A PEPPINO IMPASTATO ASSASSINATO DALLA MAFIA, VIVE NELLE NOSTRE LOTTE, STIAMO FACENDO ANCORA I NOSTRI...100 PASSI. Da Usi fondata nel 1912

Publicada o 09/05/2021

Il 9 maggio 1978 la mafia assassinava Peppino Impastato, attivista sociale prima ancora che compagno militante siciliano, nato nel 1948, una vita passata tra Cinisi, il suo paese dove aveva costituito con altri suoi amici e compagni di lotta, quella “nuova sinistra” svincolata dal Pci e una delle prime radio alternative “Radio AUT”, con la città di Palermo, dove aveva studiato all’università, ritornando poi al suo paese originario, in una lotta contro le cosche mafiose, la rassegnazione, la paura e la sottomissione. Un assassinio, il suo che subì in modo particolare la tendenza di quegli anni, la campagna di depistaggio per infangarne la memoria e la figura anche personale. Un tentativo che i suoi familiari e i suoi compagni e compagne, smascherarono e riuscirono a battere, continuandone l’opera, proseguendo nella pratica costante la rivendicazione di idee e la testimonianza di vita e di passione sociale, civile, “politica” nel senso pieno del termine, di scelta di campo e di partecipazione dal basso, senza cedere ai compromessi e alla “convivenza” con le organizzazioni criminali e il metodo mafioso. Se a 43 anni dal suo assassinio, ne ricordiamo ancora la vita, la memoria e le sue idee, vuol dire che questo messaggio è passato, che  Peppino Impastato e' ancora vivo, e ancora lotta insieme a noi ogni volta che i settori popolari sfruttati e subalterni, le classi lavoratrici, studenti e studentesse, sviluppano lotta, conflitto, informazione alternativa, cultura popolare non sottomessa ai poteri forti, per riaffermare la giustizia sociale, la libertà, i diritti civili, per una società che superi la differenziazione in classi sociali, subalterna ai poteri criminali, contro il regime del sistema mafioso, di stampo fascista, razzista e stragista, la concezione patriarcale dominante, che contamina negativamente i rapporto sociali e quelli economici. In questo 9 maggio 2021, secondo anno di pandemia, lo ricordiamo ancora, nelle nostre necessarie lotte quotidiane, dai posti di lavoro ai territori, stiamo ancora facendo I NOSTRI 100 PASSI…ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA

(Redazione usi)