa dell’indifendibile sul corretto operato della “sua Giunta” e dei “suoi dirigenti apicali”, come le ultime dichiarazioni filmate rintracciabili sui social e nelle reti hanno dimostrato, l’USI Unione Sindacale Italiana, si è sempre battuta in prima fila, richiamando i lavoratori e le lavoratrici alla mobilitazione e alla lotta, possibilmente in modo congiunto e combattivo. 

Per questo, oltre a mantenere una mobilitazione quasi permanente e con obiettivi chiari e definiti, senza rincorrere gli eventi ma CREANDO DI NUOVO LE CONDIZIONI FAVOREVOLI, I RAPPORTI DI FORZA NECESSARI A SVILUPPARE I PUNTI PRIORITARI DELLA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA e bloccare procedure di gara, bandi a rischio della TUTELA OCCUPAZIONALE PIENA, DELLE CONDIZIONI SALARIALI DIGITOSE, DEL RECUPERO DI ASPETTI NORMATIVI CERTI E DI DIRITTI PER TUTTI-E, anche su IDONEI CARICHI DI LAVORO, RITMI E ORARI DI LAVORO, MISURE SERIE SU SALUTE E SICUREZZA, L’USI e le su strutture invitano come nel recente passato, i lavoratori e le lavoratrici a dare forza all’unica vera opposizione a questo stato di cose, attraverso una campagna di organizzazione e tesseramento a Usi, anche alla Roma Multiservizi, rafforzandone la rappresentanza e la consistenza associativa interna, lasciando finalmente il meccanismo vecchio, stantio, trito e ritrito, posto in essere dalle burocrazie e dai vertici di sindacati concertativi se non “collaborazionisti”, che ormai non può più garantire alcuna “pace e tranquillità” se non cedendo con altri accordi al ribasso o compromessi con alcune forze politiche, sulle fondamentali garanzia salariali, normative, di monte ore contrattuale (gli impegni presi in Consiglio comunale di portare tutti i lavoratori ad almeno 5 ore giornaliere di contratto, è rimasto disatteso, permettendo l’ennesimo accordo sindacale cgil cisl uil Roma Multiservizi, discriminatorio tra servizi dello stesso appalto e tra dipendenti, di adeguamento graduale a 4 ore giornaliere di monte ore, come avviene tra chi lavora nei nidi e nelle scuole e chi ne viene penalizzato su servizio di trasporto scolastico-scuola bus, lasciando inalterata la gestione clientelare e non paritaria su ore supplementari, che non diventano ore ORDINARIE di lavoro con tutti i diritti connessi per chi lavora), o di carichi di lavoro (nelle pulizie la base è la SUPERFICIE IN METRI QUADRI DA PULIRE, alla quale collegare IL TEMPO ORARIO per svolgerlo in modo rispettoso di ritmi e dlle aumentate disposizioni su salute e sicurezza), occupazionali dei circa 2400 operai e operai dell’appalto in global service, CHE HANNO NECESSITA’ DI CONTINUITA’ LAVORATIVA E DI PROSECUZIONE CON LIVELLI DECENTI, DELLE VARI ATTIVITA’ DI SERVIZI ALL’UTENZA E ALLA CITTADINANZA, senza essere usati come massa di manovra.

E’ ORA DI TORNARE PROTAGONISTI E PROTAGONISTE, senza delegare a sterili trattative e ad accordi al ribasso, né di rimanere passivi in attesa dello scontro legale in atto tra Roma Capitale e Roma Multiservizi, su gara ponte, procedure negoziate e aggiudicazioni, proroghe, PREPARANDO NUOVE MOBILITAZIONI INDIPENDENTI E DAL BASSO, CONVOCANDO ASSEMBLEE PRESIDI IN PRESENZA E ROMPENDO IL MURO DEL SILENZIO E DELL’OMERTA’. SEGRETERIA INTERCATEGORIALE LOCALE DI USI

 Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 E mail usiait1@virgilio.it Roma, 29 giugno 2021

da Redazione 29/06/2021

ROMA 19 GIUGNO 2021: UN BRUTTO FATTACCIO DURANTE IL CORTEO PER ADIL, AGGRESSIONE SQUADRISTICA E DA BRANCO DI UNA DECINA DI PERSONAGGI

Pubblicato il 20/06/2021

ROMA 19 GIUGNO 2021: UN BRUTTO FATTACCIO DURANTE IL CORTEO PER ADIL, AGGRESSIONE SQUADRISTICA E DA BRANCO DI UNA DECINA DI PERSONAGGI ad associato e a delegato sindacale Usi.

UN BRUTTO FATTACCIO A ROMA, 19 giugno 2021 (nella strada tra via Merulana e piazza Vittorio), AL CORTEO DI SOLIDARIETA' PER L'ASSASSINIO DI ADIL BELAKHDIM, (il responsabile del Sicobas ucciso il 18 giugno 2021 durante il picchetto nella giornata di sciopero): DURANTE IL CORTEO E TRA LE FILA DEI MANIFESTANTI, AGGRESSIONE SQUADRISTICA DI UNA DECINA DI BANDITI E CRIMINALI (altro non si possono definire) a iscritto e a un delegato sindacale di Usi. I due nostri compagni, dopo aver finito regolarmente il corteo (come avevano promesso di fare), sono andati poi a farsi refertare al pronto soccorso dell'Ospedale S. Giovanni.
SE NEMMENO QUANDO SI MANIFESTA, come anche in questa occasione hanno fatto i compagni aderenti a Usi, LA PROTESTA PER GLI OMICIDI DA LAVORO E DEI DELEGATI SINDACALI, DURANTE GLI SCIOPERI E AI PICCHETTI SINDACALI, ESPRIMENDO LA SOLIDARIETA' ATTIVA ALLA FAMIGLIA DI ADIL, AL SICOBAS E A COLORO CHE ANCORA LOTTANO PER LA TRASFORMAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DI TUTTI-E, SI RESTA INDENNI DA GRUPPI DI BANDITI CHE CON METODI SQUADRISTICI, DANNO SFOGO ALLE LORO REPRESSIONI O FANNO IL LAVORO PREZZOLATO PER CHI CE LI MANDA DENTRO I CORTEI, SE NON SI PONE UN PROBLEMA DI INCOLUMITA' PER CHI PARTECIPA ALLE MANIFESTAZIONI DI QUESTO GENERE, DA TALI INDESIDERATI "EFFETTI COLLATERALI", SE NON SI RIPRENDE A BUTTARE FUORI CERTE CANAGLIE DAI C.D. "MOVIMENTI" E DAI CORTEI, VUOL DIRE CHE SPECULARMENTE, SI LGITTIMANO LE AGGRESSIONI SQUADRISTICHE, I PESTAGGI AI PRESIDI E PICCHETTI SINDACALI CONTRO NOI LAVORATORI, LAVORATRICI E SOLIDALI, FINO A GIUSTIFICARE COME FOSSE "NORMALE" , ANCHE ARRIVARE ALL'OMICIDIO SUL LAVORO E DA LAVORO, LE RAPPRESAGLIE ANTIOPERAIE, LE MOLESTIE SUL LAVORO...
L'AGGRESSIONE DI OGGI AI DUE ASSOCIATI E AL DELEGATO SINDACALE USI (nel settore cooperativo, da poco vittorioso nella vertenza dei servizi esternalizzati all'Ateneo di Roma 3, respingendo esuberi, licenziamenti e discriminazioni...), NEL BEL MEZZO DEL CORTEO DI SOLIDARIETA' AD ADIL E L SUO SINDACATO (il Sicobas), OFFENDE TUTTE E TUTTI NOI, CHI HA FATTO QUESTO GESTACCIO SQUADRISTICO (tanto sappiamo chi sono e sono 4 anni che sono lasciati liberi di scorrazzare per Roma e di pestare le persone in branco, 10 contro una o due), PER IL FUTURO VA EMARGINATO E ISOLATO, DIVENTA UN PERICOLO PER TUTTE LE SITUAZIONI E STRUTTURE CHE OGNI GIORNO, ORGANIZZANO E PROMUOVONO AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE E SOCIALE, PER LO SVILUPPO DEL CONFLITTO SOCIALE e I DIRITTI COLLETTIVI DI TUTTI E TUTTE.

Usi si distanzia da questi metodi, che sono appunto speculari, ai mazzieri che fanno i pestaggi ai picchetti, alla FedEx o davanti alle fabbriche o agli stabilimenti, alle aggressioni da branco alle donne, agli immigrati, adesso ai lavoratori combattivi e ai delegati sindacali autorganizzati e invita ad una seria riflessione anche le altre strutture sindacali di base, indipendenti e di classe, alle organizzazioni politiche e sociali, solidali, per mettere finalmente in opera quel meccanismo di "anticorpi" che isoli ed espella tali germi infiltrati all'interno di certi gruppetti, che in una fase delicata delle lotte, mette a repentaglio l'attendibilità dei percorsi di tutela e organizzazione delle classi lavoratrici e la stessa incolumità fisica dei e delle delegate sindacali, già oggetto di attenzione repressiva di padronato e dei servizi di stato.

CHI TOCCA UNO-UNA E FA LO SQUADRISTA O AGISCE CON LA LOGICA DEL BRANCO, TOCCA TUTTI E TUTTE NOI, FACCIAMOLI SMETTERE ...di morti e feriti ne abbiamo già abbastanza, se pensano di farci cessare lotte e manifestazioni, non hanno capito bene con chi hanno a che fare...ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA.

Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 – segreteria collegiale intercategoriale E mail usiait1@virgilio.it usicons.roma@gmail.com

Solidarietà da Usi fondata nel 1912 allo Slai Cobas per il s.c., per gli attacchi repressivi a lavoratori, lavoratrici e alla vs. organizzazione a Taranto...ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA

Pubblicato il 26/05/2021


Roma, 26 maggio 2021 Allo Slai Cobas per il sindacato di classe - Taranto e a Margherita Calderazzi Siamo venuti a sapere del vigliacco e squallido attacco a lavoratori e lavoratrici, non solo aderenti al vostro sindacato, nonchè alla repressione che sta subendo a Taranto l'organizzazione, da parte di vari soggetti istituzionali pubblici, oltre che dei padroni locali e ...multinazionali, comprese le ultime azioni contro 8 operai ex Pasquinelli, del cimitero. Vi siamo vicini e solidali, non solo a lavoratori e lavoratrici e alle loro famiglie buttati fuori dai posti di lavoro e sospesi, superando anche la "normale" attività padronale nei confronti di coloro che rivendicano, diritti, bisogni e condizioni di lavoro almeno decenti, anche in termini di salute e sicurezza, che ci sia la repressione padronale e anche l'ostracismo istituzionale, lo si mette in conto solo per il fatto di organizzare e promuovere la "lotta di classe" e lo sviluppo dei conflitti, ma coloro che chiedono sempre il "rispetto delle regole", controparte di chi lavora e delle organizzazioni sindacali e operaie che si sceglie, poi sono i primi a giocare sporco e senza alcuna regola. Sappiamo che non vi arrenderete e sarete capaci, come già in altre occasioni, di respingere anche questo ennesimo tentativo di mettervi il bavaglio a Taranto, come in altri luoghi di lavoro, proseguendo nelle iniziative di lotta e nell'informazione alternativa, senza cadere nella classica spirale lotta-repressione-lotta alla repressione, che in decenni passati ha distolto tante energie alle classi lavoratrici e a coloro che si sono presi responsabilità organizzative. Non abbassiamo la guardia, non facciamoci abbindolare dalle classiche trappole per recedere dalle iniziative sui posti di lavoro e sui territori. Un saluto resistente e combattivo Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 .

A PEPPINO IMPASTATO ASSASSINATO DALLA MAFIA, VIVE NELLE NOSTRE LOTTE, STIAMO FACENDO ANCORA I NOSTRI...100 PASSI. Da Usi fondata nel 1912

Pubblicato il 09/05/2021

Il 9 maggio 1978 la mafia assassinava Peppino Impastato, attivista sociale prima ancora che compagno militante siciliano, nato nel 1948, una vita passata tra Cinisi, il suo paese dove aveva costituito con altri suoi amici e compagni di lotta, quella “nuova sinistra” svincolata dal Pci e una delle prime radio alternative “Radio AUT”, con la città di Palermo, dove aveva studiato all’università, ritornando poi al suo paese originario, in una lotta contro le cosche mafiose, la rassegnazione, la paura e la sottomissione. Un assassinio, il suo che subì in modo particolare la tendenza di quegli anni, la campagna di depistaggio per infangarne la memoria e la figura anche personale. Un tentativo che i suoi familiari e i suoi compagni e compagne, smascherarono e riuscirono a battere, continuandone l’opera, proseguendo nella pratica costante la rivendicazione di idee e la testimonianza di vita e di passione sociale, civile, “politica” nel senso pieno del termine, di scelta di campo e di partecipazione dal basso, senza cedere ai compromessi e alla “convivenza” con le organizzazioni criminali e il metodo mafioso. Se a 43 anni dal suo assassinio, ne ricordiamo ancora la vita, la memoria e le sue idee, vuol dire che questo messaggio è passato, che  Peppino Impastato e' ancora vivo, e ancora lotta insieme a noi ogni volta che i settori popolari sfruttati e subalterni, le classi lavoratrici, studenti e studentesse, sviluppano lotta, conflitto, informazione alternativa, cultura popolare non sottomessa ai poteri forti, per riaffermare la giustizia sociale, la libertà, i diritti civili, per una società che superi la differenziazione in classi sociali, subalterna ai poteri criminali, contro il regime del sistema mafioso, di stampo fascista, razzista e stragista, la concezione patriarcale dominante, che contamina negativamente i rapporto sociali e quelli economici. In questo 9 maggio 2021, secondo anno di pandemia, lo ricordiamo ancora, nelle nostre necessarie lotte quotidiane, dai posti di lavoro ai territori, stiamo ancora facendo I NOSTRI 100 PASSI…ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA

(Redazione usi)

APPELLO DELLA C.G.T. PER IL PRIMO MAGGIO (Confederaciòn General del Trabajo – España)

Pubblicato il 30/04/2021

VIVA IL PRIMO MAGGIO!

 Dobbiamo esigere che il lavoro e la ricchezza siano distribuiti Il Primo Maggio deve essere sempre un giorno di protesta e di lotta come garanzia di diritti: a un lavoro decente; a una giornata lavorativa che permetta di conciliare il lavoro con la vita; a un salario sufficiente e a prestazioni sociali, sia quando si ha un lavoro che quando non lo si ha, attraverso un Reddito di Base per le Pari Opportunità; a pensioni adeguate per vivere con dignità, per lottare contro le riforme del lavoro, gli sfratti o le leggi bavaglio. 

L'impoverimento materiale di milioni di lavoratori, attraverso meccanismi come i tagli massicci dei salari, sta creando una delle società più diseguali del mondo. Secondo i dati della Banca di Spagna, il 25% della popolazione spagnola viveva già a rischio di povertà o di esclusione sociale prima della pandemia. La situazione alla fine della pandemia potrebbe essere catastrofica. 

Questo significa che 4,5 milioni di famiglie non possono far fronte alle necessità di base come pagare un affitto o un mutuo, mantenere la loro casa calda o semplicemente mangiare ogni giorno. Quattro milioni di disoccupati si vedono negare dallo Stato il loro diritto più essenziale come classe lavoratrice: il diritto di "guadagnarsi da vivere". 

Né lo Stato riconosce il loro diritto alle prestazioni sociali o a un Reddito di Base per le Pari Opportunità sufficiente per vivere dignitosamente. Al contrario, l'anno scorso sono state lavorate quasi 25 milioni di ore di straordinario, di cui più di 11 milioni non sono state pagate. Ed è particolarmente devastante il fatto che nel caso delle donne più della metà delle ore di straordinario non sono state pagate. 

La pandemia ha anche rivelato altri aspetti vergognosi del sistema.

 L'interesse economico è stato messo al di sopra della vita delle persone; gli interessi particolari sono stati protetti al di sopra dei bisogni della grande maggioranza; alcune amministrazioni hanno guardato dall'altra parte quando diversi precetti legali sono stati sistematicamente violati; manica larga con alcuni e legge dell'imbuto per altri.

 Il sistema sanitario, ferito a morte dopo le continue privatizzazioni, è crollato e, secondo i fatti -che sono ostinati-, la sanità privata ha dimostrato la sua enorme incapacità.

 Stanno arrivando tempi difficili, tempi turbolenti, tempi in cui gli interessi delle élite cercheranno di imporsi ancora una volta sulla classe lavoratrice. Tuttavia, non possiamo permettere che la crisi sia pagata, ancora una volta, dalle solite persone. Perché sarebbe intollerabile che noi permettiamo, come società, un nuovo salvataggio delle istituzioni finanziarie mentre le condizioni di vita della classe lavoratrice continuano a degradarsi a rotta di collo.

 Questo Primo Maggio deve continuare ad essere il giorno in cui milioni e milioni di uomini e donne che lavorano dicono basta e riempiono la nostra vita quotidiana, non con la sofferenza o la disperazione, ma con la Libertà, imponendo ai governi, agli uomini d'affari e ai potenti, un altro Ordine Sociale, un altro sistema, dove la distribuzione del lavoro e della ricchezza rende possibile una vita dignitosa per tutte le persone qui e ora.

 VIVA IL 1° MAGGIO! VIVA LA LOTTA DELLA CLASSE LAVORATRICE!

(redazione)

Farmacap

Pubblicato il 22/04/2021

FARMACAP: AD UN MESE DAL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO, RISCHIAMO ANCORA LO STIPENDIO. RIBELLARSI È UN DOVERE (PER NOI E LE NOSTRE FAMIGLIE), PER LA  CITTADINANZA/UTENZA DEI SERVIZI! IL 22/4 IN PRESIDIO. Il 13 aprile si è tenuta l'attesa Commissione congiunta Bilancio/Politiche Sociali, che speravamo sciogliesse finalmente i nodi della grave crisi aziendale, ad oltre un mese di distanza dal Consiglio Comunale straordinario dello scorso 10 marzo e della nostra altrettanto straordinaria mobilitazione (con oltre 200 partecipanti), in presenza dell'Assessore al Bilancio e Partecipate, Lemmetti, che al termine di quel Consiglio ci aveva lasciato con molte perplessità. Quelle perplessità hanno avuto oggi delle risposte altrettanto evasive, ma tali da mettere insieme alcuni tasselli in più, rispetto alle reali intenzioni della Giunta sul futuro di Farmacap. Infatti l'Assessore, ad integrazione del mese precedente, ha confermato l'opportunità di procedere ad un risanamento di Farmacap, interno al Piano di razionalizzazione delle Partecipate, con l'utilizzo di fondi appositi stanziati, tramite un'operazione attualmente all'esame del Dipartimento Partecipate. Nessun dettaglio ulteriore sull'entità di questi finanziamenti e sulla tempistica per l'erogazione (entro fine  di  aprile?), ma soprattutto nessun dettaglio sul significato di "razionalizzazione" dell'Azienda, necessaria, o meglio, propedeutica, all'avvio di un qualsiasi risanamento. Il Commissario Straordinario e Direttore Generale "sempre ad interim" (dopo 2 anni), nei loro interventi successivi hanno sostanzialmente alzato bandiera bianca, come se in questi anni e mesi fossero stati altrove, dichiarando l'incapacità "in assenza di un intervento urgente di Roma Capitale" a pagare          i fornitori e soprattutto gli stipendi di aprile. In assoluta sintonia agli interventi delle/i Consigliere/i componenti le 2 Commissioni ed intervenute/i con durezza rispetto a questa situazione paradossale, che ringraziamo, riteniamo inaccettabile tutta questa inconcludenza sulla pelle di noi tutte/i lavoratrici/ori, nuovamente  oggi a rischio stipendio, nonché sulla pelle dell'Azienda Farma-socio-sanitaria stessa e dei servizi "pubblici" per la cittadinanza, ai quali col blocco imminente delle forniture alle farmacie verrebbe assestato un colpo fatale. Tanta inconcludenza è in realtà molto più pericolosa di quanto descritta finora, poiché non tiene conto dei piani economico - finanziari presentati dal Commissario a Roma Capitale, in almeno 3 versioni, tra febbraio e novembre 2020 e sempre tenuti secretati, a lavoratrici/tori, Consigliere/i  e  Sindacati, seppur più volte richiesti. La versione ultima di novembre 2020, pare abbia prospettato "diverse ipotesi di uscita dalla crisi", che non sappiamo cosa significhi concretamente, ma possiamo ipotizzare prospetti soluzioni di trasformazione societaria, magari presentate in alternativa alla "liquidazione amministrativa coatta", più volte paventata dai dirigenti Farmacap, Come dire: o mangi questa minestra o salti dalla... CHIEDIAMO CHE VENGA RISPETTATA LA VOLONTÀ  DELL'ASSEMBLEA CAPITOLINA DI MANTENERE L'AZIENDA SPECIALE, LA SUA MESSA IN SICUREZZA, IL RILANCIO DEI SUOI SERVIZI E LA SALVAGUARDIA DEI POSTI DI LAVORO DI NOI TUTTE/I LAVORATRICI/ORI. I PRIMI ATTI DEL RISANAMENTO AZIENDALE DEVONO ESSERE, LE DIMISSIONI IMMEDIATE DEL DIRETTORE GENERALE E LA NOMINA DI UN CDA. GIOVEDÌ  22  APRILE 2021, MANIFESTIAMO CON UN PRESIDIO/ASSEMBLEA**, DALLE ORE 10.00 ALLE 13.00, DAVANTI ALLA SEDE FARMACAP DI VIA OSTIENSE 131/L. Il presidio di svolgerà con le regole di sicurezza e distanziamento anti  - COVID 19, proprie della "zona arancione", con un numero di partecipanti al presidio contingentato, secondo le disposizioni che verranno date dalla Questura e che vi saranno comunicate in tempi brevi. **Tutte/i le/i partecipanti all'assemblea/presidio potranno usufruire di permesso retribuito per assemblea sindacale, dalle ore 10:00 alle ore 13:00. Seguirà presto la proclamazione dello SCIOPERO, per un'intera giornata e  da svolgersi ad inizio maggio, riservandoci di comunicare la data in tempi brevi, tenendo conto della tempistica richiesta per i servizi pubblici essenziali. RSA USI, FILCAMS - CGIL, FISASCAT - CISL, UILTuCS - UIL k.

MODALITA’ CONSEGNA GIUSTIFICATIVI ASSENZE … RIGIDITA’ INOPPORTUNE DURANTE UNA PANDEMIA a Zètema

Pubblicato il 01/04/2021

Questo è l’intervento e la nota fatta dalla rappresentanza sindacale Usi nella Società Zètema Progetto Cultura srl di Roma, società strumentale per il settore culturale di totale proprietà di Roma Capitale, in merito alla comunicazione inoltrata a tutto il personale, che modifica con tempi restrittivi e modalità sempre più tecnologiche (e non sempre di disponibilità del personale dipendente), i termini di consegna dei “giustificativi” di varie tipologie di “assenze” (o qualificate come tali). Una rigidità organizzativa e tecnica fatta con comunicazione al personale, che in epoca di pandemia pone maggiori disagi ai e alle dipendenti della società comunale, senza il doveroso confronto sindacale a livello aziendale, con esame e verifica della fattibilità tencica pertutte le aree e settori di intervento di Zètema e il rispetto di condizioni di effettiva fruizione e di documentazione da allegarsi a posteriori, per le varie “assenze” (che per l’azienda spaziano dalle ferie, ai vari tipi di permessi, a quelli per la 104/92, alle visite mediche…) Oggetto: Intervento RSU/USI soc. Zètema P.C. srl, in merito a comunicazione aziendale n. 39 del 26/3/2021, prot. N. 00001568/21 a tutto il personale, avente per oggetto:” termine entro cui consegnare i giustificativi di assenza; indicazioni per servizio esterno e per gli autorizzatori HR”. Roma, 30 marzo 2021 Gentile dr. Tagliacozzo, in merito la comunicazione in oggetto, preme far notare che la stessa stia delineando una rigidità operativa (poco opportuna, specie in tempi di pandemia dove le situazioni di emergenza fioccano abbondanti)  che non rispetta obblighi enunciati nel codice civile (di correttezza, buona fede e diligenza), validi anche per i rapporti contrattuali di lavoro (anche per la controparte datoriale). Tale comunicazione, inoltre, non sembra andare nella direzione del rispetto di serene e corrette relazioni tra i dipendenti e la fruizione di loro diritti e agibilità individuali, garantite da leggi e da provvedimenti pattizi di miglior favore, con il datore di lavoro. Inoltre, tengo a precisare che, senza la conclusione dell’iter di una contestazione disciplinare mirata alla verifica dell’assenza ingiustificata, la stessa non può essere presa in considerazione come tale. La prego pertanto di rivedere le modalità da Lei impostate, magari, facendo anche un passaggio con il Tavolo RSU tutto, onde evitare spiacevoli malintesi che possano produrre, appunto, contestazioni disciplinari destinate ad essere archiviate, con relativa perdita di tempo di tutti i soggetti coinvolti. Attendo fiduciosa cortese riscontro, cordiali saluti. Serenetta Monti (RSU/USI Zètema)

UN 'INERZIA PREOCCUPANTE...

Pubblicato il 22/03/2021

A dieci giorni dall'importante manifestazione in Campidoglio, che ha visto una partecipazione straordinaria di lavoratrici e lavoratori Farmacap, con il pieno sostegno ottenuto dall'Assemblea Capitolina, non è pervenuta ancora nessuna azione, né segnale, da parte della Giunta, per quanto di nostra conoscenza. Nessuna risposta è arrivata da parte dell'Assessore al Bilancio e al Coordinamento Strategico delle Partecipate, Lemmetti, alla nostra richiesta di incontro, che sollecitiamo con urgenza, per affrontare e discutere nel dettaglio il tipo d'intervento finanziario che si intenda adottare per Farmacap, come annunciato dall'Assessore stesso, nella seduta di Consiglio del 10 marzo scorso. Rimane quindi l'incertezza inquietante sul pagamento degli stipendi di marzo 2021, visto che l'Azienda  Farmacap non ci ha fornito i dati da noi preventivamente richiesti, rispetto ai flussi di cassa mensili, in entrata e in uscita, che in base ai nostri calcoli, non giustificherebbero affatto il mancato pagamento degli stipendi. Infatti ci sono stati forniti solo alcuni dati (i ricavi dal 2016 al 2020; le   spese sostenute per gli acquisti da ditte e da grossisti per gli stessi anni; la parziale documentazione relativa alle comunicazioni tra Azienda e MPS, la banca tesoriera), che sarebbe stato doveroso mettere a disposizione, anche in ragione della trasparenza, che risulta purtroppo deficitaria all'interno dell'Azienda, come già evidenziato rispetto all'assenza di notizie sulla selezione per la nomina del nuovo DG (Direttore Generale). Ricordiamo che il pagamento degli stipendi è un obbligo datoriale, ex art. 2099 del Codice Civile e del CCNL di settore, a fronte di prestazioni lavorative effettuate nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato delle/i dipendenti Farmacap. Se quest'obbligo dovesse essere violato, adiremo immediatamente alle vie legali ed anche contabili, mettendo in campo nuove forme di mobilitazione. I danni dell'INERZIA e delle incapacità non ricadranno solo su lavoratrici e lavoratori.                        RSA USI, FILCAMS - CGIL, FISASCAT - CISL, UILTuCS - UIL

RISTORAZIONE SCOLASTICA E APPALTI ROMA CAPITALE: Usi chiude positivamente la vertenza facendo ottenere a cuoche degli asili nido, dipendenti nel lotto 10 Mun XI della società GSI, l'adeguamento a 7 ore giornaliere pari a quanto effettivamente lavorato.

Pubblicato il 17/02/2021

Un passo in avanti, sui diritti e le condizioni di lavoro di donne e lavoratrici, ma resta sempre sullo sfondo il "peccato originale" del meccanismo della Roma Multiservizi, dove ancora oggi migliaia di operai e operaie, non hanno avuto il giusto riconoscimento e l'adeguamento del monte ore effettivo. Mentre le lavoratrici (ex Roma Multiservizi) passate dal gennaio del 2020, nel settore della ristorazione scolastica, su iniziativa di Usi che aveva attivato la procedura di segnalazione all'Osservatorio comunale sul lavoro a Dicembre del 2020, hanno poi regolarizzato la situazione riportando la questione nell'ambito di relazioni sindacali corrette con la GSI, che detiene l'appalto in uno dei lotti nel Municipio Roma XI, con la formalizzazione e accordi di conciliazione migliorativi. Tale risultato positivo, ottenuto senza utilizzare forme cruente o violente di lotta, ma con la forza dei rapporti numerici di adesione e di compattezza nelle argomentazioni sostenute dal sindacato autorganizzato, segue l'azione svolta nella fase di cambio di appalto fatta un anno fa, dove a queste lavoratrici era stato già riconosciuto su iniziativa di Usi,  il IV livello del CCNL Turismo pubblici esercizi - ristorazione collettiva. Ma rimane il "peccato originale" dalla società Roma Multiservizi SpA, sul quale si sta ancora battagliando.  Infatti, in aggiramento della legge nazionale che disciplina il part time  (D. lgs. 81 2015, articoli da 4 a 12), la società attualmente partecipata di Roma Capitale, prosegue nel "giochetto" di contrattualizzare con un monte orario settimanale e mensile al minimo (a partire da 15 ore), mentre poi il personale specie nell'appalto in global service(vari servizi nei nidi, nelle scuole, nel trasporto scolastico), svolge durante la settimana e con carattere di continuità, un numero di ore  nettamente superiore, pagando con la detassazione da imposte e tasse, le ore come se fossero ore supplementari (lo straordinario dei part time). Fatto che provoca un'anomalia sulla regolarità delle buste paga, sul salario regolare del personale operaio (un conto è avere 15 ore di parametro contrattuale formale, un altro è averne invece 25 CONTRATTUALIZZATE E RICONOSCIUTE A TUTTI GLI EFFETTI), con uno sfasamento per i contributi pensionistici e previdenziali, sul totale del reddito imponibile ai fini anche fiscali (significa non page contributi reali ai lavoratori in sede INPS e non pagare imposte e tasse allo Stato...ai limiti di una truffa legalizzata) e un meccanismo di stampo clientelare e feudale, su coloro che sono ammessi, "se stanno buoni e si comportano bene"  a giudizio insindacabile dei capi e capetti operai. Solo a seguito di un contenzioso giudiziario messo in campo da alcune decine di operai più combattivi e svegli che si sono visti riconoscere ma dai giudici tale adeguamento, la Roma Multiservizi è corsa ai ripari, anche in questo caso aiutata dai classici sindacati concertativi e firma tutto, che hanno avallato con conciliazioni individuali al ribasso e accordi a svendere, ma solo ad una parte del personale part time avente diritto, riconoscendo 4 ore rispetto alle 3 precedenti da contratto individuale, quindi con un effettivo "risparmio" sulla media di 5 ore giornaliere e 25 settimanali che da anni, le operaie svolgevano nei nidi e nelle scuole dell'appalto in global service e che risultavano coerenti con le verifiche fatte, con documenti consegnati a inizio anno scolastico anche a Roma Capitale. Monte ore di 25 ore settimanali e 5 ore minime giornaliere, che comprendevano anche il maggior carico di lavoro e di attività richieste dall'Ente Locale per il contrasto al covid 19 (con disposizioni comunali di agosto 2020), una richiesta sindacale ragionevole e rispettosa delle condizioni di lavoro, delle rinnovate attività nelle scuole e negli asili nido comunali, anche in termini di salute e sicurezza sul lavoro e negli ambienti di lavoro. Usi ha aperto la controversia anche per questa situazione rimasta ingarbugliata, non potendo delegare la questione al solo contenzioso giudiziario, dando indicazione al personale di manifestare la volontà e l'interesse a tale doveroso adeguamento del monte ore effettivo rispetto a quello formale, su modello predisposto. Iniziativa di mobilitazione e di pressione,  rivolta a tutto il personale dell'appalto in global service, specie a coloro che non hanno nemmeno beneficiato del pateracchio sindacati-azienda al ribasso e con conciliazioni "tombali" per il passato, preparatoria delle azioni finalizzate all'adeguamento al monte ore effettivo svolto. Situazione che trova conforto, anche a fronte del riconoscimento da parte della stessa Roma Capitale, di un numero di ore maggiore rispetto al passato nell'appalto in global service, per dare un contributo fondamentale se messo in opera concretamente, ad eliminare o ridurre drasticamente nei fatti, la gestione feudale e clientelare delle ore a titolo di ore supplementari-straordinarie dei tanti e tante part time a Roma Multiservizi. Una situazione che pure per il buon andamento del servizio al pubblico e ai piccoli utenti e alunni-e, porterebbe un giovamento di continuità di servizio nel settore educativo scolastico, con personale che in tempi di pandemia, non si troverebbe sempre al lavoro in emergenza, su una stabilità di orario e di sedi di lavoro. Una battaglia lunga, vedremo se la Roma Multiservizi e la stessa Amministrazione capitolina, saranno attenti e lungimiranti a regolarizzare questo modo scandaloso di gestire la forza lavoro e la necessità di lavoro e reddito di operai e operaie, cambiando la situazione e riportandola alla trasparenza, certezza regolarità e giustizia sostanziale o se invece,  prevarranno i classici interessi di bottega, alla vigilia di una campagna elettorale per il rinnovo del Sindaco e dei vertici nelle aziende pubbliche e municipalizzate a vari livelli. LE COSE CAMBIERANNO SE I RAPPORTI DI FORZA E LA TENACIA DEGLI OPERAI NON OMOLOGATI AL RICONOSCIMENTO PIENO DEI LORO DIRITTI, AVRANNO LA PREVALENZA come interessi meritevoli di tutela. L'AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE BATTE UN COLPO, vediamo chi risponde schierandosi dalla parte giusta. Intanto, per le donne e lavoratrici della società GSI della ristorazione scolastica, associatesi a Usi, si registra un risultato positivo, che può essere da stimolo per altre donne, alle prese con guai anche sul lavoro, se si autorganizzassero, per difendere diritti e ottenerne di nuovi... IL NOSTRO 8 MARZO QUEST'ANNO 2021, ANNO  2 DELLA PANDEMIA, SI CONFIGURA ANCHE IN QUESTO MODO... Roma, 16 febbraio 2021

    Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 e mail usiait1@virgilio.it

SUL REPERIMENTO RESPONSABILI NELLE BIBLIOTECHE COMUNALI DI ROMA - COMUNICATO e NOTA SINDACALE (per affissione e diffusione, ex artt 1, 14 e. 25, L. 300/1970)

Pubblicato il 12/02/2021

A  Direttrice ISBCC Biblioteche di Roma Commissario straordinario p.t.  e p.c.  Servizio Risorse Umane Segreteria Direzione Tutto il Personale con invito all'invio alle Biblioteche di Roma Scriventi OO.SS. e RSU,  esprimono la propria forte perplessità a fronte alle modalità scelte per il reperimento di Responsabili delle Biblioteche. Come da impegni reciproci eravamo in attesa di una proposta generale di riorganizzazione e dei conseguenti bandi per le PO e i responsabili di Biblioteche e Servizi Centrali. In attesa di questo si ritiene una forzatura, non il reperimento in sè, ma la variazione delle prassi precedenti che vedevamo in almeno un anno di servizio l’esperienza necessaria a divenire Responsabili di Biblioteca o servizio corrispondente. Questo naturalmente non per togliere valore al personale che ha meno di un anno di servizio anzi, ma a tutela dello stesso, perché ci sembra particolarmente importante un'esperienza in tal senso di almeno un anno, per chi dovrà gestire, sviluppare e migliorare non solo i servizi bibliotecari e il coordinamento del personale che vi lavora, ma anche le complesse e varie relazioni col territorio e le altre istituzioni culturali e sociali. Teniamo presente che per una semplice PEO, Roma Capitale richiede almeno due anni di anzianità di servizio nella categoria, mentre l'incarico di Responsabile è molto complesso ed impegnativo. Tra l’altro in questo periodo di pandemia i sei mesi di servizio sono stati molto particolari a causa delle contingenze che si vivono lavorativamente nei nostri servizi centrali e nelle Biblioteche. Inoltre l’attuale situazione organizzativa di Biblioteche di Roma espone ancora di più le giovani ed i giovani colleghi a difficoltà dovute a un ruolo estremamente complesso. Pensiamo inoltre che anche il tempo previsto per rispondere al reperimento da parte delle colleghe/i sia estremamente breve. Con l’occasione si richiede al più presto la ripresa del confronto sulla riorganizzazione del servizio, del fondo di produttività e sul piano di formazione del personale che a questo punto assume particolare rilievo. La richiesta segue gli impegni assunti sia da codesta Direzione che dal Commissario dell'Istituzione. Distinti saluti. CGIL Moscovini - Tinchitella CISL  Trimarco - Di Silvestro RSU USI  Francesco Sordi Roma, 12 Febbraio 2021

MINACCIE E PREPOTENZE AL BASSINI. NO PASSERAN!

Pubblicato il 24/01/2021

Comunicato Sindacale

 La situazione al Bassini si trascina senza continuità di soluzioni, non si riesce a trovare uno sbocco che tronchi i soprusi che vengono perpetrati da due soggetti faziosi nell’appalto FABBRO. Il sindacato non ha modo di attribuire responsabilità diretta alla Società, ma, questo non esclude una responsabilità della stessa in quando più volte sollecitata non ha svolto la dovuta verifica alle denunce sindacali. Orbene alla responsabile d’appalto si affianca un soggetto violento e litigioso nella figura del 

 VOSTRO CAPO CUOCO!  

 Quest’ultimo si distingue tra i dipendenti della FABBRO per non indossare i dispostivi di sicurezza (mascherina e guanti) mettendo tutti i dipendenti della Fabbro, degenti e dipendenti dell’unità ospedaliera in potenziali contaminati e contaminanti da CORONA VIRUS.  

 I LAVORATORI E LA SCRIVENTE O.S. NON POSSONO TOLLERARE I NEGAZIONISTI SUL POSTO DEL LAVORO! LA FABBRO E IL BASSINI POSSONO DECIDERE DIVERSAMENTE! NOI NO! SI AI DISPOSITIVI DI SICURZZA! CAPO CUOCO E RESPONSABILE! 

 Costoro oltre ad avere un comportamento discriminatorio con alcuni lavoratori, in quanto alcuni lavoratori vengono dispensati dal lavorare accedendo alla pausa sigaretta senza continuità di soluzione, vietano ad altri il permesso alla pausa sigaretta che peraltro non spetta a nessuno in un perimetro ospedaliero interno o esterno tanto meno al capo cuoco e sodali. La pausa fumo è permessa solo in spazi adibiti e definiti!   A conoscenza di questa O.S. risulta che non a tutti i lavoratori che si utilizzino la pausa SIGARETTA sia stata mossa contestazione da FABBRO. La Vostra responsabile d’appalto nella circostanza pare strabica, ponendo attenzione particolari solo su taluni lavoratori ignorandone altri. Inoltre, per sicurezza personale è bene prendere le distanze, anche fisiche, dal Vostro capo cuoco. Pensare che figuri di tale spessore possano pensare di minacciare gratis tutto e tutti con la leggerezza di una farfalla come se nulla fosse. Le pietre sono sassi! La pretesa immunità alla sicurezza non è nella discrezionalità del singolo né credo concessa dalla società né tanto meno dalle istituzioni, le normative attuative in vigore vanno rispettate. Avremo comunque modo di poter valutare nelle opportune sedi la tracotanza dei fatti. La difesa e la dignità dei lavoratori non è bene disponibile! I personaggi qui denunciati che vengano adibiti ad altro! Non vi è compatibilità tra prepotenti e subalterni. U.S.I. - C.T. & S. Sede Milano Milano li, 18.01.2021

RESOCONTO DI UNA GIORNATA DI LOTTA AL MISE a Roma, DEI LAVORATORI/OPERAI SICILIANI DELLA CATENA SUPERMERCATI FORTE’

Pubblicato il 22/01/2021

RESOCONTO DI UNA GIORNATA DI LOTTA AL MISE a Roma, DEI LAVORATORI/OPERAI SICILIANI DELLA CATENA SUPERMERCATI FORTE’ – SOC. MERIDI ANCORA IN LOTTA. TRE GIORNI DI SCIOPERO A LIVELLO REGIONALE IN SICILIA (20-21-22 Gennaio 2021), PER RECUPERO SALARI ARRETRATI E SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE, TENUTA LIVELLI OCCUPAZIONALI e dell’indotto. UNA DELEGAZIONE A ROMA IL 21 GENNAIO DALLE 9.30 AL MISE, CON COMBATTIVO PRESIDIO, ha aperto il tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico, con incontro ottenuto, per avvio programmazione interventi a tutela del lavoro, per recupero futuro dei salari nella gestione commissariale, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per rilanciare la filiera dei supermercati “di prossimità”, come mercato di sbocco del settore agro alimentare e vinicolo siciliano, a rischio di strozzamento, dagli interessi delle grandi multinazionali della G.D.O, che ritengono tale filiera “appetitosa” per futuri profitti e speculazioni, una “bomba sociale” innescata con effetti devastanti. Operai siciliani sostenuti da Usi e da Sinalp Sicilia. Continua la lotta dei lavoratori siciliani della società Meridi, gruppo Fortè, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, la pianificazione e un rilancio della catena dei supermercati, in gestione commissariale da oltre un anno, per il recupero delle mensilità (7 oltre la tredicesima) arretrate, evitando la liquidazione e la fine di un percorso lavorativo e occupazionale di centinaia di famiglie a livello regionale, con il contestuale contrasto alla ristrutturazione della grande distribuzione organizzata G.D.O., salvaguardando dagli appetiti delle multinazionali del settore, la catena dei supermercati ”di prossimità” già a marchi Fortè, che distribuiscono sul territorio della regione, i prodotti tipici agroalimentari e vinicoli, delle aziende locali siciliane. La difesa dei posti di lavoro e dei livelli occupazionali, la battaglia per il pagamento regolare degli stipendi (ultima retribuzione a Natale 2020, del mese di maggio... con gli arretrati inseriti nello stato passivo della società, in amministrazione straordinaria), si intreccia con la salvezza dell’azienda e di una parte dell’economia siciliana nel settore agroalimentare e vinicolo dei prodotti tipici prodotti dalle aziende locali, che con la scomparsa di questa catena di supermercati radicata da 25 anni sul territorio regionale, che ai cittadini-consumatori i sapori e i prodotti delle aziende locali della regione, cambierà anche in peggio i gusti e i sapori della terra di Sicilia, a tutto vantaggio del libero mercato e delle speculazioni delle multinazionali del settore, anche su quello che si mangia, oltre al forte rischio occupazionale. Usi e il sindacato Sinalp, che sostengono fin dall’inizio questa lotta nel disinteresse dei sindacati concertativi, hanno proclamato tre giorni di sciopero di copertura, dal 20 al 22 gennaio 2021 in tutti i punti vendita dei supermercati del gruppo Fortè – società Meridi in amministrazione straordinaria, uno sciopero che ha avuto successo di partecipazione. Anche in questa occasione, presenti i responsabili nazionali di Usi dello snodo romano della Confederazione (uno dei quali ha partecipato all’incontro sindacale), la segreteria nazionale non ha fatto mancare il suo aiuto, sostegno e intervento, come già l’anno scorso avevano fatto altri componenti milanesi e udinesi della segreteria collegiale nazionale in altri frangenti, tenendo viva la solidarietà che caratterizza le organizzazioni sindacali combattive, indipendenti e “di classe”; ben visibili al presidio, le bandiere rosso e nere tenute dagli operai con l’immancabile gatta nera e gli striscioni del sindacato autorganizzato. Una nutrita e combattiva delegazione di operai (soprattutto da Palermo, Catania, Trapani), ha effettuato, un presidio dalla mattina sotto il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) a Roma in via Molise, ottenendo un incontro nella mattinata con i responsabili dl gabinetto del sottosegretario TODDE (Prof. DAddona e Dott. Pennati), del Ministro con l’ufficio stampa e alla presenza del Commissario Straordinario Dott. Manfredi, nel quale la delegazione sindacale di Usi (segretario regionale e componente dell’esecutivo nazionale) e del Sinalp8con il vicesegretario nazionale) con rispettive Rsa interne, ha chiesto nei vari interventi e ottenuto, la formale apertura di un tavolo istituzionale di crisi, che provi a pianificare un percorso di tutela dei livelli occupazionali (già oltre 400 lavoratori sono stati costretti a lasciare il lavoro sul territorio regionale siciliano, perché non potevano più sostenersi in condizioni dignitose a causa delle somme arretrate di molti stipendi, che la gestione commissariale non è stata ancora in grado di onorare, in base alle procedure di amministrazione straordinaria, preludio della messa in liquidazione, ne sono rimasti sui 58 punti vendita ancora aperti, 220 dipendenti attivi), del lavoro che in Sicilia come al Sud del paese rischia di lasciare tanti posti di lavoro persi e nessuna prospettiva certa di rilancio anche nel settore della G.D.O., sia con la verifica i strumenti di accesso al Fondo salva aziende, che con interventi mirati e approfondimento finalizzato a salvare l’azienda e chi ci lavora, anche accogliendo offerte di acquirenti attendibili, tramite il meccanismo della cessione di ramo d’azienda (art 2112 c.c.) e il contestuale rilancio di un mercato di sbocco delle aziende locali siciliane, per mantenere sul mercato prodotti tipici regionali con marchi di qualità, oltre alla salvaguardia di posti di lavoro e di occupazione. Durante l’incontro del 21 mattina, i dirigenti e i tecnici del Mise, hanno espresso la loro volontà, anche su mandato politico del Ministro e del Sottosegretario Todde che segue la vicenda nello specifico, a ​ svolgere tutti gli approfondimenti necessari, verificare le questioni di natura giuridica anche con il Commissario straordinario nominato dal Tribunale competente e dal neo costituito (dal 20 dicembre scorso...) Comitato di sorveglianza sulla procedura in amministrazione straordinaria, per gli atti dovuti ma con l’attenzione di porre in essere i passaggi finalizzati a salvare azienda e posti di lavoro, comprendendo le sollecitazioni nei vari interventi della delegazione sindacale e operaia, sulla natura della situazione e la sua collocazione nell’ambito della già depressa economia della Sicilia, come di altre aziende del Sud. Al termine dell’incontro, che avrà successivamente altri momenti di verifica, informazione e approfondimento tra le parti istituzionali e i due sindacati che hanno dimostrato di voler tutelare sul serio gli interessi di chi lavora, “meritevoli di tutela” come è stato espresso da Usi, è stata ribadita la richiesta esplicita di operai e responsabili sindacali in modo congiunto ai dirigenti del Mise, di accelerare i tempi delle varie operazioni, per evitare la fine di questo percorso per...consunzione, fornendo strumenti di manovra e sostegno economico alla gestione commissariale straordinaria, fino alla ricollocazione della forza lavoro rimasta, con acquisizione di soggetti imprenditoriali credibili,onesti e attendibili, con una programmazione di rilancio del settore dalle mire nemmeno troppo nascoste, di speculazione delle grandi società e delle multinazionali nel settore della grande distribuzione organizzata in Sicilia. La delegazione scesa, ha fatto relazione dei punti salienti dell’incontro e della volontà di effettuare un percorso a tutela ministeriale di “salvataggio”, nei loro interventi compreso quello finale di Usi, è stata data comunque, esplicita indicazione di mantenere viva la questione, con un percorso di costante mobilitazione, sensibilizzazione e informazione, sul territorio regionale, per evitare che al di là dell’interesse nella giornata del 21 gennaio 8visto che gli operai c’erano e si sono fatti ben sentire), dal Mise e dagli altri soggetti istituzionali da coinvolgere, compreso il Commissario straordinario, l’attenzione non cali facendo scadere la vicenda nella progressiva liquidazione dell’azienda e la messa per strada dei 220 lavoratori rimasti in attività. LA MOBILITAZIONE CONTINUERA’, PER OTTENERE LAVORO, DIRITTI E DIGNITA’. da Roma resoconto a cura di USI – 22 gennaio 2021 Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 – e mail usiait1@virgilio.it Usi Sicilia segreteria regionale e mail unionesindacaleitalianapalermo@gmail.com Sito nazionale ufficiale www.usiait.it

Foto di Valentina Cornacchione/ Photopress

LAVORATORI SUPERMERCATI FORTE’

Pubblicato il 20/01/2021

SOC. MERIDI ANCORA IN LOTTA PER RECUPERO SALARI ARRETRATI E SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE TRE GIORNI DI SCIOPERO A LIVELLO REGIONALE IN SICILIA (20-21-22 Gennaio 2021). UNA DELEGAZIONE A ROMA IL 21 GENNAIO DALLE 9.30 AL MISE, con incontro per apertura tavolo di crisi e programmazione interventi a tutela dei lavoro, per recupero salari arretrati nella gestione commissariale, per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Operai siciliani sostenuti da Usi e da Sinalv.       Continua la lotta dei lavoratori siciliani della società Meridi, gruppo Fortè,  per la salvaguardia dei livelli occupazionali, la pianificazione e un rilancio della catena dei supermercati, in gestione commissariale da oltre un anno, per il recupero delle mensilità (7 oltre la tredicesima) arretrate, evitando la liquidazione e la fine di un percorso lavorativo e occupazionale di centinaia di famiglie a livello regionale e la ristrutturazione della grande distribuzione Usi e il sindacato Sinalv, hanno proclamato tre giorni di sciopero dal 20 al 22 gennaio 2021 in tutti i punti vendita  dei supermercati del gruppo Fortè – società Meridi in amministrazione straordinaria, una delegazione sarà presente il 21 mattina al MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, per un combattivo presidio operaio e con incontro nella mattinata, per la formale apertura di un tavolo istituzionale di crisi, che privi a pianificare un percorso di tutela dei livelli occupazionali (già oltre 400 lavoratori sono stati costretti a lasciare il lavoro sul territorio regionale siciliano, perché non potevano più sostenersi in condizioni dignitose a causa delle somme arretrate di molti stipendi, che la gestione commissariale non è stata ancora in grado di onorare, in base alle procedure di amministrazione straordinaria, preludio della messa in liquidazione), del lavoro che in Sicilia come al Sud del paese rischia di lasciare tanti posti di lavoro persi e nessuna prospettiva certa di rilancio anche nel settore della G.D.O. L’Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 sostiene tramite la segreteria nazionale, la lotta di resistenza tenace delle Rsa interne e della segreteria regionale siciliana, la lotta continua. Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 – e mail usiait1@virgilio.it Usi Sicilia unionesindacaleitalianapalermo@gmail.com Roma, 20 gennaio 2021

Da Redazione

Riaperture sportelli e campagna tesseramento

Pubblicato il 20/01/2021

Abbiamo da una settimana ripreso le nostre attività di sportello sia pure nel rispetto della normative per il COVID... scriveteci e prendete appuntamento per la prossima settimana... usiait1@virgilio.it o eventualmente anche a usicons.roma@gmail.com.. noi riceviamo il lunedi e il martedi a LARGO GIUSEPPE VERATTI 25 FERMATA METRO B MARCONI dalle 18 alle 20 su appuntamento e il giovedì stessa ora al TRULLO PIAZZA Gaetano MOSCA 50 FERMATA 719.. solo in caso di estrema necessità possiamo organizzarci per altri giorni od orari (lo spazio di centocelle è momentaneamente chiuso per sanificazione)... Vi informiamo che è iniziata la campagna di tesseramento per il 2021 a cui invitiamo ad aderire a chi crede nell'autorganizzazione, nell'indipendenza sindacale e nell'importanza delle lotte.. AUTORGANIZZATI ANCHE TU – ENTRA NELL’USI Campagna di tesseramento nazionale all’USI – UNIONE SINDACALE ITALIANA NEI POSTI DI LAVORO E NEL TERRITORIO CONTRO IL VIRUS DEL CAPITALE COSTRUIAMO e SVILUPPIAMO L’AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE E SOCIALE USI fondata nel 1912 – sede legale LARGO VERATTI 25 –  00146 ROMA  FAX O6/77201444 – email: usiait1@virgilio.it UN SINDACATO AUTOGESTITO, AUTOFINANZIATO E INDIPENDENTE .. CHE DA’ FORZA AI  DIRITTI PER TUTTI E TUTTE  ORGANIZZARE E COSTRUIRE STRUTTURE USI, in tutto il nostro paese, PER UN ALTRO FUTURO SOLO UNITI SI VINCE L’USI fa parte della COORDINAZIONE ROSSO E NERA e della  RETE SINDACALE INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ E LOTTA email:usiait1@virgilio.it e usicons.roma@gmail.com Siamo presenti nella scuola negli enti locali nel pubblico impiego nell'industria nel commercio turismo e servizi tra i pensionati.. I lavoratori autonomi e i disoccupati... Nelle partecipate specie a Roma, nelle imprese di pulizie e tra i lavoratori delle cooperative sociali.. Tra i cittadini come utenti e consumatori (anche  nel settore casa per edilizia pubblica) e così via.. Abbiamo vari studi legali che a livello nazionale collaborano con noi... Ecc. Ecc. Per tutto questo (anche per le varie associazioni culturali federate) ci possiamo definire veramente una Confederazione sociale...

2021... ODISSEA NEI DIRITTI DI LAVORATORI/TRICI delle cooperative sociali

Pubblicato il 18/01/2021

Il 23 dicembre 2020, durante l'incontro annuale tra cooperativa, RSA USB e RSA USI per la definizione di permessi,  alcuni dei quali  come  quelli studio variabili di  anno  in anno in base alle richieste, necessitando quindi  di periodica ridefinizione, è stato perpetrato un vile attacco alle agibilità sindacali e alle conquiste ottenute con l'accordo del 6 Marzo 2018, attacco che ha trovato forza nei soliti firma tutto “filo aziendali”. L'iter che portò all'accordo e alla messa in regola della Cooperativa Eureka I su determinati istituti contrattuali non è per noi negoziabile, come riteniamo sempre valido e dicevamo allora LA COSA FUNZIONA COSÌ, NON È UNA CONCESSIONE “PADRONALE” IL RICONOSCIMENTO DELLE 25 ORE EX FESTIVITÀ SOPPRESSE A TUTTO IL PERSONALE MA LA CORRETTA APPLICAZIONE della Legge 54/77 e dell’articolo 60 del CCNL Cooperative Sociali, quindi  DI CONTRATTI E LEGGI SUL LAVORO CHE OGNI SOGGETTO CHE HA IN ATTO O PARTECIPI A BANDI DI APPALTO, AFFIDAMENTI E CONVENZIONI CON ROMA CAPITALE È TENUTO AD APPLICARE, PENA L'ESCLUSIONE O LA REVOCA (o le sanzioni pecuniarie del codice degli appalti). Del resto il monte ore annuale delle 4 giornate ex festività soppresse, E’ FRUTTO DI UN NORMALE CALCOLO ARITMETICO, APPLICANDO I PARAMETRI DEL CCNL e vale per tutti-e, a prescindere dal regime contrattuale. Non bastasse, da parte dell'ex presidentessa, presente alla riunione con le RSA malgrado non sia neanche membro del CdA  ma “delegata per le relazioni con i sindacati”, è arrivata la pretesa di limitare il riconoscimento delle assemblee sindacali  e la gestione del monte ore annuale (10 ore retribuite) di lavoratori e lavoratrici, definendo unilateralmente in quali casi siano da considerarsi legittime assemblee per la loro retribuzione (quindi con una violazione di rilevanza costituzionale, dell’articolo 20 della Legge 300 1970, dello stesso articolato del CCNL all’articolo 20 e della convenzione 87 sottoscritta dall’Italia in sede OIL nel 1948 e ratificata con L. 367/1958, che vietano le discriminazioni o patti e atti contrari alla legge, pure per la partecipazione alle assemblee…). Ciò in vista anche  di un anno 2021 che si prefigura peggiore del 2020, su condizioni lavorative, salari, diritti e dignità (compresa la salute e la sicurezza). Consideriamo ciò una grave  lesione dell'attività sindacale e una condotta non opportuna e illecita, se confermata da successivi atti concreti della cooperativa sociale. Diversamente la rappresentanza USB l'ha invece immediatamente accolta e appoggiata. Per Cooperativa e USB vanno riconosciute le assemblee sindacali ai soli lavoratori/trici che contestualmente all'assemblea hanno un turno lavorativo, fatta eccezione per chi si riunisca in pausa pranzo non disturbando l'attività produttiva. Viene attaccato il diritto di organizzarsi e confrontarsi in sede diverse dai locali della cooperativa. Dichiara, la sesta componente di fatto del CdA, che assemblee sindacali dei lavoratori in concomitanza di presidi e manifestazioni (!?!), non sono legate all'attività aziendale ma attività politico sindacale, quindi nulla va riconosciuto  al lavoratore che vi si rechi qualora non abbia turni da coprire, ottenendo ancora il pieno supporto dall'altra RSA, che nella premura di non far freddare troppo la penna, ci consiglia pure la formula da utilizzare per firmare un verbale visti i vari punti dell'accordo che non riteniamo sottoscrivibili, perché fuori dal nostro quadro normativo italiano e internazionale. Del resto il CCNL parla di monte ore individuale di 10 ore annue e la scelta è di spettanza del singolo operatore od operatrice, di come utilizzarle per difendersi diritti e condizioni di lavoro, non è possibile legittimare che sia il datore di lavoro a dirti a quali assemblee andare e quali no, per avere la normale retribuzione delle ore di assemblea sindacale, convocate secondo legge 300/70! La nostra posizione e dichiarazione a verbale, è chiara su questi punti e abbiamo il pieno sostegno del nostro sindacato di riferimento Usi, di molte altre rappresentanze sui posti di lavoro, che condividono il nostro orientamento, anche dal punto di vista strettamente tecnico giuridico, oltre che “politico sindacale”. Osteggeremo in tutte le forme possibili tali “amenità”, che riteniamo siano solo il preludio a quanto potrà accadere nei prossimi mesi, nel falso nome dell'economicità causa pandemia e dei ridotti introiti, celando il vero obiettivo: l'annientamento dell'emancipazione dei lavoratori e della pratica della lotta di classe nel terzo settore e nelle cooperative sociali, in nome di una fasulla unità nazionale o aziendale, del “siamo tutti sulla stessa barca”, di condizioni di lavoro che, nel sistema di appalti  su servizi socio assistenziali – educativi e socio sanitari con committenti pubblici, su servizi strategici a minori, disabili, anziani, di contrasto alle nuove povertà, a livello nazionale e anche nella Capitale d’Italia, ci sta facendo pagare un prezzo troppo alto, in termini di salario, libertà e dignità, diritti individuali e collettivi, su salute e sicurezza sul-del lavoro. Roma, gennaio 2021 Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 sito ufficiale www.usiait.it   E mail usiait1@virgilio.it                                                                         Rsa Usi c/o Soc. Coop. Sociale Eureka I e mail legattenere@virgilio.it 

COMUNICATO SINDACALE SULL'INCONTRO CON DIREZIONE ISBCC DEL 28.12.2020

Pubblicato il 01/01/2021

BIBLIOTECHE COMUNALI di ROMA CAPITALE: Resoconto dell’incontro sindacale del 28 dicembre 2020. Anche la RSU di Usi sottoscrive in via definitiva il testo del CCDI dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali della Capitale d’Italia, salario accessorio e progetti di produttività 2020, con migliorie dall’incontro sindacale con Direzione ISBCC IBR. L'incontro si è svolto in videoconferenza, dalle 15:00 alle 17.30. Erano presenti, per la Direzione: la Direttrice Maria Rosaria SENOFONTE, il Responsabile del Bilancio, Stefano IMPERI, il Responsabile di Risorse umane e Relazioni sindacali, Massimiliano CIAFFI; per i sindacati: i delegati esterni dei sindacati firmatari del CCNL Funzioni Pubbliche Locali, Fabio MOSCOVINI e Paola Tinchitella (CGIL), Antonio TRIMARCO e Matteo Maria Di Silvestro (CISL), Pietro Costabile e Alberto SPAMPINATO (UIL), Giacomo VACCA (CSA) e i due Rsu accreditati (ndr gli unici eletti nel settore), Giorgio SALERNO e Francesco SORDI (USI). 1. In merito all'obiettivo di modificare la ripartizione percentuale del salario accessorio tra parte stabile e variabile (dall'attuale 50% e 50% a 80% e 20%), in modo da incrementare ogni anno i risparmi della parte stabile , riutilizzabili l'anno successivo (mentre la parte variabile non spesa, non è riutilizzabile), la Direzione ha riferito di un recente incontro avuto con la dirigenza del Dip. 1. L'Amministrazione non ha obiezioni, ma la nuova ripartizione percentuale sarà determinata da un attento calcolo delle varie voci del salario accessorio, sia di parte stabile che di parte variabile . La Direzione si è quindi impegnata a tenere informata la delegazione sindacale sui prossimi passaggi. 2. Abbiamo concordato con la Direzione che la quota di salario accessorio non spesa per le PEO - a causa del limite del 50% degli aventi diritto, imposto dalle autorità nazionali - confluisce nella produttività di struttura . 3. Abbiamo inoltre concordato con la Direzione che, considerando le minori giornate "in presenza" del personale, dovute alla pandemia da Covid-19 - la parte delle quote preventivate ma non utilizzate per la produttività dei sabati mattina e di quella c.d. "week-end", dei sabati pomeriggio e domeniche mattina, può anch'essa confluire nella quota della produttività di struttura . 4. La Direzione ci ha inviato la Relazione semestrale sugli obiettivi della produttività di struttura: in base ai calcoli fatti sulla base dei diversi indicatori, gli obiettivi sono stati raggiunti al 92% e quindi sarà pagato al personale il 100% della somma stanziata in bilancio. 5. Direzione e sindacati hanno quindi firmato il relativo verbale di accordo definitivo su CCDI dell'ISBCC, salario accessorio e progetti di produttività 2020 (ndr, appena sarà registrato e protocollato da Isbcc il testo, ne avremo la versione corretta e “ufficiale”) 6. Infine, a proposito della richiesta sindacale di incontrare (per la prima volta) il Commissario dell'ISBCC, Vittorio Bo, la Direttrice ha comunicato che sta per proporgli una data tra l'11 e il 15 gennaio 2021 . Subito dopo l'incontro, sarà pubblicato il bando per i nuovi Responsabili di biblioteca, sul quale nei giorni scorsi sono state chieste le nostre osservazioni. Buon 2021 e a presto. Roma, 30 dicembre 2020 A cura di Giorgio Salerno e Francesco Sordi (RSU-USI) Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e mail usiait1@virgilio.it

ESPOSTO E SEGNALAZIONE – RICHIESTA DI INTERVENTO A FAVORE DELLE LAVORATRICI FRAGILI IN PARTICOLARE NEL COMPARTO SCUOLA (PERSONALE DOCENTE), per piena e concreta attuazione diritto alla salute (art. 32 Cost.), art. 2087 codice civile e disposizioni di tutela ex D. Lgs. ‪81 2008‬.

Pubblicato il 20/12/2020

Roma  19 dicembre 2020   

 ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI c.a. presidente del Consiglio p.t. ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA AL MIUR – Ufficio di Gabinetto del Ministro e Direzione Generale personale docente   OGGETTO: ESPOSTO E SEGNALAZIONE – RICHIESTA DI INTERVENTO A FAVORE DELLE LAVORATRICI FRAGILI IN PARTICOLARE NEL COMPARTO SCUOLA (PERSONALE DOCENTE), per piena e concreta attuazione diritto alla salute (art. 32 Cost.), art. 2087 codice civile e disposizioni di tutela ex D. Lgs. ‪81 2008‬. 

   La scrivente Confederazione sindacale nazionale Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, unitamente al sindacato di categoria USI SURF, anche a nome di lavoratrici fragili che hanno richiesto il nostro intervento o che hanno conferito mandato ad agire, fa presente la gravità di una situazione rimasta senza adeguata e attuale tutela, lasciando in una situazione di vacanza applicativa delle disposizioni normative citate nell’oggetto e dell’interesse meritevole di tutela di cui agli articoli 1, 2 ,3, 32 Costituzione, delle lavoratrici e lavoratori c.d. “fragili”, in particolare per il comparto Scuola statale di ogni ordine e grado. L’attuale situazione, che non ha previsto negli ultimi DPCM, come misure e provvedimenti di contrasto ai fattori di rischio e pericolo derivanti da sars cov 2, le disposizioni d tutela per i dipendenti definiti “fragili”, anche con utilizzo di detto personale, specie docente, di modalità in regime di smart working – lavoro agile con il medesimo orario frontale di lavoro e prestazione professionale e lavorativa, ha di fatto accesso una eccessiva e inopportuna discrezionalità, che in diversi casi ha sconfinato nel danno e penalizzazione concreta e una disparità di trattamento rispetto ad altri dipendenti pubblici nelle medesime condizioni sanitarie e di capacità lavorativa, la possibilità a Dirigenti scolastici o a medici aziendali (anche nominati dai dirigenti scolastici), di prendere provvedimenti sui singoli casi, con la relativa penalizzazione e discriminazione. Per tali motivi, lavoratrici hanno chiesto intervento anche con il conferimento di mandato ad agire,  alla Confederazione Usi per sostenere le loro ragioni e invitare il Governo e il Miur, a prendere opportuni provvedimenti e misure, che costituiscano applicazione concreta, di tutela e difesa dei propri legittimi diritti e interessi, meritevoli di tutela, anche nel rispetto della legge su salute e sicurezza (D. Lgs.  81/2008)  il codice civile (art. 2087) e in applicazione dell’art.  32 della Costituzione, nonché degli articoli 1, 2, 3 della Carta Costituzionale. Infatti oltre alle disposizioni legislative e anche di fonte costituzionale, sopra richiamate, i provvedimenti presi nei mesi precedenti avevano disposto delle previsioni, allo stato non reiterate e senza la necessaria chiarezza. L’art 83 del DL 19 MAGGIO 2020 N. 34 convertito nella legge 17 luglio 20 n. 7 sancisce la sorveglianza sanitaria in relazione al rischio di contagio da virus COVID 19 (sars cov 2), sia per soggetti che hanno patologie derivanti da immunodepressione, oncologiche, che per coloro che sono affetti da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore esposizione ai fattori di rischio e pericolo, a danno di condizioni di salute e di integrità psico-fisica; Che le comorbilità non sono più contemplate nei seguenti provvedimenti normativi, legge  n. 126 del 13 ottobre art. 26 comma 2 – equiparazione della malattia  al ricovero ospedaliero - e comma 2 bis, con utilizzo e  svolgimento del lavoro in modalità di “lavoro agile” o smart working; anche il D.L. n 126 equiparava la c.d. “ malattia d’ufficio” al ricovero ospedaliero che, seppur non implichi nessuna trattenuta, nel contratto collettivo nazionale per il personale 8docente e non docente) del Comparto scuola, rientra purtroppo nell’ambito del calcolo complessivo del c.d. “periodo di comporto”. Tale situazione anomala, danneggia ulteriormente i docenti  e le lavoratrici c.d. “fragili”, i-le quali non hanno una incapacità lavorativa totale, ma solo una maggiore esposizione a fattori di rischio e pericolo da contagio al coronavirus rispetto ad altri dipendenti pubblici di altri comparti o di colleghi e colleghe docenti o Ata, quindi NON HANNO UNA CAPACITA’ LAVORATIVA RIDOTTA, per i compiti e funzioni di istituto, che possono essere svolte anche in modalità di lavoro agile (e con le esperienze di funzione docente a distanza, secondo modalità in D.A.D. ora DDI con alunni-e). Tale condizione penalizzante e discriminatoria, con la misura poco opportuna della c.d. “malattia d’ufficio”, anche per lunghi mesi, oltre la stessa previsione governativa dello stato di emergenza (gennaio 2021) – a cagione delle proprie patologie non causate dal corona virus – ha un effetto ulteriormente dannoso, che potrebbe mettere a repentaglio anche la conservazione del posto di lavoro. Infatti, per coloro che  avessero già usufruito di malattia pregressa, come in molti casi di chi ci ha scritto di intervenire, o che avessero necessità di usufruirne in seguito alla conclusione dello stato emergenziale da COVID 19 (sars cov 2), dovrebbero fare i conti con la circostanza che a quei periodi di “assenza giustificata per malattia”, si assommerebbero i giorni di malattia d’ufficio,  legati alla condizione di fragilità certificata dal medico competente d’Istituto a cui si sono rivolti i Dirigenti scolastici (in alcuni casi le lavoratrici fragili sono state messe in malattia d’ufficio per lunghi periodi, cioè fino a marzo 2021), con l’effetto economico salariale, la riduzione stipendiale in base alla normativa contrattuale di comparto  vigente (com’è noto infatti  su un totale di 18 mesi al massimo solo i primi nove mesi, sono retribuiti al 100%, i successivi tre mesi, al 90% ed i restanti 6 mesi al 50%),ma con l’ulteriore effetto, penalizzante e dannoso, di causare con tale anomala modalità di calcolo e di sommatoria dei periodi di malattia, il superamento del periodo di comporto, quindi con il licenziamento delle stesse lavoratrici (cessazione del rapporto di lavoro subordinato). Si segnala e si espone, che moltissimi Dirigenti scolastici, non si sa in base a quale potere discrezionale, prendono misure che  non permettano la fruizione, a favore di queste lavoratrici, di utilizzo e di fruizione del “lavoro agile”, quindi  nella stessa mansione e funzione docente, anche con espletamento della prestazione lavorativa e professionale docente con le citate modalità a distanza, nell’esercizio del concreto diritto al lavoro e al corrispondente diritto allo studio di alunni-e delle sedi di assegnazione, di ottenere adeguato processo formativo con il personale docente assegnato in organico, sia a tempo indeterminato che in casi che si sono riscontrati attualmente,per il personale a tempo determinato, (docenti di sostegno ad alunni-e con disabilità). Si ribadisce e si precisa che la modalità di lavoro agile o in smart working, anche per il personale docente di scuola statale, sposta SOLO IL LUOGO DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA,  NON IL CONTENUTO, L’OGGETTO E LA QUALITA’ STESSA DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA. Si porrebbe inoltra una condizione di disparità di trattamento e di discriminazione, a danno di queste donne, lavoratrici e dipendenti pubbliche del comparto scuola, per le 18 ore medie di prestazione docente frontali, negando loro la modalità di fruizione e corretta erogazione della prestazione professionale e lavorativa alternativa in lavoro agile, non solo rispetto al personale ATA non docente, amministrativo o collaboratore scolastico,  che in casi similari è ammesso per le ore di servizio a tale modalità alternativa, senza alcun cambio di mansione  e senza riduzione stipendiale (non conforme nemmeno a quanto già disciplinato nelle Pubbliche Amministrazioni, per l’applicazione dell’art. 13 Legge ‪300 1970‬ e dell’art. 2103 codice civile, in caso di utilizzo anche temporaneo in mansioni equivalenti o di contenuto inferiore e non sarebbe questo il caso e la fattispecie), ma anche come disparità di trattamento e di discriminazione, nei confronti di altri dipendenti pubblici di altri comparti, che si trovino nelle medesime condizioni di tutela sanitaria e del “loro” diritto alla salute e che sono ammessi a fruire delle modalità di prestazione lavorativa, professionale e da lavoro salariato, in modalità di smart working e di lavoro agile. Pertanto, alla luce di tale situazione come sopra descritta, esposta e denunciata,  SI CHIEDE ai SOGGETTI IN INDIRIZZO. Di porre in essere provvedimenti e misure urgenti, per la tutela dei loro diritti e interessi legittimi meritevoli di tutela, anche di fonte costituzionale, finalizzati: al reinserimento nell’applicazione della legge 126, dei e delle dipendenti  affetti da comorbilità; a far si che i periodi di malattia derivanti da tali patologie e condizioni temporanee, con assenza per malattia non rientrino nel calcolo per il periodo di comporto, come del resto è già pacificamente riconosciuto a coloro che sono affetti da patologie oncologiche e invalidanti; a permettere che gli stessi dipendenti, abbiano la concreta possibilità, di riconoscimento del loro diritto al lavoro costituzionalmente garantito ex art 1 e da garantirsi, in combinato disposto degli articoli 2 e 3 della vigente Costituzione, delle leggi che regolano il rapporto di lavoro subordinato nelle pubbliche amministrazioni – comparto scuola, anche in modalità alternativa in remoto, sempre per le loro 18 ore settimanali frontali, senza  modifiche contrattuali in pejus, che comportino un inopportuno demansionamento, o un ingiustificato aumento del monte orario a 36 ore settimanali, che risulta essere invece l’orario del personale ATA (amministrativi e collaboratori scolastici); a promuovere  la corretta e paritaria applicazione degli obblighi datoriali di cui al D. lgs. ‪81 2008‬, dell’art. 2087 del codice civile, anche a queste situazioni di lavoratrici e docenti considerate  “lavoratrici fragili”, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rispetto al resto del mondo del lavoro salariato pubblico o privato, con una logica e opportuna attuazione, che limiti un eccesso e uno “straripamento” di competenza da parte dei Dirigenti scolastici o di loro collaboratori, con un uso abnorme dell’autonomia decisionale di cui fruiscono i dirigenti in casi di normale gestione della forza lavoro docente e non docente, ma che non troverebbe adeguata giustificazione in una situazione come quella esposta e descritta, di rilievo nazionale, nella quale sono aumentati i fattori di rischio e pericolo derivanti dal contagio da sars cov 2 e da coronavirus. Ciò allo scopo di garantire determinate situazioni di dipendenti, lavoratrici e docenti affette da patologie oncologiche o progressivamente invalidanti, che non ne limitano la loro capacità lavorativa, con il pieno ed efficace utilizzo delle loro prestazioni professionali e di lavoro subordinato. Si resta in attesa di un cortese cenno di riscontro, nonché si invitano i soggetti in indirizzo e i dirigenti apicali del settore, anche per evitare l’alea di un potenziale contenzioso in sede giudiziaria in varie parti del Paese a tutela di diritti e legittimi interessi lesionati, compressi o addirittura violati, di prendere provvedimenti e misure a carattere normativo specifiche, nel senso auspicato dal presente atto, in applicazione degli interessi collettivi pubblici di razionale e coerente applicazione delle leggi di fonte costituzionale o di ratifica di direttive comunitarie, in materia di salute, sicurezza sul lavoro e del diritto al lavoro e alla salute. I ns. recapiti sono: usiait.1@virgilio.it; usicons.roma@gmail.com; Distinti saluti e buon lavoro

LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E L'ASSASSINIODI PINO PINELLI, PER NON DIMENTICARE, DA USI fondata nel 1912, comunicato sindacale e radio stampa 12dic2020

Pubblicato il 12/12/2020

La verità processuale sulla strage, la prima vera “strage di Stato”, non è uscita fuori,  su chi furono i reali mandanti  e si hanno molti sospetti sugli esecutori. Una strage rimasta impunita e la giustizia incompiuta, di quella che fu definita la strategia della tensione, la risposta repressiva ai movimenti di lotta operai, studenteschi,  per ottenere il riconoscimento di pieni diritti, civili e sociali…diritti che anche sfruttando la pandemia e la campagna di condizionamento mentale ai “sacrifici”, si stanno progressivamente restringendo e limitando a danno delle classi lavoratrici, dei settori popolari sfruttati.   Ancora OGGI, come IERI, il filo della nostra memoria storica  e del ricordo, non si è interrotto. ANCORA OGGI, COME ALLORA NEL 1969, CONTINUEREMO IL NOSTRO INTERVENTO TENACE E COMBATTIVO, L’INFORMAZIONE E LA PROSECUZIONE DELLA MEMORIA, anche SULLE STRAGI DI STATO per smascherare coloro che, magari con facce, volti e nomi diversi dal passato, prosegue con altri mezzi, depistando l’attenzione delle masse popolari, verso le reali cause del progressivo impoverimento economico e salariale, dello smantellamento definitivo di importanti e strategici servizi pubblici, dell’imbarbarimento dei rapporti sociali e culturali, del sapere critico e collettivo, come strumento di conoscenza e fulcro per la resistenza adesso, per la costruzione di rapporti di forza e verso UN ALTRO FUTURO, migliore per tutti e tutte. NON SMETTEREMO MAI DI CERCARE LA VERITA’, PER LA GIUSTIZIA SOCIALE Ricordiamo il nostro compagno GIUSEPPE PINELLI, staffetta partigiana, anarchico, militante dell'USI, strappato dallo Stato alla vita, agli affetti, alle lotte. L’IDEA DI LIBERAZIONE E DI GIUSTIZIA SOCIALE CHE LO ANIMAVA, QUELLA CHE PER MOLTI –E DI NOI E’ LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO LA BARBARIE E L’INGIUSTIZIA ECONOMICA E SOCIALE, NON MUORE MAI, E’ QUELLA CHE CI SPINGE A PROSEGUIRE IL PERCORSO E IL LUNGO CAMMINO, SOLIDALE E COLLETTIVO, VERSO LA TRASFORMAZIONE IN MEGLIO E PER TUTTI-E, DELLO STATO DI COSE PRESENTI E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA. L’unica lotta che si perde, è sempre quella… che non si fa.

13 ANNI FA (6 DICEMBRE 2007), LA STRAGE OPERAIA A TORINO ALLA THYSSENKRUPP: 7 OPERAI MORTI. NEL LORO RICORDO E MEMORIA, RIBADIAMO CHE LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E’ UN COSTO DA RIDURRE PER MANTENERE INALTERATI UTILI E PROFITTI DEI PADRONI.

Pubblicato il 10/12/2020

13 anni fa, avvenne il 6 dicembre del 2017, rimasero uccisi (4 bruciati vivi, 3 dopo giorni di agonia) “da lavoro” 7 operai alla ThyssenKrupp (multinazionale tedesca, già in quel periodo in fase di smantellamento) di Torino. Anche in quel caso, che purtroppo non è stato l’ultimo di stragi operaie sul lavoro e da lavoro, si parlò di “incidente”, la difesa ne fece un caso di fatalità per scaricare le colpe e le responsabilità, come se fosse stato un evento non prevedibile. Alla fine, le tesi del giudice Guariniello e del suo staff, le argomentazioni degli avvocati dei familiari delle vittime (che costituirono, assieme a ex operai della Thyssenkrupp l’associazione LEGAMI D’ACCIAIO) furono nei vari gradi di giudizio ridotte negli effetti penali a coloro che vennero, in primo grado, condannati per omicidio. La macchina degli interessi economici- finanziari e politici ha ridotto la giustizia ad una parvenza formale, negli anni è stata poi concessa la libertà agli imputati, condannati per omicidio, a cagione della loro età. Eppure, nonostante questa ennesima serie di morti non accidentali di operai e lavoratori, la strage in nome del profitto non si è fermata, malgrado le tante lacrime di coccodrillo delle parti politiche, sindacali concertative, degli organi di informazione e stampa, i numeri sono impietosi, messi sotto silenziatore dal terribile “contascatti” di morti e contagiati dalla pandemia-sindemia mondiale e italica. Ogni anno muoiono a causa di amianto, circa seimila persone, oltre a coloro che decedono er le varie malattie professionali, collegate all’attività lavorativa. I deceduti sul lavoro (quelli accertati, non quelli effettivi a causa dell’incidenza di lavoratori e lavoratrici al nero o non contrattualizzati come dipendenti e prestatori di lavoro subordinato) in Italia, sono risaliti a circa 1500 (mille e cinquecento) all’anno, una media statistica calcolata in 4 morti sul lavoro al giorno, malgrado la diminuita occupazione reale. Ogni giorno sono quantificati in 500 persone, quelle che muoiono per cancro e patologie tumorali, più di 370.000 all’anno sono gli ammalati di tumori. Gli effetti di una guerra di classe proclamata dalle controparti e da coloro che lucrano utili e profitti, pochi, a danno e sullo sfruttamento di tanti-e, che progressivamente impoveriscono, non sono un evento casuale e nemmeno una fatalità. Sono le condizioni materiali che si basano, oggi anche in regime di pandemia-sindemia, sul peggioramento delle situazioni lavorative, di sfruttamento e di immiserimento delle condizioni di vita, è la pretesa di avere maggiore competitività, produttività, flessibilità, precarietà, con l’aumento di sfruttamento e carichi di lavoro, che determinano morti sul lavoro, infortuni e aumento di malattie professionali (le cui risultanze spesso, per queste ultime, si vengono a sapere dopo molti anni...ad aziende e sedi di lavoro “scomparse” quando non è più possibile risalire e identificare responsabili e cause scatenanti). Il tutto, in assenza di qualsiasi seria attività programmata e pianificata, finalizzata alla piena tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e del lavoro, attraverso la prevenzione, l’informazione costante, la formazione e l’addestramento della forza lavoro e le azioni e provvedimenti finalizzati alla ELIMINAZIONE E RIDUZIONE (al minimo e secondo le innovazioni tecnologiche e le scoperte scientifiche) DI OGNI FATTORE DI RISCHIO E PERICOLO. Per ottenere questo, non ci sta DPCM che tenga,non ci sono governi amici, anche a livello sovranazionale, non ci sono “datori di lavoro buoni” . Solo la pratica di massa, consapevole, solidale, intercategoriale che tenga insieme le mobilitazioni e le lotte sul salario pieno, per i diritti sociali e civili anche sul lavoro estesi come esercizio fruibile e concreto a tutti-e, per la dignità delle persone, contrastando le discriminazioni di genere e le disparità di trattamento, con le lotte per la piena attuazione del diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro, degli ambienti di lavoro e dei territori dove sono insediati i posti di lavoro, per un sistema di protezione sociale che garantisca assistenza e servizi sociali, un sistema sanitario, istruzione-educazione, trasporti di natura pubblica, con i necessari rapporti di forza per attuarli e ottenerli in forma stabile e continuativa, diventa un elemento fondamentale per cambiare sul serio lo stato di cose presenti, per un altro futuro. Nel testimoniare la nostra vicinanza agli ex colleghi dei 7 operai morti, ai loro familiari e solidali, che in tutti questi anni non hanno mai fatto mancare la loro solidarietà e il ricordo di questa ennesima strage operaia, rimane vivo il nostro impegno quotidiano, anche nelle piccole cose, per contrastare questo ulteriore fattore di barbarie, che non rende l’Italia, ancora, un paese civile. ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA, organizziamoci sui posti di lavoro, scegliamo dal basso e non lasciamo da soli i rappresentati dei lavoratori (e lavoratrici) per la sicurezza, colleghiamo le lotte senza omologarci al “richiamo del padrone”, accettando subalternità mentale e sottomissione materiale. USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 segreteria naz. collegiale confederale Dicembre 2020

Avviso

Pubblicato il 01/12/2020

I datori di lavoro sarebbero tenuti, ma non è "in automatico", a redistribuire sui 12 mesi l'importo dei contributi previdenziali-pensionistici, pure se la durata della prestazione lavorativa è di 8- 10 mesi. Infatti l'obbligo di chi lavora è di erogare la prestazione lavorativa nei mesi di durata del contratto individuale di lavoro, con il corrispondete obbligo di pagare la retribuzione dovuta e spettante, nei mesi di sospensione della prestazione lavorativa (di solito nei mesi di luglio e agosto, dove in uno dei due mesi i dipendenti avrebbero il diritto-dovere di comunicare e prendere la fruizione delle ferie retribuite...minimo due settimane consecutive pagate), il contratto a tempo indeterminato rimane attivo, cambia solo per quanto riguarda la prestazione lavorativa e la retribuzione (salvo che non si dia la disponibilità ad essere utilizzati e lavorare, con lo stesso datore di lavoro di solito, in altri servizi e appalti o attività estive, per coprirsi la parte di retribuzione mancante), mentre i contributi previdenziali-pensionistici e di copertura sanitaria, dovrebbero essere redistribuiti sui 12 mesi dell'anno solare, proprio perchè il rapporto di lavoro che si è instaurato e il relativo contratto individuale, sono a tempo indeterminato. Redistribuzione potenziale, che va attivata con una certa procedura e il sostegno di strutture sindacali serie e avvocati che sappiano fare il loro mestiere, senza farsi corrompere o ricattare. Per ulteriori informazioni e per organizzazione, collettiva e combattiva, anche per gestire questo aspetto e ottenere il dovuto, senza spunti individualistici, rivolgersi alla strutture del sindacato Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, email usiait1@virgilio.it No sindacati perditempo, nè sindacalisti o avvocati cialtroni-e e cantastorie, che purtroppo anche nel terzo settore e nelle cooperative sociali, nel settore delle pulizie, della ristorazione, nei servizi, sono presenti e danno le fregature...quindi diffidate dalle imitazioni e dai classici "falsi profeti".

PROGETTO “ANCHISE"

Pubblicato il 24/11/2020


USI UNIONE SINDACALE ITALIANA fondata nel 1912 Segreteria confederale Intercategoriale locale LARGO VERATTI 25 00146 ROMA Tel. 06/70451981 Fax 06 77201444 usiait1@virgilio.it Sito nazionale ufficiale www.usiait.it Associazione difesa e tutela utenti e consumatori USICONS e mail usicons.roma@gmail.com Roma, 23 novembre 2020 Alla Sindaca di Roma p.t. e al gabinetto della Sindacale loro sedi via fax e per e mail Alla Direzione Generale ad interim dell’Azienda Speciale Comunale Farmacap fax protocollo e e mail Al responsabile legale p.t. Soc. coop sociale IL CIGNO – sede Cesena fax e e mail e resp. Area lazio Al responsabile legale p.t. Soc coop Europe Consulting via e mail Al Dipartimento Pol. Sociali di Roma Capitale - Direzione Dipartimento e P.O. (per SOS e UdS) via e mail e fax protocollo OGGETTO: PROGETTO “ANCHISE”. Rilievi, osservazioni, aspetti critici e intervento per efficaci garanzie in termini di condizioni di lavoro, orari, tutele socio sanitarie e su misure-provvedimenti su salute e sicurezza del personale che delle varie aziende, cooperative, enti interessati, sarà utilizzato nel “call center” presso sede di via Capitan Bavastro 94 e nelle attività del progetto, per sviluppo “in sicurezza” di coordinamento emergenza covid 19 ad anziani over 65 anni nella città di Roma. L’Unione Sindacale Italiana Usi, fondata nel 1912, a nome e per conto delle rispettive Rsa e Rls e unitamente all’Associazione difesa e tutela utenti e consumatori Usicons, interviene sulla questione indicata nell’oggetto del presente atto, relativo alla imminente partenza del “Progetto Anchise”. Si apprezza la lodevole iniziativa, di dare strumenti e supporto ad una fascia di popolazione, nella città di Roma con una certa rilevanza in termini numerici assoluti degli abitanti, quale quella anziana, tramite le attività di cui si hanno avuto notizie in queste ultime 48 ore, nell’ambito delle informazioni di natura “sindacale” ottenute, sia con il “numero verde” dedicato, che con un apposito call center ubicato a via Capitan Bavastro, con Unità di Strada mobile ( anche per consegna farmaci), con attività che coinvolgono dipendenti di diverse aziende, società cooperative già affidatarie di convenzioni, appalti e progetti, con orari che coprono le 24 ore (dalle 8 alle 20 per Farmacap, dalle ore 20 alle 8 del mattino successivo per SOS – Soc coop sociale IL CIGNO), anche sette giorni a settimana. Dalle notizie fin qui acquisite, emergono diverse problematiche, che ai dipendenti e alle loro rappresentanze sindacali interne delle varie aziende e cooperative, non sono state sufficientemente illustrate e che riguardano: modalità, criteri e tempi di reperimento del personale da dedicare a tali attività d el “progetto Anchise” con tale copertura di ore di lavoro e di servizio, qualora non sia sufficiente la mera disponibilità volontaria, stante il fatto oggettivo della copertura, per lo svolgimento ordinario di altre attività di servizio e in convenzione/appalti in essere e in fase attuativa, dello stesso personale DURANTE LA SETTIMANA LAVORATIVA; rispetto di tempi e orari di lavoro e di prestazione lavorativa, comprensivo di riposi obbligatori e giorni di riposo nella settimana, per ottemperanza a direttive comunitarie codificate nel D. Lgs. 66/2003 e ss.mm.ii. e dei rispettivi CCNL applicati nei diversi settori (farmacie pubbliche Assofarm, Cooperative Sociali), stante le notizie acquisite di utilizzo di unità di personale dipendente a tempo indeterminato (tempo pieno e part time), sette giorni alla settimana, con rilevante impatto sull’organizzazione del lavoro e dei servizi già in essere e che dovrà essere per forza di cose, modificata, con il rischio di sguarnire il personale già utilizzato per i servizi già in convenzione e in appalto ; corretto utilizzo secondo il D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii., di predisposizione di ulteriori unità aggiuntive di personale (si pensi al servizio della SOS, per le ore notturne dalle 20 alle 8 del mattino successivo sette giorni su sette, con apposito numero verde dedicato per la risposta alle chiamate telefoniche del “progetto Anchise”, nonché alle unità di personale di Farmacap dalle 8 alle 20 presso SEDE DIVERSA DI LAVORO E DI SERVIZIO, con le inevitabili situazioni di ulteriore fattore di rischio e pericolo di contagio da sars cov 2, per gli spostamenti per raggiungere il “call center” situato in via Capitan Bavastro) e di modalità concrete di svolgimento delle attività di questo progetto , comprensive di DETTAGLIATA INFORMAZIONE E FORMAZIONE SPECIFICA , sulle attività e sulle procedure da adottare, sia per la gestione delle chiamate, delle possibili “emergenze”, sia della rendicontazione (resoconto giornaliero, settimanale...) delle chiamate ricevute, degli interventi da coordinare e predisporre, dato il coinvolgimento di più Enti (l’Azienda speciale comunale Farmacap, specie le figure professionali del settore sociale e in misura proporzionale la presenza di farmacisti) e cooperative, con la Protezione civile, che richiederà protocolli operativi e procedure certe, chiare, dettagliate per coloro che dovranno, da lavoratori e lavoratrici, svolgere tale tipo di servizio; il fattore di rischio di creare sovrapposizioni e intralci tra coloro che già sono dedicati ai servizi “normali ”, degli sportelli di prossimità nelle farmacie comunali di Farmacap, come della S.O.S. affidata a soc. coop sociale IL CIGNO, all’Unità Mobile di Strada, con l’ulteriore carico di lavoro e di procedure, rispetto a quella dedicata del “progetto Anchise”, in carenza di specifica informazione e formazione; la definizione, con apposita lettera di incarico-missione-distacco, ( non essendo giuridicamente e contrattualmente sufficienti meri ordini di servizio generici per i dipendenti o soci lav., stante le problematiche ex art. 2103 codice civile e art. 13 S.L. e rispettive norme contrattuali, su spostamenti e trasferimenti a unità ​ produttiva diversa e con sede di lavoro differente, da quella di normale impiego e utilizzo aziendali), che specifichi le modalità effettive , per il personale dei vari Enti coinvolti a vario titolo nel “progetto Anchise”, di utilizzo, le responsabilità di chi coordinerà tale attività, trattandosi di un’attività con prestazioni lavorative di personale con rapporto e contrattualizzazione tipica del lavoro dipendente, anche per i riferimenti gerarchico- funzionali; la predisposizione come obbligo datoriale ex art. 2087 codice civile e D. Lgs. 81/2008, di misure e provvedimenti che eliminino o riducano al minimo sostenibile, tutti i fattori di rischio e pericolo in tema di salute e sicurezza sul lavoro ; sia per l’ambiente di lavoro (locali con apposita strumentazione, per il call center di via Capitan Bavastro e loro idoneità, comprensiva delle postazioni e strumenti tecnici da utilizzare, cuffie, microfoni, telefoni), la fornitura di appositi e idonei D.P.I . certificati, le modalità di frequente igienizzazione di strumenti usati e dei locali da sanificare, stante il fatto che in quel luogo sette giorni su sette, si alterneranno persone diverse, con modalità di spostamento da varie parti della città che aumentano, lo stesso fattore di rischio e pericolo di diffusione del contagio da sars cov 2, con tutte le implicazioni di tutela e garanzia di leggi citate, per la piena ed efficace tutela dell’integrità psico fisica del personale che sarà utilizzato presso la sede di via Capitan Bavastro; la necessità di ADEGUARE I RISPETTIVI DVR aziendali e nel caso anche dei DUVRI, come previsto dalle disposizioni nazionali, regionali e di applicazione del D. Lgs. 81/2008, stante i diversi e diversificati fattori di rischio e pericolo, derivanti da questo tipo di progetto, differente rispetto alle normali prestazioni lavorative del personale che sarà utilizzato, volontario o cooptato con criteri e meccanismi certi o di rotazione, che sia; la opportunità di creare non solo un numero verde dedicato, ma una sede con call center e postazioni e una stessa unità mobile di strada, con più lavortori e lavoratrici, che lascia perplessi stante l’impiego, da mesi, di forme di tecnologia digitale da remoto, che permettano di lavorare collettivamente, con la condivisione e collaborazione tra tipologie professionali diverse, per la soluzione dei vari problemi e anche con lo smistamento delle chiamate dei cittadini, stante la natura “telefonica” del tipo di attività come è stata fin qui illustrata e per le informazioni, lacunose sui diversi aspetti sopra rappresentati, acquisite, modalità che l’attuale innovazione tecnologica, poteva ugualmente soddisfare con modalità differenti e con meno problemi, difficoltà e disagi, rispetto al modello presentato; inoltre, si rileva che per un buon servizio deve corrispondere un buon lavoro, svolto in sicurezza ed efficacia per il raggiungimento del’obiettivo, si ripete lodevole come iniziativa per fasce di popolazione anziana; ma che tale modalità anche organizzativa, sia per Farmacap ma anche per SOS e altri soggetti coinvolti, si ottiene con un gruppo omogeneo di personale, con un lavoro di èquipe ben coordinata , con personale formato e pienamente informato delle modalità tecniche e delle procedure concrete da adotta re, per ottenere il risultato sperato. Invece, si prospetta un uso di diverse decine di persone nell’arco dell’intera settimana, con i rilievi e le criticità attualmente e oggettivamente presenti, con un esponenziale aumento del fattore di rischio di contatti non sempre tracciabili, mettendo per un buon fine, a repentaglio la salute, la sicurezza di lavoratori e lavoratrici, in assenza di tutte le misure e dei provvedimenti, in ottemperanza alle leggi italiane e di rilevanza europea attualmente vincolanti, in materia come sopra ricordate. Si precisa inoltre che per gli sportelli sociali di prossimità di Farmacap, dove sono utilizzati meno di 45 lavoratori e lavoratrici in totale nei 10 sportelli territoriali collegati alle farmacie comunali, per convenzione con Roma Capitale in essere, è già previsto un servizio di “tele compagnia” avente come beneficiario la stessa fascia di popolazione, potenziale utente del numero verde e del “progetto Anchise”, con la comprensibile difficoltà ulteriore di sovrapposizione di incarichi, carichi di lavoro e programmazione territoriale e coordinata, dei vari interventi, stante l’organico attuale e la sua distribuzione sul territorio. SI ATTENDE RISCONTRO A TALE NOTA DI INTERVENTO, con risposta scritta anche tramite e mail a usiait1@virgilio.it e usicons.roma@gmail.com , che chiarisca e dia le necessarie rassicurazioni, su tutti gli aspetti rilevanti, attuali, concreti sopra illustrati e rappresentati, allo scopo di garantire la massima sicurezza e le tutele di legge,contrattuali se di migliore favore, il rispetto dei vincoli datoriali e di servizio, per ottenere uno sviluppo equilibrato tra le attività alle quali sono normalmente dedicati nella settimana lavorativa, i-le dipendenti che saranno coinvolti in questa attività, le loro condizioni dilavoro e di salute e sicurezza, con le attività di questo progetto “Anchise”. In carenza, qualora si riscontrino sottovalutazioni, inadempienze od omissioni a disposizioni imperative di legge di tutela di lavoratori e lavoratrici, ci troveremmo nella capacità di segnalare le questioni ai vari organi di vigilanza, controllo e garanzia, competenti per materia e territorio. Certi che tale contributo, i rilievi e le osservazioni sulle attuali e concrete criticità, siano presi nella doverosa attenzione e che siano affrontati i problemi anche di coordinamento, inoltrandoci la necessaria risposta scritta in tempi celeri , si ringrazia per l’attenzione e si inviano i ns. distinti saluti.

 Per la Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912 – Roberto Martelli Per l’Associazione di difesa e tutela utenti e consumatori USICONS – Giuseppe Martelli

NO TO THE DISMISSAL OF REINFORCEMENT TEACHERS IN THE COMMUNITY OF MADRID (CAM).

Pubblicato il 22/11/2020

Solidaridad Obrera – Enseñanza soli.ensenanza@gmail.com

The 1,117 reinforcement teachers hired this September, to try to make Madrid society believe that measures were being taken to control the expansion of the Covid -19 pandemic in the classrooms could be fired when the Christmas holidays arrive This past Thursday, the Minister of Education (CAM), Enrique Ossorio, stated that the hiring of said teachers "was to compensate for possible shortcomings from the previous year (...) as the commitment was until the first quarter, these contracts end on December 22." From Solidaridad Obrera we consider these dismissals , which were already programmed by the Department of Education of the Community of Madrid , absolutely irrational, antisocial and arbitrary. The colleagues, who have been hired to reinforce the workforce at the beginning of the course, are doing a commendable job in the centers, at an extremely delicate time for public education. We are in a situation of absolute degradation of the public education service , in which we are working, at the gates of winter, with all the windows and doors open, because there are no air filtering or ventilation mechanisms in the educational centers, and they don ́t expected. In addition, the school contacts of sick students are not being traced, with the pilgrim and unrealistic argument that at school they do not have to remove their masks or interact within a meter and a half. And the templates are absolutely overwhelmed, having to attend after their working hours to students who are at home because they are receiving a blended education or because they are in quarantine. The work continuity of the companions of reinforcement is absolutely essential for the maintenance of a minimal and degraded educational activity like the current one. Without them and them the attention to the students will suffer enormously. In fact, at the beginning of the year many more reinforcement teachers had to be hired. The Ministry wants to fire them to save their salaries during the Christmas holidays, but they know that they will have to hire them again later, creating enormous dysfunctions in the teaching practice and in the lives of the students, by not being able to assign them to the same groups and centers where they started in September. For all this, from Solidaridad Obrera, we demand : -No dismissal of teaching staff. -More hiring of reinforcement personnel for the educational system. -Reinforcements also in the cleaning and service personnel of the centers. -HEPA filters and CO2 meters in all classrooms .

Comunicato sindacale e radio stampa (per diffusione e affissione, artt. 1, 14, 25 L. 300/70) Roma, 18 novembre 2020

Pubblicato il 19/11/2020

DALLA PARTE DELLE DONNE E DELLE LAVORATRICI, CONTRO VIOLENZE, DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO, IN FAMIGLIA, NELLA SOCIETA’, PER DIRITTI CIVILI, SOCIALI, SALARIO AL 100%, DIGNITA’ E PER LA PIENA ED EFFICACE APPLICAZIONE DELLE LEGGI SU SALUTE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO, SUI TERRITORI PER TUTTI E TUTTE.

MANIFESTAZIONE A ROMA A PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO IL 25 NOVEMBRE 2020 DALLE ORE 9.30. (già preavvisata e con “autorizzazione” delle Questura centrale). 

 Dipendenti comunali, delle aziende pubbliche e partecipate romane, delle cooperative sociali e dei servizi socio sanitari educativi, in piazza del Campidoglio per rivendicare la prosecuzione delle iniziative di difesa collettiva, per migliori condizioni di lavoro, salariali, dignità sui posti di lavoro, per la salute e la sanità, istruzione/formazione, trasporti, PUBBLICI e non sottoposti alle “regole del mercato degli appalti”, alle esternalizzazioni con gestioni penalizzanti, privatistiche. Confermato sciopero nazionale intercategoriale proclamato per la giornata internazionale di lotta del 25 novembre, dalla Confederazione sindacale Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, per tutte le categorie pubbliche e private. In sciopero anche Usb negli Enti Locali, nella Sanità e nella Scuola statale, con adesioni di altre sigle del sindacalismo di base e confederali, con scioperi locali sul territorio nazionale il 25 novembre. Il 25 novembre si sciopera e si manifesta, IN SICUREZZA e nel rispetto delle misure di precauzione su salute e sicurezza, garantendo i servizi essenziali alla cittadinanza, in occasione della giornata internazionale contro le violenze e le discriminazioni alle donne, sul lavoro (si dimentica troppo spesso questo aspetto…), in famiglia e nella società, che si coniuga con maggiore forza alla quotidiana lotta per veder applicate le norme per tutti-e su SALUTE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO E SUI TERRITORI, per diritti civili, sociali per tutti e tutte senza disparità di trattamento, per ottenere il 100% di copertura salariale secondo gli standards europei (1300 euro netti mensili, secondo gli studi di istituti europei in materia), diritti e dignità, per riconquistare la priorità dei SERVIZI PUBBLICI, a gestione diretta (e con l’assorbimento del personale ora esternalizzato in tanti appalti, che ci lavora anche da molti anni), finanziati e con investimenti programmati e pianificati da Governo ed Enti Locali, specie SU SANITA’, ISTRUZIONE/FORMAZIONE-SCUOLA, TRASPORTI E RICERCA. L’Usi, storica confederazione sindacale fondata nel 1912 (tra gi altri da un certo Giuseppe Di Vittorio) e riattivata a livello nazionale, nel dare la copertura di sciopero nazionale intercategoriale per le categorie private e pubbliche, lancia un segnale chiaro e preciso: VANNO GARANTITI, A PRESCINDERE DALLE “CAMPAGNE EMERGENZIALI” sulla pandemia-sindemia mondiale e italica, IL 100% DI SALARIO, DIRITTI E DIGNITA’ A TUTTI-E, con particolare rilievo alle lavoratrici e alle donne che oltre al lavoro, hanno un “carico” di ulteriori attività di assistenza e di cura nella famiglia, nella società, anche a fronte di insufficienti investimenti e interventi programmati, che permettano poi a tutta la cittadinanza, di fruire di servizi fondamentali ed essenziali (dagli asili nido alle scuole, ai servizi sociali e sanitari, dalla formazione ai trasporti, consultori e servizi territoriali di sostegno, da potenziare anche nelle grandi città), ora troppo soggetti alle “regole del mercato”, finalizzate ai profitti e utili per pochi, a danno e con impoverimento crescente per tanti e tante. Una situazione che oramai investe tutte le categorie, ma che sta provocando effetti devastanti alle classi lavoratrici e ai settori popolari meno abbienti. Anche in questa occasione, a Roma le rappresentanze sindacali e le associate e associati a Usi, danno appuntamento ai lavoratori e lavoratrici, anche aderenti ad altri sindacati ma che condividono la piattaforma, IL 25 NOVEMBRE 2020 DALLE 9.30 ALLA MANIFESTAZIONE A PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO (in sicurezza e distanziati, lo spazio ci sta…), con social corner e testimonianze dal vivo, per proseguire un percorso di mobilitazione, di lotta che colleghi il contrasto alle discriminazioni, alle violenze (non solo fisiche ma anche quelle psicologiche), ai troppi “femminicidi”, contro le donne e le lavoratrici, con le quotidiane rivendicazioni sui diritti in termini di salario, dignità e condizioni di libertà civili e sociali, che riguardano tutti i lavoratori e le lavoratrici, condizioni materiali che uniscono, superando le differenze di categoria, di mansione, di età anagrafica. SUPEREREMO ANCHE LA PANDEMIA, PER UN FUTURO MIGLIORE-POUR UN AUTRE FUTUR. Un modo anche per ricordare le tante morti sul lavoro e…da lavoro salariato, i femminicidi e le violenze alle donne, piaghe dell’attuale modello sociale, con mobilitazioni nella giornata a livello internazionale. Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e mail usiait1@virgilio.it segreteria nazionale Federazione intercategoriale locale – sede Largo Giuseppe Veratti 25 fax 06 77201444

TAVOLO RSU 12 NOVEMBRE

Pubblicato il 16/11/2020

 Care/i colleghe/i, come sapete il 12/11 u.s. si è tenuto il Tavolo RSU, da remoto, relativo l’organizzazione dei corsi di formazione da remoto per il personale di assistenza di sala e quello polivalente . La presentazione è stata fatta a più voci (il dr. Tagliacozzo ha introdotto la dr.ssa Mulone, la dr.ssa Rubino ed Eugenio Renzetti). In sintesi, per quanto riguarda il personale di assistenza di sala, la sinergia tra la dr.ssa Del Bono (Ufficio Formazione), la Didattica ed i nostri astronomi ha prodotto dei moduli di due giornate a settimana per il personale full time ( la prima tra il lunedi e il mercoledi e la seconda tra giovedi e venerdi) e per il personale part time , un giorno solo . I temi sono quelli affrontati già nei primi corsi, effettuati durante il periodo del lockdown. In più, gli appuntamenti con i nostri astronomi. Per il personale polivalente , oltre la formazione sono state previste attività inerenti direttamente biglietterie e librerie (quali la riorganizzazione dell’ anagrafica delle MIC , per la quale in futuro ci sarà anche un upgrade, o attività di ricerca o di promozione, di catalogo , coordinati con la dr.ssa Silvestro). Queste attività, è stato concordato con la Sovrintendenza, verranno effettuate dal lunedi al sabato, a partire da domani 16/11 e, per ora, fino al 3/12 p.v. Il dr. Tagliacozzo ha tenuto a precisare che questa rotazione consentirà di continuare ad erogare le attività SENZA PERDITE da parte dell’Azienda . Tutte le sigle hanno rilevato che i piani di formazione dovrebbero essere temi del Tavolo RSU, ma si comprende l’esigenza vista la situazione emergenziale. Come RSU/USI, sono intervenuta chiedendo se ci fosse obbligatorietà a frequentare tale formazione ed il dr. Tagliacozzo ha specificato che “sono giornate lavorative”, sottintendendo, ovviamente, che, per la mancata frequenza debba esserci una giustificazione afferente ai nostri istituti contrattuali che, vi ricordo, non sono solo le ferie (per es. festività soppresse, congedi straordinari, permessi visite mediche, L. 104 etc..). Ho inoltre sollecitato, dopo l’intervento in merito dell’O.S. CISL, poiché lo avevo proposto io stessa lo scorso 9 marzo, la possibilità di predisporre dispense cartacee per chi non avesse strumenti informatici o, addirittura di verificare con il nostro Help desk se sia possibile convertire vecchi PC non rottamati allo scopo. Mi è stato, così, spiegato che la piattaforma utilizzata consentirà anche delle lezioni semplicemente telefoniche. In ultimo, ho focalizzato l’attenzione sul tema dei lavoratori “fragili” proprio dell’area museale. Recentemente avevo comunicato in azienda di essere a conoscenza di un collega dell’assistenza di sala, già adibito allo smart working, che stava seguendo un corso di inglese da remoto. Ho pertanto sollecitato l’inserimento in questo giro di formazione di quei colleghi fragili che, oggi, sono reclusi in casa per via delle loro patologie ed a cui l’azienda non ha concesso nessun tipo di mansione in smart working, neanche adibendoli ad altre mansioni come previsto dai decreti vigenti. E’ intervenuta, quindi, la dr.ssa Rubino per spiegare che il collega era stato messo in smart working perché non in possesso di certificato del medico di base, seppur riconosciuto fragile dall’azienda. Complimentandomi con l’Azienda per avere trovato la soluzione che tutelasse il collega, ho dovuto, però, ricordare che medesimo trattamento non era stato riservato a colleghe COSTRETTE a ricorrere al certificato di malattia per non essere esposte al rischio del contagio da COVID, che, nel loro caso sarebbe davvero fatale. Relativamente la possibilità di svolgere lo smart working per i lavoratori fragili, ho ricevuto pieno supporto dall’O.S. UGL e il dr. Tagliacozzo ha concluso dicendo che avrebbe effettuato ulteriori accertamenti normativi, visto che anche lui vorrebbe ampliare la platea di lavoratori in Smart working. Mi sono, comunque, resa disponibile, allo scadere del certificato medico attuale dei colleghi direttamente coinvolti, a collaborare con l’Azienda per la predisposizione di un loro avvio al lavoro agile, onde evitare ulteriori prosecuzioni di malattie. Buon lavoro a tutte/i.

 Serenetta Monti (RSU/USI)

Non sta andando tutto bene

Pubblicato il 15/11/2020

comunicato sindacale per volantinaggio e affissione ex artt. 1, 14, 20, 25  L. 300/70

                               NON STA ANDANDO TUTTO BENE…  Con la scusa dei 45 esuberi, una procedura del tutto illegittima come abbiamo già spiegato oltre un anno addietro e segnalato all’Ispettorato del Lavoro, si palesa la volontà di Roma3 di sbarazzarsi senza troppi problemi di qualche decina di lavoratori nel nostro appalto. Il problema, quindi, sono i tagli che l’Università vuole fare e che rischiamo di ritrovare nel prossimo Bando di gara per l’appalto. A seguito dell’internalizzazione, senza i lavoratori,voluta da Roma3 e attuata da Coopservice (Ufficio Protocollo, Ufficio postale,  postazione Segr. Studenti, biblioteche) econ la riorganizzazione dei servizi di portineria, ci ritroviamo oggi in una situazione molto peggiore anche in termini di salute e sicurezza.Siamo senza nessuna formazione del personale, anche rispetto al nuovo servizio di ‘assistenza covid’ e maggiormente esposti al rischio di contagio. Tutto questosenza nessun tipo di garanzie di continuità occupazionale a fine appalto. I lavoratori non sono merce e dopo vent’anni non accetteremo in silenzio una ristrutturazione dei servizi fatta sulla nostra pelle. Prosegue lo stato d’agitazione dell’USI sui punti discussi nell’assemblea del 21 ottobre a Lettere: 100% SALUTE E SICUREZZA; per la messa in sicurezza di tutte le postazioni e la tutela del personale, la dovuta e necessaria formazione professionale. 100% DIRITTI E DIGNITA’; rispetto delle regole e dei contratti etc., garanzie di continuità occupazionale. 100% DEI SALARI; vogliamo buste paga corrette e pieno stipendio in caso di lockdown. alziamo la testa contro l’arroganza di chi si vuole comportare da padrone con i lavoratori SCIOPERO INTERO TURNO mercoledì 25 Novembre 2020  in occasione dello Sciopero Generale proclamato da USI e dai sindacati di base in difesa del diritto alla salute, per una sanità pubblica e per la salvaguardia della salute e la sicurezza sul lavoro, difesa e risorse per l’occupazione, contro le violenze e le discriminazioni alle donne e l’attacco ai diritti e alle libertà di tutti e tutte.                                  RSA USI Coopservice scpa                                 appalto portinerie e servizi ausiliari Università di Roma3

Comunicato

Pubblicato il 09/11/2020

                                      NÉ UNTORELLI  NÉ BURATTINI

Abbiamo fatto presente come RSA/RLS USI Eureka I, sia in sede di incontro aziendale con le Rsa che durante l'incontro del Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, entrambi da noi richiesti  con urgenza nel mese di Ottobre, spinte anche dalla vergognosa situazione che sta investendo molti operatori del servizio Oepa afferenti al Municipio XIII, la nostra obiezione all'utilizzo indiscriminato del personale  Oepa. Nelle more  della nota 76300 del 12 Ottobre 2020 si è dato vita ad un'arbitraria interpretazione della stessa e contestualmente allo sdoganamento di metodologie dell'utilizzo del personale Oepa discrezionale agli umori degli Istituti Comprensivi, nelle vesti dei Referenti H, in complicità di Municipio e Cooperativa che vanno a 'coprire', utilizzando il personale in forza giornaliero, qualsiasi situazione all'interno dei plessi, ben prima della scadenza del quinto giorno di assenza dell'alunno assegnato all' Oepa, tale prassi, orrenda copia di quanto purtroppo avviene nelle specialistiche che hanno diverse regolamentazione e normative, è da noi ritenuta pericolosa e insicura ,sia  per il personale sia per l' utenza diretta e indiretta, il primo viene esposto ad un rischio maggiore di esposizione, di contagio e di propagazione  del virus saltando di classe in classe, di scuola in scuola, comunicato semplicemente con un messaggio telefonico in tempo reale a fronte di un'orario strutturato nei luoghi e nelle assegnazioni e di una dotazione di DPI consona alla propria utenza abituale e non generica. Siamo totalmente consapevoli della situazione emergenziale e delle difficoltà del settore scolastico ma ciò non può e non deve, sull'onda di un'emergenza che attanaglia il paese da mesi, infliggere su lavoratori e lavoratrici. Non solo, la mancata efficace ed efficiente interazione tra Asl, scuole e cooperative,  non solo in XIII, sta generando grosse difficoltà di gestione nelle situazioni di casi di positività al covid-19, comunicazioni di contatti stretti che arrivano frammentarie, ufficiose o in ritardo non consentono agli operatori di porsi tempestivamente in quarantena fiduciaria, restando in quarantena precauzionale su indicazione dell' RSPP per giorni, perdendo così la copertura in V29 e vedendosi poi  prospettare come copertura dell'orario perso il ricorso al FIS, che noi riteniamo improprio e ingiusto. Altro gap comunicativo all'interno dei plessi scolastici riguarda la comunicazione a chi vi lavora di situazioni di positività sospette o confermate all'interno dei plessi che vanno a determinare l'assenza di intere classi, né vi è la sicurezza della dovuta sanificazione dopo la chiusura delle aule delle classi poste in quarantena  né degli spazi comuni. Altra questione che come RSA/RLS USI abbiamo voluto portare  all'interno della discussione con la cooperativa, che giudichiamo non vada assolutamente sottovalutata,   è il massiccio accrescimento di stress lavoro correlato, afferente a tutti i livelli e settori in cui opera il personale della cooperativa, incrementando il rischio di burnout e di quella condizione alterata di sopravvalutazione delle proprie capacità, forze e ruolo, condizione evidenziata anche dal considerevole numero di personale che annovera molteplici giorni di ferie e consistente orario accantonato, c'è stato garantito un maggior monitoraggio delle situazioni ,la ripresa delle supervisioni in quei comparti dove erano state sospese. Auspichiamo un'attenzionamento fatto con cura  in tutti i settori, non essendo la prima volta che poniamo attenzione a queste anomalie. Su tutto ciò continueremo a vigilare, denunciare  ...a non stare zitte, anche per questo ricordiamo l'importanza invitando tutte e tutti a partecipare allo         SCIOPERO NAZIONALE PER TUTTE LE CATEGORIE PUBBLICHE E PRIVATE                                                25 NOVEMBRE 2020 GIORNATA MONDIALE CONTRO LE VIOLENZE E LE DISCRIMINAZIONI SULLE DONNE, SUL LAVORO, IN FAMIGLIA, NELLA SOCIETÀ, PER SALUTE E SICUREZZA SUL-DEL LAVORO, SALARIO INTERO, DIRITTI E LIBERTÀ CIVILI E DI CITTADINANZA, DIGNITÀ PER TUTTE E TUTTI.                                        NÉ SERVI NÉ PADRONI, MAI RSA/RLS USI soc coop sociale EUREKA I legattenere@virgilio.it USI Unione Sindacale Italiana fondata nel  1912 Largo G. Veratti, 25-00146, Roma fax 06/77201444, mail usiait1@virgilio.it  sito naz. www.usiait.it PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI A ROMA, FINCHÉ SI POTRÀ IN PRESENZA, MA MAI IN LOCKDOWN!                                                            LUNEDI’ E MARTEDI’ ORE 18 – 20 LARGO GIUSEPPE VERATTI 25 ROMA c/o Camera del Lavoro autorg. nord ovest                                                          GIOVEDI’ ORE 18 – 20 A PIAZZA GAETANO MOSCA 50 c/o Camera del Lavoro Roma autorganizzata sud ovest                                                                    MERCOLEDI’ ORE 18 – 20 presso R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali) VIA DELLE ACACIE 88 CENTOCELLE SPORTELLO USICONS/Casa per vertenza  ATER info/consulenza/ assistenza Lunedì ore 17-18.30 Piazza  Mosca 51

COMUNICATO SINDACALE DELLE RSU DI BIBLIOTECHE DI ROMA (per affissione e diffusione, ai sensi degli artt. 1, 14 e 25 della L. 300 / 1970)

Pubblicato il 02/11/2020

Care/i colleghe/i, dopo aver letto la comunicazione qui di seguito riportata, dobbiamo smentire che la decisione della Direzione «di partire con il nuovo modello organizzativo da lunedì 2 novembre 2020» sia stata presa con il nostro accordo. Sappiamo bene che la nostra Dirigente può legittimamente decidere autonomamente sugli orari di apertura al pubblico delle biblioteche, ma non è legittimata a millantare un consenso sindacale che, per quanto ci riguarda, non c'è.        Nell'incontro sindacale di questa mattina - via piattaforma Zoom - abbiamo discusso per tre ore su questo piano di nuove e più ampie aperture, riscontrando differenti punti di vista e, da parte di tutte le rappresentanze sindacali, dubbi, richieste di chiarimento e anche evidenti dissensi su alcune caratteristiche e modalità, come sulla scelta di farlo partire proprio ora, in una situazione di crescita esponenziale dei contagi, di inviti del Governo a uscire di casa il meno possibile, di un sempre più probabile nuovo lock-down.        Alla fine dell'incontro, la Direttrice dichiarava che non avrebbe fatto una questione di principio sulla data del 2 novembre, ma che avrebbe voluto comunque iniziare la prossima settimana e che ci avrebbe inoltrato domani (sabato 31 ottobre) il testo della D.D. relativa al piano di nuove aperture, attendendo le nostre considerazioni in merito, per poi prendere le sue decisioni. Ma quanto avevamo ascoltato, contrasta invece nettamente con la comunicazione inviata a tutto il personale alle 16:36.        A nessuno piace essere preso in giro. A noi, meno ancora della media delle persone, essendo rappresentanti sindacali eletti dai/dalle colleghi/e.       Per chiarire a tutti/e che non siamo persone che dicono solo di no, vi raccontiamo in sintesi quello che abbiamo detto stamattina alla Direzione, a proposito di un piano di nuove aperture sul quale avremmo potuto essere d'accordo.       A) I giorni di apertura devono dipendere dall'organico effettivamente disponibile (comunali e Zetema); ogni dipendente non deve andare in biblioteca più di 2 volte alla settimana - e su questo la Direzione è d'accordo.       B) Anche il personale Zetema non deve andare in biblioteca più di 2 gg. a settimana: ammesso che il contratto di servizio consenta - come ha ribadito la Direttrice - che ognuno/a di loro possa essere utilizzato/a fino a 5 gg. a settimana, noi non pobbiamo accettare una disparità di trattamento tra lavoratori/trici nello stesso luogo di lavoro, soprattutto quando ciò significhi un grosso aumento dei rischi per la salute, a causa dei maggiori spostamenti rispetto a chi lavora in sede solo 2 gg./sett. E inoltre, una cosa consentita non è obbligatoria.       C) Siamo d'accordo a creare - nelle biblioteche dove i numeri lo consentano - due gruppi di lavoro "non comunicanti", che lavorino in giorni diversi, per diminuire i rischi di contagio ed evitare la chiusura totale del servizio in caso di contagiati. Ogni gruppo devono essere come minimo di 3 persone effettive; di conseguenza, le biblioteche il cui organico effettivo non supera le 5 unità, avranno un solo gruppo.       D) Il piano delle nuove aperture, dunque, comprenderebbe biblioteche che aprano 2 gg./sett. (quelle con un solo gruppo di lavoro) o 4 gg./sett. (quelle con due gruppi di lavoro), per rispettare la disposizione di Roma Capitale di un massimo di 2 gg./sett. a persona "in presenza" e di almeno il 50% dell'orario in SW (ovvero, nel nostro caso, 40% dell'orario in sede e 60% a casa).       E) Le biblioteche che aprono attualmente 5 o 6 gg./sett. dovranno perciò ridurre i giorni di apertura.       Purtroppo il piano messo a punto dalla Direzione risponde solo in parte a questi criteri, che riteniamo razionali e di tutela della salute di tutto il personale che lavora nelle biblioteche; perciò non lo condividiamo.            Vi auguriamo un sereno fine settimana.                                                                        Giorgio Salerno e Francesco Sordi  (RSU-USI)         Inviato: Venerdì, 30 ottobre 2020 16:36:51 da Direzione ISBCC e Relazioni sindacali industriali delle biblioteche comunali di Roma Capitale   Oggetto: Nuovo piano aperture Biblioteche - Avvio Ai Resp.li BCC e Uffici a tutto il personale e, p.c. alle OO.SS. e RSU I.S.B.C.C. Vi informo che oggi ci siamo confrontati con le OO.SS. e le RSU dell'Istituzione, convenendo di partire con il nuovo modello organizzativo da lunedì 2 novembre, per ovvii motivi legati alla decorrenza delle articolazioni orarie settimanali di ognuno. Proprio in relazione all'esigenza di procedere ad inevitabili cambi di tipologie orarie, l'Ufficio del Personale vi assisterà con la consueta solerzia ed efficacia. In relazione alla composizione dei gruppi di lavoro alternati, laddove in base al numero di dipendenti saranno 2 o piu' di 2, anche il personale di supporto della soc. Zetema verrà suddiviso e ricompreso nei gruppi separati, a maggior tutela di tutte le risorse umane impegnate. Per la maggior parte delle strutture l'apertura si concretizzerà da martedì 3 novembre. La Direttrice firmerà il provvedimento dirigenziale il giorno 2 novembre stesso, con effetto immediato e con l'impegno di tutti, del Servizio Coordinamento e Gestione Risorse Umane, dei Sindacati e delle RSU, già nei prossimi 2 giorni ci confronteremo sulla concreta efficacia del modello organizzativo. Buon Lavoro a tutti. Massimiliano Ciaffi SERVIZIO COORDINAMENTO E GESTIONE RISORSE UMANE/FORMAZIONE Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali Via U. Aldrovandi, 16 - 00197 Roma tel.06/45460219 Mobile 348/7369812